giovedì 8 aprile 2021

LAVORATORI STAGIONALI DELL'AGRICOLTURA SENZA SOSTEGNI, SABATO CGIL, CISL E UIL MANIFESTERANNO DAVANTI LE PREFETTURE

I lavoratori stagionali agricoli, essenziali in tutte le fasi della pandemia, sono stati dimenticati anche dal governo Draghi, discriminati ed esclusi dal diritto di ricevere un sostegno. Lo denuncia il sindacato FAI CISL di Venezia: secondo i dati, sono un milione le lavoratrici e i lavoratori che hanno perso giornate di lavoro a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Con loro il governo avrebbe "dimenticato" anche gli stagionali degli agriturismi, da un anno senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito.
Con l’arrivo dell’emergenza sanitaria, il governo nell’anno 2020 ha concesso due bonus ai lavoratori agricoli stagionali: il primo da 600 euro nel mese di marzo e il secondo da 500 euro ad aprile. Ma, a parte questi due bonus - sostiene FAI CISL - «sono rimasti sempre esclusi, anche quelli più colpiti dalla pandemia, i settori agrituristico e florovivaistico. Nonostante siano state perse oltre due milioni di giornate di lavoro nel 2020. Lanciamo un grido di allarme per quei lavoratori che per tanti mesi sono stati considerati “essenziali”, assicurando cibo fresco ai consumatori».
Questi lavoratori non possono neanche accedere al reddito di emergenza avendo già usufruito di un solo bonus, mentre i dipendenti delle cooperative agricole non possono usufruire della disoccupazione Naspi; inoltre il comparto della pesca da tempo aspetta l’istituzione di una cassa integrazione stabile. «Oggi a questi lavoratori - conclude il sindacato veneziano, che domani mattina manifesterà davanti alla Prefettura - vanno garantiti diritti contrattuali, un reddito dignitoso e sostegni adeguati come ad altre categorie di lavoratori».

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