domenica 24 gennaio 2021

"VENEZIA. LA RINASCITA", IN RETE IL TRAILER DI UN DOCUFILM CHE FA PARLARE I CITTADINI E DÀ VOCE ALLE LORO SPERANZE PER IL FUTURO

Circa venti veneziani, più o meno celebri, sono i protagonisti del docufilm "Venezia. La rinascita", diretto da Alessandro Russo e del quale da qualche giorno sta girando il trailer online. Il progetto non è ancora stato completato (lo sarà fra un mese), ma già fa parlare di sé per il rapporto tra immagini e racconto, nei mesi più difficili di una città che stava cercando di risollevarsi dall'Aqua Granda del novembre 2019 e invece è piombata, come il mondo, nella tragedia del Covid.

Attraverso lo schermo scorrono le scene del turismo assente, dei negozi desolatamente vuoti se non chiusi: il lungometraggio, di oltre un'ora, si avvale della collaborazione di Angela Russo, Margherita Sonego, Leonardo Ginetto e Luca Tappeto, oltre che dei droni che hanno immortalato la città e la laguna dall'alto. Tra coloro che hanno portato la propria voce, entro due o tre dialoghi ripresi ogni giorno, Carlo Marega dell'atelier di maschere, il vogatore Paolo Brandolisio, la stilista Antonia Sautter hanno affidato il messaggio alla città.

sabato 23 gennaio 2021

VENETO ANCORA IN ZONA ARANCIONE PER UN'ALTRA SETTIMANA. DA LUNEDÌ VIA ALLE CONVOCAZIONI PER VACCINARE GLI OVER 75

L'Istituto Superiore della Sanità ha confermato il Veneto in zona arancione almeno fino alla fine del mese di gennaio. Nonostante il numero dei positivi al virus sia in costante diminuzione, e il sistema sanitario riesca a far fronte grazie a una somma più che sufficiente di terapie intensive e di attività nel territorio -come le USCA- la regione deve rinviare l'appuntamento con la zona gialla, e quindi (ad esempio) con la riapertura diurna di bar e ristoranti.
I locali infatti rimarranno chiusi assieme alle pasticcerie e gelaterie: solo per i bar (e non per i ristoranti e le pizzerie) l'asporto sarà vietato dopo le ore 18, consentendo la continuazione della vendita per consegna a domicilio. In zona arancione rimangono ancora chiusi i musei -a differenza della zona gialla- e, come nel resto d'Italia, sempre chiusi i cinema, i teatri, le mostre temporanee, le fiere e i congressi, le palestre, le piscine e gli impianti da sci. In Veneto la didattica resta a distanza per tutto il mese di gennaio.
In zona arancione è consentito muoversi senza autocertificazione all'interno del Comune (permane il coprifuoco delle ore 22 alle 5 del mattino), per uscire dal Comune serve motivare con circostanze di lavoro o assistenza sanitaria. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Sono comunque consentiti gli spostamenti tra Comuni non superiori a 5000 abitanti, e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.
Fino al 5 marzo è permesso, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, per un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Il ricongiungimento con il partner è previsto tra le cause di necessità da giustificare con autocertificazione: le coppie potranno ritrovarsi nell’abitazione che normalmente condividono.
Nel frattempo il presidente della giunta regionale Luca Zaia ha dichiarato che da lunedì 25 gennaio partiranno le lettere per la convocazione delle persone di età superiore a 75 anni alla vaccinazione anti Covid predisposta dalle ULSS utilizzando le fiale di Pfizer. La campagna vaccinale di massa partirà dopo quella dei lavoratori dei pubblici servizi, come le forze dell'ordine, e conta sul fatto che le dosi torneranno a essere inviate in quantità normale, come inizialmente previsto. A oggi infatti sono disponibili solo per i richiami di coloro che avevano già usufruito dell'iniezione. I Comuni intanto stanno cercando le location adatte alla pratica: a Chioggia si parla del palasport di Borgo San Giovanni.

"GUERRA TRA POVERI" PER LE FERMATE DI CA’ REZZONICO E SAN SAMUELE: IL TAGLIO DELLA LINEA 2 METTE IN CRISI I VENEZIANI RESIDENTI



ACTV risveglia la Venezia dei campanili. Succede anche questo in laguna, quando le linee del trasporto pubblico vengono tagliate: i residenti, stremati, sono a un passo dallo scontrarsi tra loro per vedere riconosciuto un servizio che spetterebbe di diritto a tutti e per il quale, in molti, da una sponda all’altra del Canal Grande, hanno già pagato l’abbonamento.
 

È quello che rischia di accadere agli abitanti della zona di Ca’ Rezzonico e ai residenti dell’area di San Samuele, separati da pochi metri di canale, ma divisi da una fermata ad oggi “alternativa” del vaporetto. A pagarne le spese, come sempre, i residenti costretti a spartirsi le corse della linea 1 e ad attendere fino a 24 minuti (36 a San Samuele) per attraversare il canale lungo una direttrice strategica, nonché unico percorso senza barriere architettoniche per giungere all’ospedale Giustinian.


La questione va avanti ormai da mesi, ed è cominciata in ottobre con la manutenzione straordinaria del pontile di Sant’Angelo, terzo vertice del triangolo che collega Dorsoduro e San Marco. Ma, di fatto, è riconducibile alla cancellazione della linea 2, che serviva San Samuele, mai ripristinata completamente dopo i tagli del lockdown della scorsa primavera.
 



Proprio il ripristino della linea 2, almeno fino a San Marco, chiedeva il comitato di cittadini di Sant’Angelo al sindaco, con oltre 150 firme, già lo scorso autunno. Lungo la riva opposta, nel frattempo, da metà dicembre è iniziata una petizione - che ora ha già raccolto 650 firme - organizzata dall’associazione di promozione sociale DO.VE per chiedere ad AVM che venisse ripristinato il regolare servizio di navigazione.
 


Un obiettivo e un interesse comune, dunque, che però, visto il silenzio di ACTV e dell’amministrazione comunale rischia di dividere la cittadinanza, frustrata in fazioni impegnate in una guerra tra “poveri" veneziani per l’accesso a un servizio publico essenziale. Riguardo alla questione, la capogruppo del PD Monica Sambo ha presentato un’interrogazione al consiglio comunale. Nel frattempo, i residenti attendono ancora.


PREVISIONI DI ALTA MAREA LA SCORSA NOTTE E LA PROSSIMA: SISTEMA MOSE SOLLEVATO IN TUTTE LE BOCCHE DI PORTO DELLA LAGUNA

Sono state sollevate ieri sera le 78 paratoie del MOSE alle bocche di porto del Lido, di Malamocco e di Chioggia, atte a scongiurare l'afflusso dell'alta marea in laguna. Il picco è stato di 106 cm alla diga di Sottomarina e 112 a quella del Lido, rispettivamente alle ore 5.15 e 5.30 antimeridiane, mentre il livello dell'acqua nelle rilevazioni delle città si è fermato a 76 centimetri per Chioggia (rilevazione di Vigo) e 82 a Venezia (punta della Dogana). Il MOSE è stato abbassato alle ore 9 di stamane, e i canali tornano navigabili dalle 11.
Anche per la prossima notte è previsto un rigonfiamento della marea, con previsioni di 96 centimetri sul livello medio del mare, alle ore 7 per Chioggia e 7.20 per Venezia. Le Capitanerie di Porto non escludono il sollevamento delle barriere dalle ore 3.45 notturne, fino alle 8.30, con riapertura dei canali alle 10.30. Il margine di errore di 30 centimetri, stabilito a dicembre dopo il disastro dell'Immacolata, previene eventuali rinforzi di vento: la stessa commissaria straordinaria Elisabetta Spitz ha parlato del «perdurare di condizioni meteomarine avverse».

venerdì 22 gennaio 2021

PICCO DI MAREA DOMANI ALLE 6, POSSIBILE SOLLEVAMENTO DEL MOSE DALLE 22: A PAGARE SAREBBE SEMPRE LA PESCA

Con il bollettino diramato alle ore 10.30 di oggi, il Centro Maree di Venezia comunica che domani mattina sussisteranno condizioni favorevoli al fenomeno dell’acqua alta, a causa del veloce passaggio di un minimo depressionario. Secondo le previsioni disponibili, soggette però a un’evoluzione meteo dinamica, sabato 23 gennaio alle 6.10 sarà possibile registrare un evento di marea con colmo di 115 cm a Venezia e 100 cm a Chioggia.
Occhi puntati dunque sulla sala operativa gestionale del sistema MOSE, dalla quale segnalano il possibile sollevamento delle barriere a partire da questa sera alle 22, con l’avvio dell’abbattimento delle paratoie previsto per le 9 di domani mattina e la conseguente riapertura dei canali attorno alle 11.
Sempre la sala operativa comunica che «sono state utilizzate le previsioni più cautelative tra quelle previste dalla revisione del 13 dicembre 2020m della procedura per la difesa dagli allagamenti nella fase provvisoria», una precauzione volta a scongiurare il ripetersi di un evento drammatico come quello dell’8 dicembre scorso.
Tuttavia, se fossero confermate le previsioni e la decisione di sollevare le paratoie del MOSE, a rimanere penalizzato sarebbe ancora una volta il traffico marittimo e, in particolare, la navigazione dei pescherecci di Chioggia. I pescatori sarebbero infatti impossibilitati a uscire in mare questa notte, nonostante un picco di “solo” un metro nella laguna sud, che con questi numeri (e fino a 130 cm di marea) è gestibile anche dal sistema Baby MOSE.
Intanto le squadre di tecnici e informatici di Comar, Thetis e Consorzio Venezia Nuova hanno ricevuto il preallarme, e dal pomeriggio di oggi saranno pronte a sollevare le barriere calcolando anche (sempre in via precauzionale) la possibilità di un margine di errore -causato da un possibile incremento del vento- maggiore del solito, il quale potrebbe raggiungere i 35 cm.

ALLE PRESE CON POSSIBILI AUMENTI NELLE TARIFFE PER L'ASPORTO DEI RIFIUTI, VERITAS "INCOLPA" I COMITATI DEL NO ALL'INCENERITORE

L’applicazione del nuovo metodo tariffario della TARI -il tributo comunale per l'asporto dei rifiuti- e della Tarip (la tariffa a corrispettivo, calcolata in base alla produzione di rifiuto secco residuo di ogni singola utenza), deciso dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente non sempre si traduce in un automatico aumento della bolletta a carico dei cittadini. Una nota di Veritas, la società partecipata da 44 Comuni dell'area metropolitana di Venezia, spiega la complessità della faccenda: lo sforzo dell'azienda sarà volto a rendere più omogenei possibile gli standard di servizio, producendo quindi economie di scala in grado di annullare o minimizzare gli aumenti causati dalla frammentazione e dal nuovo sistema di calcolo.
I Comuni che vedranno crescere le bollette sono solo 5 su 45, e l’aumento sarà probabilmente bilanciato o addirittura assorbito dalla lotta all’evasione e all’elusione tariffaria: Chioggia non è fra questi, dal momento che il Comune recupera un milione di euro proprio da Veritas (dopo che l'Autorità ha appurato la flessione dei costi nel contratto di servizio), e lo restituirà agli utenti. In moltissimi altri Comuni - continua il comunicato della società multiutility - l’omogeneizzazione dei servizi è stata compiuta negli scorsi anni, con il risultato che i cittadini e le imprese non vedranno nelle bollette alcun effetto causato dal nuovo metodo di calcolo. Tuttavia Veritas non nega l'aumento di 4 milioni annui dei costi, causati (a suo dire) dai ritardi nell'autorizzazione all'inceneritore di Fusina.
L'impianto di termovalorizzazione e recupero energetico del combustibile solido secondario, ostacolato da comitati civici e ambientalisti, ha imposto finora di smaltire altrove le tonnellate di rifiuto non riciclabile prodotto dalla collettività: «Occorre procedere con velocità a recuperare il tempo perduto - conclude la nota dell'impresa - e mettere l'impianto di Fusina in condizioni di operare, visto che è moderno, necessario, controllato e a basso impatto. Altrimenti gli aumenti delle bollette dei rifiuti saranno generali e ben maggiori rispetto al nuovo metodo di calcolo di ARERA». Dal canto loro i comitati, in primis Opzione Zero, respingono le accuse al mittente: «Si tratta di dichiarazioni evidentemente risibili, che denotano un certo nervosismo della dirigenza di Veritas dopo il deposito del ricorso al TAR e dopo l’importante presa di posizione di Italia Nostra.
I veri motivi dell’aumento della TARI - commentano i comitati - sono da ricercarsi nelle scelte industriali sbagliate e senza visione messe in atto in questi anni da Veritas su mandato dei Comuni soci, nella scarsa innovazione dei processi produttivi e probabilmente anche in una gestione poco attenta dei costi generali del servizio».

TRENTA MILIONI DA ROMA PER INCENTIVARE IL TRASPORTO FLUVIALE TRA VENEZIA, CHIOGGIA E MANTOVA, TOGLIENDO I CAMION DALLE STRADE

Il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha stanziato 30 milioni di euro per il porto di Venezia e Chioggia, atto a potenziare il trasporto fluviale delle merci lungo le acque interne. Lo afferma un articolo pubblicato oggi dal numero del Gazzettino in edicola. Verrà così incentivato l'utilizzo dei fiumi e canali per condurre container e carichi eccezionali a Mantova e Cremona, centri di smistamento per le industrie di trasformazione nell'intero nord ovest: fondamentale il sistema delle chiuse per togliere dalla strada il traffico pesante su gomma.
Il decreto ministeriale si affida agli incentivi destinati all'acquisto di mezzi quali chiatte e pontoni, migliorando anche le prestazioni ambientali della flotta esistente. Il sistema portuale di Venezia e Chioggia viene considerato forse l'unico in Italia a contare sopra vie navigabili interne come il Fissero-Tartaro-Canalbianco, oppure la tratta padana verso Piacenza, ritenuta necessaria anche dai corridoi dell'Unione Europea.
Si stima che una chiatta in grado di trasportare 60 container tolga dalle strade 60 camion per ogni viaggio, con quel che ne consegue in termini di pulizia dell'aria e di diminuzione del rischio di incidenti. Armatori e imprese che utilizzeranno la mobilità fluviale saranno agevolati dal contributo massimo di quasi due centesimi per ogni tonnellata caricata, che sarà moltiplicato per i km corrispondenti evitati lungo la rete stradale e autostradale. L'incentivo per la tratta Mantova-Venezia ammonterebbe, pro capite, a circa 3mila euro.