martedì 13 aprile 2021

CHIUDE DOPO NOVANT'ANNI LA SCUOLA PARITARIA SANTA DOROTEA A CANNAREGIO. VENEZIA NON È UNA CITTÀ PER BAMBINI

Dopo 89 anni, a Venezia chiude anche la scuola paritaria dell’infanzia Santa Dorotea. Mancano le insegnanti religiose, aumentano le spese ma, soprattutto, sono le iscrizioni a calare inesorabilmente. È l’altra faccia dello spopolamento della città, sempre meno abitata e più anziana: questa settimana è stata raggiunta la soglia psicologica dei 50mila veneziani nella città d’acqua.
Se nel 2003 l’istituto aveva già dovuto chiudere la scuola primaria, il trend negativo è proseguito costantemente nel tempo, in parallelo al calo demografico, fino all’inevitabile epilogo che, a giugno, vedrà Venezia perdere un altro punto di riferimento. Prima della pandemia erano una cinquantina i bambini iscritti alla Santa Dorotea, ridotti a 35 all’avvio dell’ultimo anno scolastico: troppo pochi per rendere ancora sostenibile l’apertura della scuola paritaria, nonostante la (relativa) popolosità del sestiere di Cannaregio in cui si trova la struttura, il più abitato dell’isola.
Un’altra tegola che si abbatte anche sui genitori degli ultimi iscritti alla scuola, fondata nel 1932 e inserita nella tradizione delle Suore Maestre di Santa Dorotea del Beato Luca Passi, dopo un anno quantomai travagliato a causa della pandemia. Saranno costretti a trovare una nuova collocazione per i propri figli, in un momento in cui anche le scuole dell’infanzia comunali attraversano grandi difficoltà.
Ma il problema di fondo della denatalità rimane e di soluzioni, all’orizzonte, non se ne vedono: ogni anno, il saldo negativo tra i bambini che terminano il ciclo scolastico e quelli che entrano è dell’8%, mentre Venezia perde circa 3 abitanti al giorno. Uno stillicidio destinato a intaccare sempre più i servizi per la cittadinanza rimasta.

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