sabato 9 gennaio 2021

UNIVERSITÀ DI CA' FOSCARI, AUMENTANO LE ISCRIZIONI NONOSTANTE L'EMERGENZA SANITARIA: MERITO ANCHE DEI NUOVI CORSI

La pandemia non ferma la fiducia nell’Università Ca’ Foscari. Nonostante l’anno catastrofico per l’istruzione italiana, l’ateneo veneziano si conferma un punto di riferimento per gli studenti universitari con un saldo positivo per quanto riguarda le immatricolazioni all’anno accademico 2020/2021. Un aumento dello 0.5%, addirittura più 16% se confrontato con il 2016, che conferma il trend positivo per l’offerta formativa di Ca’ Foscari e sembra ancora più convincente vista l’attuale situazione dovuta all’emergenza sanitaria.

Le 7104 immatricolazioni complessive di quest’anno rappresentano una boccata di ossigeno per l’intera Venezia, tra le città più colpite dalle conseguenze economiche derivanti dalla crisi pandemica: «Quest’andamento è un segnale molto positivo - commenta la neo-rettrice Tiziana Lippiello - ed è la dimostrazione che le famiglie e gli studenti hanno fiducia in noi, nel sistema universitario e nel Paese».
A contribuire al mantenimento del segno più tra le nuove immatricolazioni, l’inserimento di corsi di laurea volti a costruire competenze in ambiti quanto mai attuali con un buon riscontro delle magistrali in Language and Management to China ed Environmental Humanities. «Ca’ Foscari si distingue - continua la rettrice Lippiello - per un’offerta didattica interdisciplinare capace di integrare conoscenze provenienti da ambiti diversi. Abbiamo saputo scommettere su nuovi corsi di studio per rispondere alle esigenze di un mondo del lavoro in continua evoluzione».
Proprio in merito all’istituzione dei nuovi corsi, però, non sono mancate anche le controversie, con il rinvio di un anno dell’approvazione del corso di laurea in Hospitality che avrebbe dovuto essere istituito dall’ateneo veneziano in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e TH Resorts.
La discussa Scuola Italiana di Ospitalità, con sede nell’area del complesso alberghiero di lusso che sorgerà negli spazi dell’ex ospedale al mare del Lido, secondo il collettivo universitario Li.S.C sarebbe «solo la parte culturalmente legittimante dell'ennesimo progetto di speculazione turistica».

Nessun commento:

Posta un commento