giovedì 11 marzo 2021

IL FUTURO DI SANTA MARTA PROGETTATO ASSIEME DAGLI STUDENTI DELLO IUAV E DAI RESIDENTI DELLA ZONA

Immaginare il futuro di Venezia partendo da chi ci vive. È il processo -che in laguna assume tristemente il sentore dello straordinario- attraverso il quale gli studenti del corso di laurea magistrale in Design del prodotto e della comunicazione visiva dello IUAV hanno elaborato 15 progetti di sviluppo sostenibile della zona di Santa Marta a Dorsoduro.
Si chiama “Santa Marta: qualcosa che merita” il laboratorio alla base dei progetti, coordinato dalle docenti Raffaella Fantoni e Paola Fortuna in collaborazione con Damiano Fraccaro.

Partendo dal confronto con alcuni abitanti del luogo -un fotografo, una scrittrice, un artigiano e una coppia di teatranti- e dall’osservazione quotidiana di quella realtà ancora viva e abitata nella zona di Santa Marta, i giovani designer hanno provato a ripensare luoghi e spazi, mantenendo sempre aperto il dialogo con i residenti.
Dal progetto “De novo”, in cui si vuole creare un spazio per artisti che dia vita a interazioni con gli abitanti, allo “Spiaja” che vorrebbe restituire metaforicamente ai veneziani la spiaggia che un tempo sorgeva proprio a Santa Marta, da “Ca’mpo” per un sistema che unisca orti e arredi urbani, a un film festival “trasportabile” e ad un mercato basato sul baratto.
Questi progetti (assieme agli altri prodotti dagli studenti) potrebbero diventare realtà secondo l’Università di Architettura di Venezia, che starebbe già cercando sponsor: «Vorremmo legare la rigenerazione - commenta il rettore dello IUAV Alberto Ferlenga - a operazioni relative al design. In molte città ci sono i design district: Venezia si potrebbe prestare a essere parte del progetto».

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