sabato 5 giugno 2021

RIPARTONO LE CROCIERE, COMITATI PRO E CONTRO LE GRANDI NAVI PRONTI A MANIFESTARE OGGI AL PASSAGGIO DELLA MSC ORCHESTRA

I giganti del mare non si vedevano in laguna da 17 mesi. A segnare il ritorno della crocieristica a Venezia è la nave MSC Orchestra, arrivata giovedì all’alba e pronta a salpare questo pomeriggio alle ore 17, con a bordo 800 passeggeri e destinazione Bari, dove effettuerà altri imbarchi. Poi Corfù, Mykonos e Dubrovnik, e ritorno in Marittima sabato prossimo.
Ad accompagnare il passaggio della nave attraverso il canale della Giudecca prima e il bacino di San Marco poi, ci saranno due distinti cortei, uno organizzato dal comitato No Grandi Navi alle Zattere e uno dal comitato Venezia Lavora in riva degli Schiavoni, all’altezza dell’hotel Danieli. Due manifestazioni che si preannunciano pacifiche, ma che il prefetto Vittorio Zappalorto ha voluto tenere separate -inizialmente il ritrovo dei portuali era previsto a Punta della Dogana- per evitare possibili scontri.
Alle Zattere, a partire dalle 16, sarà allestita una grande tavolata con giochi e spettacoli per bambini e famiglie, mentre alla stessa ora a San Marco i lavoratori del porto celebreranno «il ritorno al lavoro e alla vita». Scrive il comitato No Grandi Navi: «Sappiamo, e naturalmente comprendiamo, che si tratta di una “boccata di ossigeno” per i lavoratori impiegati nel settore. Ma come affermiamo da tanto tempo, questa situazione di eterna transitorietà ed incertezza non può che danneggiare anche i lavoratori».
Dall’altra parte arrivano dichiarazioni che lasciano pensare a un’apertura reciproca: «Non manifestiamo la nostra gioia in contrapposizione con il comitato No Grandi Navi. La logica di contrapposizione tra lavoro e ambiente fa perdere tutti», commentano gli esponenti di Venezia Lavora. Le posizioni tuttavia rimangono ancora distanti, alimentate da tensioni politiche che, a livello nazionale, faticano a trovare tempi certi per una soluzione definitiva alla questione crocieristica veneziana, mentre in laguna le istituzioni locali osteggiano apertamente la decisione (già ratificata, ma ancora inapplicata) di portare le grandi navi fuori dalle bocche di porto.

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