martedì 15 dicembre 2020

VIRUS, L’ULSS 3 PREOCCUPATA DELLA NUOVA ESCALATION: 440 DECESSI NEL TERRITORIO VENEZIANO IN QUESTA SECONDA ONDATA

Non accenna a scendere il numero delle persone positive al Coronavirus nel territorio comunale di Chioggia. I dati forniti dal sindaco Ferro, e inviati al Comune dall'ULSS, parlano di 546 contagiati a tutta domenica scorsa, con 27 ricoveri: 5 dei quali all'ospedale di Chioggia (metà del reparto di Medicina è stata attrezzata per i pazienti virali), uno in terapia intensiva, altri 21 tra il Covid hospital di Dolo e l'Angelo di Mestre.
La preoccupazione per lo stato attuale delle cose è stata espressa stamane dal direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben, durante la consueta conferenza stampa online: i sanitari imputano ai recenti assembramenti del weekend (a scopo di shopping) la crescita delle infezioni, con effetti a distanza di otto-dieci giorni nei ricoveri e nelle terapie intensive.
Sono numeri crudi, quelli sciorinati durante l'incontro virtuale di questa mattina, indice di una battaglia culturale che la stessa ULSS dispera di poter vincere a breve termine: «Il binario di questa situazione - ha detto amaramente Dal Ben - è quello che porta dritto alla stazione dell'ospedale all'Angelo».
Sono 691 i decessi dall'inizio dell'epidemia, dei quali 440 circa in questa seconda ondata. Gli attuali positivi sono 8401 in tutta l'ULSS 3, con indice di 135 persone contagiate ogni 10mila residenti; 428 gli attuali ricoverati, 46 in terapia intensiva. Il picco di positività è stato raggiunto domenica 13 con 569 casi, schizzati in alto lo scorso sabato e domenica: tra ieri e oggi sono stati 352 i pazienti scoperti con il virus, per una media di 26 ricoveri giornalieri (368 a dicembre).
Dal Ben sperava che lo zenit fosse stato già raggiunto, ma l'età media dei positivi -50 anni contro gli oltre 61 di marzo- non lascia presagire niente di buono. «Cerchiamo di tenere gli ospedali di Mirano e Chioggia covid-free - ha detto il direttore - ma usiamo anche le loro terapie intensive per tenere i pazienti vicino casa». Fra le novità, è diventato a uso Covid anche il policlinico San Marco di Mestre.
Continua intanto il calo degli accessi ai reparti di Pronto Soccorso: sono il 45% in meno di un anno fa, quello di Chioggia è passato da 2214 a 1209 ingressi. Ma sono le case di riposo a preoccupare maggiormente ora: è stata superata largamente la soglia massima del 14 aprile scorso, con 508 ospiti ora positivi (erano 315 ad aprile) e 34 ricoverati. Ma soprattutto raddoppiano gli operatori positivi -da 137 di allora a 257 di oggi: «Il virus - continua Dal Ben - una volta che entra in una casa di riposo non esce fino a tre o quattro settimane».
Per quanto riguarda le scuole, gran lavoro degli operatori con 31 interventi domenica e 22 ieri, con 132 classi interessate dal virus (di cui 5 a Chioggia e 2 a Cavarzere): 73 gli allievi positivi, 364 quelli in isolamento, a fronte di 60 docenti positivi e 27 isolati, soprattutto nella scuola primaria. Cifre che preoccupano Dal Ben verso la possibile ripresa dell'attività scolastica in presenza anche negli istituti superiori, anche se i pediatri andranno nelle scuole dell'infanzia e in quelle primarie ad eseguire test e tamponi in loco.
L'ULSS comunque è in grado di far fronte alle maggiori richieste di terapia intensiva, con 90 posti letto a oggi occupati e altri 15 liberi. Sono infine 12 le squadre di Continuità Assistenziale (USCA) attivate, una ogni 50mila abitanti, per 63 medici attivi: «Ne stiamo cercando altri 15 - conclude il direttore Dal Ben - e ringraziamo già i giovani che si sono messi all'opera».

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