lunedì 8 marzo 2021

SCIOPERO DEI DIPENDENTI DI ACTV, ADESIONE QUASI AL 100%: SE L’AZIENDA NON RITIRA LA DISDETTA, NUOVA AGITAZIONE IL 26 MARZO

La protesta dei lavoratori di ACTV e AVM non si ferma. Erano centinaia i dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico veneziano a manifestare questa mattina nel piazzale della stazione di Venezia. A meno di un mese dal taglio unilaterale degli accordi integrativi di secondo livello (se non si troverà un accordo, la disdetta sarà effettiva dal 1° aprile), azienda e lavoratori rimangono su posizioni distanti e, al momento, inconciliabili.

I dipendenti auspicano un nuovo tavolo col Prefetto ma, senza il ritiro della disdetta, non c'è lo spazio per cominciare le trattative. Mentre l’azienda sceglie una linea dura e quasi provocatoria, corrispondendo nel frattempo ai propri dirigenti i premi di risultato, i sindacati compatti non arretrano e chiedono «che ogni ente con competenza sulla mobilità si assuma la propria parte di responsabilità, evitando di far pagare ai lavoratori e ai cittadini il drastico calo della presenza turistica».
Stato e Regione, sostengono i rappresentati sindacali, sono chiamati a finanziare quei servizi necessari ai cittadini che prima venivano finanziati con i proventi del turismo. Ma le stoccate più dure dei manifestanti sono riservate al Comune e al sindaco: «Gigi, dove sei? - si interroga Valter Novembrini, segretario generale della FILT CGIL veneziana - Ti ricordiamo in questa piazza a manifestare con i portuali, a condividere la loro vertenza, sebbene solo per comodo. Te lo chiediamo di nuovo: sindaco, dove sei?».

Ma i motivi di attrito tra i lavoratori dell’azienda di trasporto pubblico veneziana e l’amministrazione comunale non finiscono qui. Secondo i sindacati, sono diverse le voci di bilancio “improprie” che il Comune fa gravare sul gruppo AVM: dai mutui per il tram e il People Mover a quelli per l’acquisto del garage comunale e del park Costa, dai costi per la progettazione e costruzione dell’arteria stradale Vallenari bis a quelli per la costruzione e messa a norma del parcheggio scambiatore ai Pili, dal bici park a piazzale Roma alla gratuità delle strisce blu.

Al Comune, però, i manifestanti chiedono soprattutto, nell’interesse dei cittadini, di rinunciare alla quota di 8 milioni derivanti dai titoli di viaggio turistici per il periodo 2021/2022, evitando così di aggravare ulteriormente il bilancio di AVM. E proprio sul futuro, anche della gestione del turismo a Venezia, le organizzazioni sindacali chiedono all’amministrazione comunale «piani industriali seri per le tre aziende del gruppo AVM» che non si riducano solo a tagli, a cominciare dagli accordi integrativi: se non sarà ritirata la disdetta, sarà proclamato un altro sciopero il 26 marzo.

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