Il comitato tecnico del Provveditorato alle Opere Pubbliche ha approvato ieri il progetto esecutivo del primo stralcio per la messa in sicurezza di piazza San Marco, ma i lavori non potranno ancora cominciare. Lo stop era arrivato pochi giorni fa, dopo che la Corte dei conti aveva bocciato l’atto del Provveditorato che finanziava questo ed altri interventi, per la mancanza di fondi a disposizione.
Il progetto, al quale sarebbero dedicati 11 dei 39 milioni dell’intero piano di salvaguardia, consentirebbe di bloccare il 60% delle acque alte attraverso una serie di interventi tra i quali la sistemazione dei sottoservizi nell’area delle Procuratie Nuove e l’inserimento di valvole per regolare l’acqua in alcuni luoghi strategici della Piazza.
Il cantiere avrebbe dovuto essere aperto in febbraio, con l’obiettivo di terminare i lavori entro ottobre di quest’anno, in tempo per essere operativo prima della prossima stagione delle acque alte più sostenute, nonostante le maree che superano i 90 cm persistano anche in questo periodo (100 cm sono previsti attorno alle 23 di oggi e domani, addirittura 120 poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica).
Oltre a questo progetto, predisposto dalle imprese Kostruttiva, Mate e Thetis, a breve dovrebbe arrivare anche quello definitivo delle barriere in vetro per la Basilica: anche ni questo caso però, i soldi, contenuti nello stesso atto, per ora non ci sono.
giovedì 28 gennaio 2021
mercoledì 27 gennaio 2021
VERTENZA AVM/ACTV, MOZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI VENEZIANI CONTRO LA DECISIONE DI CANCELLARE GLI ACCORDI DI SECONDO LIVELLO
La crisi di AVM/ACTV approda in Regione, con una dura presa di posizione dei consiglieri veneziani a Palazzo Ferro Fini che hanno presentato una mozione sottoscritta in modo trasversale da rappresentanti di maggioranza e opposizione. «La scelta della direzione di AVM è irresponsabile. Riguardo temi così delicati e in un momento tanto difficile non si può agire in modo unilaterale», denuncia Jonatan Montanariello, vicepresidente della commissione Trasporti e primo firmatario della mozione sottoscritta dalla collega Francesca Zottis e da Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), Raffaele Speranzon (Fratelli d'Italia) e Marco Dolfin (Lega).
«La Regione intervenga per aprire un tavolo di confronto tra azienda e sindacati. La crisi legata all’assenza di turisti per la pandemia e -ancor prima- per l’Aqua Granda dell’autunno 2019, non può essere pagata dai lavoratori e dalle loro famiglie. Nessuno nega il momento di difficoltà, ma la risposta è totalmente sbagliata e conferma la necessità di sostenere in modo adeguato il trasporto pubblico locale a prescindere dal turismo, perché è un servizio essenziale.
Quella di AVM - conclude Montanariello - è una decisione senza precedenti, che va condannata sia nel merito che nel metodo. Auspichiamo che l’azienda faccia retromarcia e per questo ci rivolgiamo anche alla Regione: si faccia garante, come accaduto in altre occasioni, affinché ci sia un rapido confronto tra le parti e venga scongiurata la cancellazione degli accordi di secondo livello e di tutti i relativi atti integrativi».
«La Regione intervenga per aprire un tavolo di confronto tra azienda e sindacati. La crisi legata all’assenza di turisti per la pandemia e -ancor prima- per l’Aqua Granda dell’autunno 2019, non può essere pagata dai lavoratori e dalle loro famiglie. Nessuno nega il momento di difficoltà, ma la risposta è totalmente sbagliata e conferma la necessità di sostenere in modo adeguato il trasporto pubblico locale a prescindere dal turismo, perché è un servizio essenziale.
Quella di AVM - conclude Montanariello - è una decisione senza precedenti, che va condannata sia nel merito che nel metodo. Auspichiamo che l’azienda faccia retromarcia e per questo ci rivolgiamo anche alla Regione: si faccia garante, come accaduto in altre occasioni, affinché ci sia un rapido confronto tra le parti e venga scongiurata la cancellazione degli accordi di secondo livello e di tutti i relativi atti integrativi».
L’ATENEO VENETO A RISCHIO CHIUSURA. SACCÀ (PD): «LA CULTURA NON SIA SOLO UN PRODOTTO CONSUMABILE DAL TURISMO»
La pandemia non risparmia nessuno, nemmeno le istituzioni culturali veneziane più apprezzate dai residenti. È così per l’Ateneo Veneto, che per scelta secolare organizza manifestazioni, conferenze e cicli di lezioni aperte a tutti, a titolo esclusivamente gratuito. E che ora, a 209 anni dalla fondazione, senza aiuti né ristori, rischia la chiusura.
«L’Ateneo chiude il bilancio annuale con una perdita di 120mila euro - dichiara il presidente dell’istituzione, Giampaolo Scarante - mentre gli anni precedenti della mia presidenza erano stati sempre in pareggio». È l’effetto della pandemia, che ha portato al rinvio di manifestazioni come la Biennale Arte e Architettura grazie alle quali, attraverso l’affitto di parte della propria sede, l’Ateneo accantonava risorse indispensabili per assicurare l’organizzazione degli oltre cento eventi gratuiti annuali.
Ora, senza quelle entrate extra, le quote dei 600 soci e i modesti contributi di Comune, Regione e Ministero dei Beni Culturali non bastano: «Resistiamo fino a maggio - conclude Scarante - poi entriamo in una terra incognita, aperta anche alle opzioni più estreme». Ma ad essere in crisi a Venezia è tutto il sistema cultura, non solo a causa dell’emergenza sanitaria: «Nella città storica - sottolinea il consigliere comunale del PD Giuseppe Saccà - tutto viene banalizzato in grandi eventi destinati al turismo di massa. Se non vogliamo far morire del tutto le istituzioni veneziane, bisogna ripensare a un modello di sviluppo in cui al centro ci sia la cultura, intesa non come prodotto consumabile dal turismo, ma quale servizio per i residenti e leva per attivare processi di rigenerazione».
«L’Ateneo chiude il bilancio annuale con una perdita di 120mila euro - dichiara il presidente dell’istituzione, Giampaolo Scarante - mentre gli anni precedenti della mia presidenza erano stati sempre in pareggio». È l’effetto della pandemia, che ha portato al rinvio di manifestazioni come la Biennale Arte e Architettura grazie alle quali, attraverso l’affitto di parte della propria sede, l’Ateneo accantonava risorse indispensabili per assicurare l’organizzazione degli oltre cento eventi gratuiti annuali.
Ora, senza quelle entrate extra, le quote dei 600 soci e i modesti contributi di Comune, Regione e Ministero dei Beni Culturali non bastano: «Resistiamo fino a maggio - conclude Scarante - poi entriamo in una terra incognita, aperta anche alle opzioni più estreme». Ma ad essere in crisi a Venezia è tutto il sistema cultura, non solo a causa dell’emergenza sanitaria: «Nella città storica - sottolinea il consigliere comunale del PD Giuseppe Saccà - tutto viene banalizzato in grandi eventi destinati al turismo di massa. Se non vogliamo far morire del tutto le istituzioni veneziane, bisogna ripensare a un modello di sviluppo in cui al centro ci sia la cultura, intesa non come prodotto consumabile dal turismo, ma quale servizio per i residenti e leva per attivare processi di rigenerazione».
martedì 26 gennaio 2021
DISDETTI ACCORDI INTEGRATIVI PER IL PERSONALE DI AVM/ACTV, MONTANARIELLO E ZOTTIS: «DECISIONE GRAVISSIMA»
I consiglieri regionali Jonatan Montanariello e Francesca Zottis stigmatizzano la decisione di AVM Holding di disdire tutti gli accordi integrativi di secondo livello per i lavoratori dipendenti. «È gravissima, perché mette tutti i lavoratori del gruppo (che comprende ACTV e Vela) in pesanti difficoltà economiche, in questo tempo segnato già da pesanti disagi sociali.
Non si capisce - continuano i due esponenti dell'opposizione - perché la dirigenza che gestisce una realtà di cruciale importanza nel panorama del trasporto pubblico locale veneto operi una scelta che non trova precedenti a livello regionale. La crisi del turismo a Venezia e gli eventi calamitosi legati all'acqua alta, benché di portata drammatica, non giustificano questa svolta. Soprattutto perché in questi mesi non sono mancati gli aiuti economici di fonte nazionale ed europei. Vanno dunque valutate fino in fondo, facendo piena chiarezza, le logiche che hanno portato a questo esito allarmante».
Montanariello e Zottis chiedono la convocazione urgente di un tavolo di confronto regionale, per approfondire la situazione e per intervenire concretamente al fine di scongiurare un taglio sciagurato. Le responsabilità della Regione Veneto nel non garantire stanziamenti propri a favore del trasporto pubblico locale (che da lungo tempo denunciamo) vanno ora e definitivamente sanate con un finanziamento straordinario, in grado di garantire ai lavoratori un livello salariale adeguato. La vicenda di queste ore dimostra che il trasporto pubblico va garantito a priori, al netto del turismo».
Non si capisce - continuano i due esponenti dell'opposizione - perché la dirigenza che gestisce una realtà di cruciale importanza nel panorama del trasporto pubblico locale veneto operi una scelta che non trova precedenti a livello regionale. La crisi del turismo a Venezia e gli eventi calamitosi legati all'acqua alta, benché di portata drammatica, non giustificano questa svolta. Soprattutto perché in questi mesi non sono mancati gli aiuti economici di fonte nazionale ed europei. Vanno dunque valutate fino in fondo, facendo piena chiarezza, le logiche che hanno portato a questo esito allarmante».
Montanariello e Zottis chiedono la convocazione urgente di un tavolo di confronto regionale, per approfondire la situazione e per intervenire concretamente al fine di scongiurare un taglio sciagurato. Le responsabilità della Regione Veneto nel non garantire stanziamenti propri a favore del trasporto pubblico locale (che da lungo tempo denunciamo) vanno ora e definitivamente sanate con un finanziamento straordinario, in grado di garantire ai lavoratori un livello salariale adeguato. La vicenda di queste ore dimostra che il trasporto pubblico va garantito a priori, al netto del turismo».
OLTRE 200 SET CINEMATOGRAFICI A VENEZIA. MATILDE DE ANGELIS E LIEV SCHREIBER SUL PONTE DI RIALTO RACCONTANO HEMINGWAY
Venezia si conferma città del cinema, anche durante la pandemia. Oltre 200 (205 per la precisione) le produzioni arrivate in laguna da tutto il mondo nell'ultimo anno: una parziale boccata di ossigeno per l’economia fortemente in crisi della città.
Se i veneziani sono ormai quasi abituati a dribblare i set diffusi per l’isola, tra un’acrobazia di Tom Cruise per “Mission: Impossible” e un’indagine di Vittoria Puccini nei panni della vicequestore Elena Zonin, non c’è dubbio che l’industria cinematografica possa rappresentare sempre di più un’alternativa alla monocoltura turistica che domina(va) Venezia.
Dagli spot di Sony Playstation 5, Maserati, Sky e Che Banca ai programmi televisivi “La grande bellezza” e “Sapiens”, dalle fiction nostrane come “Non mi lasciare” alle serie tv americane come “A discovery of witches”, Venezia senza visitatori rimane una location ineguagliabile.
Lo conferma la lunga permanenza in laguna di Matilde de Angelis, star emergente di casa nostra, reduce dall’avventura sul set hollywoodiano con Nicole Kidman e Hugh Grant per “Undoing”, e che a breve affiancherà Amadeus sul palco del teatro Ariston per una serata del Festival di Sanremo, e di Liev Schreiber, il fixer della serie “Ray Donovan”.
I due attori sono stati protagonisti proprio ieri, sopra il ponte di Rialto, di una lunga scena relativa a “Di là dal fiume e tra gli alberi”, della regista spagnola Paula Ortiz: un set unico, con il canal Grande quasi sgombro e lo scenario di una Venezia al tramonto pronta a rievocare con le immagini la storia d’amore, narrata da Ernest Hemingway nell’omonimo romanzo, tra l’ufficiale americano Catwell e la veneziana Renata.
Se i veneziani sono ormai quasi abituati a dribblare i set diffusi per l’isola, tra un’acrobazia di Tom Cruise per “Mission: Impossible” e un’indagine di Vittoria Puccini nei panni della vicequestore Elena Zonin, non c’è dubbio che l’industria cinematografica possa rappresentare sempre di più un’alternativa alla monocoltura turistica che domina(va) Venezia.
Dagli spot di Sony Playstation 5, Maserati, Sky e Che Banca ai programmi televisivi “La grande bellezza” e “Sapiens”, dalle fiction nostrane come “Non mi lasciare” alle serie tv americane come “A discovery of witches”, Venezia senza visitatori rimane una location ineguagliabile.
Lo conferma la lunga permanenza in laguna di Matilde de Angelis, star emergente di casa nostra, reduce dall’avventura sul set hollywoodiano con Nicole Kidman e Hugh Grant per “Undoing”, e che a breve affiancherà Amadeus sul palco del teatro Ariston per una serata del Festival di Sanremo, e di Liev Schreiber, il fixer della serie “Ray Donovan”.
I due attori sono stati protagonisti proprio ieri, sopra il ponte di Rialto, di una lunga scena relativa a “Di là dal fiume e tra gli alberi”, della regista spagnola Paula Ortiz: un set unico, con il canal Grande quasi sgombro e lo scenario di una Venezia al tramonto pronta a rievocare con le immagini la storia d’amore, narrata da Ernest Hemingway nell’omonimo romanzo, tra l’ufficiale americano Catwell e la veneziana Renata.
lunedì 25 gennaio 2021
«LUNEDÌ RIAPRIRANNO LE SCUOLE SUPERIORI»: L'ANNUNCIO DI ZAIA, MA DIPENDERÀ DAI TRASPORTI PUBBLICI
Durante la consueta conferenza stampa quotidiana, dagli uffici della Protezione Civile regionale a Marghera, il presidente della giunta veneta Luca Zaia ha annunciato oggi a mezzogiorno la probabile riapertura delle scuole secondarie di secondo grado già da lunedì 1° febbraio.
Fino a tale data, per gli istituti superiori tecnici, professionali e per i licei, rimane in vigore l'ordinanza firmata dallo stesso Zaia lo scorso 4 gennaio: la riapertura dovrà passare necessariamente dalla rimodulazione dei mezzi di trasporto pubblici, questione che il presidente ha chiesto venga affrontata dall'assessora regionale Elisa de Berti.
«Se non ci saranno cambiamenti repentini», sono parole del presidente Zaia, la riapertura di tutte le scuole andrà di pari passo con la speranza che il Veneto torni zona gialla e che quindi bar e ristoranti possano aprire almeno fino alle ore 18: al momento i parametri sorridono alla regione, con la diminuzione sensibile del numero dei positivi in ogni città. Venerdì a Roma, in tal senso, la nuova riunione dell'Istituto Superiore di Sanità, chiamato a decidere i "colori" delle Regioni.
Fino a tale data, per gli istituti superiori tecnici, professionali e per i licei, rimane in vigore l'ordinanza firmata dallo stesso Zaia lo scorso 4 gennaio: la riapertura dovrà passare necessariamente dalla rimodulazione dei mezzi di trasporto pubblici, questione che il presidente ha chiesto venga affrontata dall'assessora regionale Elisa de Berti.
«Se non ci saranno cambiamenti repentini», sono parole del presidente Zaia, la riapertura di tutte le scuole andrà di pari passo con la speranza che il Veneto torni zona gialla e che quindi bar e ristoranti possano aprire almeno fino alle ore 18: al momento i parametri sorridono alla regione, con la diminuzione sensibile del numero dei positivi in ogni città. Venerdì a Roma, in tal senso, la nuova riunione dell'Istituto Superiore di Sanità, chiamato a decidere i "colori" delle Regioni.
GIORNATE DELLA MEMORIA: STAMANE IN GHETTO LA POSA DI NUOVE PIETRE D'INCIAMPO PER 15 DEPORTATI, VITTIME NEI LAGER NAZISTI
Questa mattina, dalle ore 9.30, nel Ghetto di Venezia ha avuto luogo la cerimonia della collocazione di 15 nuove Pietre d'Inciampo in memoria di altrettante persone di religione ebraica deportate dai nazisti nei campi di sterminio e non più tornate dai lager.
Date le particolari condizioni legate all'emergenza sanitaria, la cerimonia promossa dall'IVESER e dalla Comunità Ebraica è stata organizzata in tono minore, quanto alla partecipazione limitata e contingentata degli interessati: il Comune -in cui rappresentanza ha partecipato la presidente del consiglio comunale, Linda Damiano- ha allestito una diretta streaming nella propria pagina facebook, e lo stesso artista tedesco Gunter Demnig (artefice delle Pietre d'Inciampo) quest'anno ha rinunciato al suo consueto tour europeo.
L'iniziativa itinerante ha ricordato, quest'anno, Eugenio Todesco, Ida Dina Todesco, Bruno Todesco, Emilio Todesco, Mario Todesco, Sergio Todesco, Arrigo Jesurum, Eugenia Franco Pitteri, Susanna Calimani Nacamulli, Adele Almansi, Fernanda Ascoli, Giuseppe Todesco, Emilio Scarpa, Regina Abolaffio e Rosa de Leon. Queste ultime erano residenti nella casa di riposo israelitica, davanti la quale sono state messe a dimora le Pietre, come da intento ideale del loro creatore.
Con la deposizione delle quindici nuove Stolpersteine, sale a 105 il numero delle Pietre installate a Venezia negli ultimi anni. Anche Padova ha già dato corso all'appuntamento annuale, mentre Chioggia ha deciso di rinviare al 24 aprile per poter favorire la partecipazione della cittadinanza, delle scolaresche, delle associazioni e dei familiari degli onorati.
Date le particolari condizioni legate all'emergenza sanitaria, la cerimonia promossa dall'IVESER e dalla Comunità Ebraica è stata organizzata in tono minore, quanto alla partecipazione limitata e contingentata degli interessati: il Comune -in cui rappresentanza ha partecipato la presidente del consiglio comunale, Linda Damiano- ha allestito una diretta streaming nella propria pagina facebook, e lo stesso artista tedesco Gunter Demnig (artefice delle Pietre d'Inciampo) quest'anno ha rinunciato al suo consueto tour europeo.
L'iniziativa itinerante ha ricordato, quest'anno, Eugenio Todesco, Ida Dina Todesco, Bruno Todesco, Emilio Todesco, Mario Todesco, Sergio Todesco, Arrigo Jesurum, Eugenia Franco Pitteri, Susanna Calimani Nacamulli, Adele Almansi, Fernanda Ascoli, Giuseppe Todesco, Emilio Scarpa, Regina Abolaffio e Rosa de Leon. Queste ultime erano residenti nella casa di riposo israelitica, davanti la quale sono state messe a dimora le Pietre, come da intento ideale del loro creatore.
Con la deposizione delle quindici nuove Stolpersteine, sale a 105 il numero delle Pietre installate a Venezia negli ultimi anni. Anche Padova ha già dato corso all'appuntamento annuale, mentre Chioggia ha deciso di rinviare al 24 aprile per poter favorire la partecipazione della cittadinanza, delle scolaresche, delle associazioni e dei familiari degli onorati.
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