venerdì 30 aprile 2021

PEDIATRIA NEGLI OSPEDALI VENEZIANI ARRIVANO I VISORI DELLA REALTÀ VIRTUALE PER TRANQUILLIZZARE I PICCOLI PAZIENTI

In ospedale una nuova tecnologia digitale aiuterà i bambini ad affrontare alcuni momenti che talvolta possono essere vissuti con paura. A ciascuno dei reparti di Pediatria dell'ULSS 3 Serenissima sono stati infatti donati, da parte dell'azienda Apice di Dosson di Casier (Treviso), una coppia di visori per la realtà virtuale da utilizzare quando si riveli necessario farli indossare al bambino, e a chi lo accompagna, per distrarlo durante il trattamento a cui deve essere sottoposto (prelievo, iniezione, visita ecografica), che potrebbe essere vissuto con timore e lasciare un ricordo doloroso difficile da rimuovere durante eventuali procedure successive.
La donazione è avvenuta in accordo con i cinque primari dei reparti: medici e infermieri hanno sempre cercato metodi per aiutare i piccoli pazienti ad attraversare questi momenti di tensione e fastidio, cercando di distrarli. Ora possono ricorrere all'aiuto di una tecnologia all'avanguardia, che porterà il bambino e l'accompagnatore a vivere per qualche minuto in una realtà virtuale in grado di abbassare il livello d'ansia nel piccolo paziente e le conseguenti sensazioni dolorose. Uno studio pubblicato dal Journal of Pediatrics ha evidenziato che l'utilizzo della realtà virtuale in quest'ambito ha ridotto non solo l'ansia e il dolore provato dal bambino, ma anche la sensazione di angoscia del genitore che lo accompagna.
Il primo bambino a beneficiare del trattamento con l'aiuto degli occhialoni è stato Indro, durante una visita pediatrica a cui lo ha accompagnato il padre: entrambi muniti di visori, hanno potuto immergersi nel "mondo" scelto dal bambino con un semplice cenno del capo. «Seppur nei reparti pediatrici ospedalieri si diffidi del digitale per distrarre il bambino durante la degenza, preferendo dare priorità al contatto umano - spiega il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Edgardo Contato - questa attrezzatura si rende utile in un momento specifico, per distrarre il bambino da emozioni negative ed evitare il rifiuto del trattamento che spesso provoca la necessità di arrivare alla sedazione farmacologica».
La nuova tecnologia digitale così introdotta può essere inserita nel progetto pediatrico “Ospedale senza dolore”, in abbinamento all'utilizzo della crema anestetica locale già introdotta di prassi nei reparti di Pediatria. Ogni coppia di visori donata dall'impresa Apice ha un valore commerciale di 30mila euro, e i reparti che ne potranno beneficiare sono quelli di Pediatria negli ospedali di Mestre, Venezia, Mirano, Dolo e Chioggia. La collaborazione dell'impresa con l'ULSS 3 Serenissima non termina con la mera donazione, ma proseguirà nel monitorare l'efficacia dell'offerta.

VERITAS REGALA UN SACCHETTO DI COMPOST FERTILIZZANTE A CHI CONFERISCE RIFIUTI INGOMBRANTI ALL'ECOCENTRO

Il gruppo Veritas, che gestisce l'igiene urbana occupandosi della raccolta differenziata, a partire da lunedì 3 maggio intende omaggiare l'utenza che decida di consegnare i propri rifiuti ingombranti all'Ecocentro in Val da Rio con un sacchetto di compost fertilizzante, riciclato da scarti alimentari e residui vegetali, integrato in un sistema di economia circolare per la cura di piante e giardini.
L'operazione rientra tra le iniziative per sensibilizzare i cittadini a prestare maggiore attenzione alla raccolta differenziata eliminando gli scarti, in modo che la spesa dello smaltimento resti contenuta e ci sia minor necessità di risorse per produrre nuovi materiali. Il compost è lavorato da un processo industriale che trasforma la frazione organica del rifiuto, mediante microrganismi presenti negli stessi scarti o nel terriccio, i quali utilizzando ossigeno la decompongono.
Veritas riesce a riciclare e riutilizzare l'82% del rifiuto prodotto, tanto che Venezia si piazza per il quarto anno consecutivo ai vertici della graduatoria per la raccolta differenziata tra i comuni superiori a 200mila abitanti. Per ottenere il sacchetto di compost sarà quindi sufficiente consegnare (ad esempio) piccoli e grandi elettrodomestici in disuso, nei giorni e negli orari indicati dal sito gruppoveritas.it

LE IMPRESE CHE LAVORANO AL MOSE CHIAMATE A PAGARE 58 MILIONI DI DEBITI ARRETRATI: CANTIERI A RISCHIO?

Un circolo vizioso che rischia di lasciare il MOSE incompiuto. Le imprese coinvolte nella gestione e nella realizzazione del sistema di dighe mobili avanzano 20 milioni di euro per opere già realizzate, ma su di loro grava la richiesta di sborsarne altri 58, per garantire l’operatività del Consorzio Venezia Nuova. È la richiesta formulata alle aziende dal commissario liquidatore Massimo Mian che, prima di procedere alla chiusura del Consorzio, è tenuto a ultimare le attività di competenza del sistema MOSE, cioè a terminare quelle opere che le imprese pesantemente indebitate non possono completare perché a rischio default.
«Se noi falliamo - dichiara Mirko Pizzolato, direttore di Legacoop Veneto - il MOSE non sarà finito e non si alzerà più». La svolta potrebbe avvenire il 5 maggio, quando è previsto un incontro preliminare al Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, che dovrebbe dare l’ok allo stanziamento di 538 milioni destinato al Provveditorato alle Opere pubbliche del Triveneto, il quale finanzierà gli interventi.
Se però lo stanziamento del CIPE sarà finalizzato solo ai nuovi lavori, rimarrebbe la questione del debito pregresso che -secondo le imprese- «hanno creato altri», ovvero i commissari nominati dallo Stato dal 2015 al 2019. Probabile che i fondi per le imprese arrivino invece dall’aggio consortile del 12%, che si era azzerato in mancanza di cantieri.
Tra le imprese consorziate coinvolte c’è High Tide (ovvero Condotte, che da sola deve ulteriori 1.4 milioni), Covela (14.7 milioni) e Italvenezia (10.1, al cui interno c’è Mantovani, che deve altri 1.9 milioni), Kostruttiva con un milione e mezzo e via a scendere. L'associazione di categoria ANCE e Legacoop chiedono a Miani di farli entrare nella gestione del MOSE, e allo Stato di garantire un prestito-ponte attraverso gli istituti di credito, in attesa dello stanziamento dei fondi.

giovedì 29 aprile 2021

TASER ALLA POLIZIA LOCALE, BAGARRE IN COMMISSIONE SULL’ADOZIONE DELLE PISTOLE ELETTRICHE A VENEZIA

L’utilizzo del taser da parte della polizia locale di Venezia approda alle commissioni consiliari. Per valutare l’impatto della pistola elettrica (la cui adozione sperimentale era stata annunciata alcune settimane fa) nella sicurezza urbana del capoluogo, si sono infatti ieri riunite congiuntamente la II e la IX commissione, confermando l’ennesima radicale spaccatura tra maggioranza e opposizioni. «Mi vergogno del primato veneziano nella sperimentazione - ha dichiarato Giovanni Andrea Martini, consigliere di Tutta la Città Insieme - e di come venga sorvolata la pericolosità oggettiva dell'uso di quest’arma».
Radicalmente opposta la versione della maggioranza: «È la scelta pratica di chi parla di sicurezza attuandola - commenta l'onorevole Alex Bazzaro (Lega) - non di chi pensa alla figura del poliziotto come fine a se stessa. Tra guardie e ladri, stiamo con le guardie. Il mondo in cui viviamo non è il fantabosco». A cercare di chiarire le questioni più tecniche è intervenuto il comandante della polizia locale Marco Agostini: «Il taser - spiega - ha un effetto dissuasivo importante.
Ci sono alcuni rischi, soprattutto se il soggetto è in luoghi pericolosi. Il protocollo cerca di prevenirli, non sarà quindi possibile utilizzarlo sopra scale e ponti né contro donne incinte, soggetti psicolabili e con difficoltà motorie». Ma i dubbi dei consiglieri di opposizione permangono. «Di morti il taser ne ha prodotti - sostiene Paolo Ticozzi (PD) - soprattutto tra i cardiopatici, in chi ha assunto droghe o alcool, o semplicemente ha compiuto uno sforzo fisico ad esempio nella fuga».
La procedura d’ingaggio prevede tre alt prima dell’uso e, se l’aggressore la richiede, gli sarà prestata assistenza medica. L’addestramento dei 20 agenti che saranno coinvolti nella prova sul campo dell’arma a batterie è già cominciato, mentre da giugno partirà la sperimentazione di sei mesi, al termine della quale il consiglio comunale sarà chiamato a esprimersi nel merito dell’adozione definitiva dei dispositivi.

mercoledì 28 aprile 2021

SOSPESO LO SCIOPERO DEI LAVORATORI AGRICOLI E DELLA PESCA, PREVISTO PER VENERDÌ 30: GARANZIE DAL MINISTERO

I sindacati FAI CISL, FLAI CGIL, UILa hanno sospeso lo sciopero dei lavoratori del settore agricolo e della pesca che era previsto per domani, venerdì 30 aprile. Le sigle hanno avuto un incontro martedì sera con il ministro Stefano Patuanelli, il quale ha rassicurato i sindacati quanto alla definizione di un bonus di sostegno al reddito anche per i lavoratori agricoli a tempo determinato. Il prossimo decreto - spiegano i segretari - «conterrà una risposta concreta che andrà finalmente ad integrare il reddito della categoria. Inoltre, abbiamo ottenuto un chiaro impegno da parte del governo che a Bruxelles continuerà a battersi per ottenere la clausola della condizionalità sociale, nella riforma in corso della nuova PAC.
Inoltre, il ministro Patuanelli ha confermato di aver condiviso con il ministro del Lavoro Andrea Orlando l’impegno a definire, nel tavolo di confronto sul sistema degli ammortizzatori sociali, una norma in riferimento alla cassa integrazione per il settore della pesca e all'estensione della Naspi per i lavoratori a tempo indeterminato inquadrati con la legge 240. Oggi avrà luogo un primo incontro tecnico per realizzare concretamente gli impegni presi. Davanti alla disponibilità e agli impegni assunti dal ministro Patuanelli a condurre un confronto serrato per sanare le ingiustizie che hanno riguardato finora le lavoratrici e i lavoratori agricoli - concludono le sigle confederate a CGIL, CISL e UIL - abbiamo scelto con responsabilità di sospendere la mobilitazione in corso, riservandoci di portare avanti un lavoro di interlocuzione e verifica costante dei testi che verranno presentati nel prossimo provvedimento dal governo in Parlamento».

TORNANO LE ORDINANZE ANTI-MOVIDA A VENEZIA E MESTRE. NEI WEEKEND LIMITAZIONI PER CALLI, CAMPI E FONDAMENTE

Sono passati pochi giorni dal ritorno del Veneto in zona gialla e subito comincia a salire la preoccupazione per una nuova “invasione” turistica a Venezia nei fine settimana. Prefettura e Comune hanno dunque rispolverato l’ordinanza già utilizzata nel periodo di Carnevale, che imponeva limitazioni durante i weekend nelle aree più a rischio di assembramenti, entro la città insulare e in terraferma.
L’ordinanza entrerà in vigore alle ore 15 di venerdì 30 e resterà in vigore fino alle 22 di domenica 2 maggio (e negli stessi orari nel weekend successivo, da venerdì 7 a domenica 9): a Venezia interesserà fondamenta degli Ormesini, fondamenta della Misericordia -da ponte San Girolamo a ponte San Marziale- campo San Giacometo, campo della Naranzaria, campo Bella Vienna, campo Santa Margherita e aree limitrofe.
Plateatici agibili e ampliati, clima mite e primaverile, mesi di chiusure nonché la possibilità di spostarsi tra regioni dello stesso colore, riportano Venezia in cima alla lista delle mete ideali per la gita fuori porta a lungo rimandata, o per l’aperitivo del sabato pomeriggio. Una boccata di ossigeno per i ristoratori in difficoltà, ma un potenziale rischio sanitario vista l’attuale situazione epidemiologica e la popolazione ancora non sufficientemente immunizzata.
Di qui l’ordinanza anti-assembramenti e l’impiego di numerosi militari e agenti della polizia locale per provare a evitare le situazioni più pericolose, come già avvenuto nei fine settimana attorno a Carnevale. Resta l’incognita meteorologica e soprattutto quella relativa ai mezzi pubblici, a cominciare dai treni che giungeranno a Venezia e ai mezzi del trasporto locale, i quali anzi vedranno una riduzione del servizio automobilistico nella giornata festiva di sabato 1° maggio.

martedì 27 aprile 2021

ALLA BIENNALE 170 MILIONI DI EURO DEL PROGRAMMA "NEXT GENERATION EU" PER UN POLO PERMANENTE DI ECCELLENZA

Quasi 170 milioni di euro del miliardo e mezzo previsto dal governo, destinato agli investimenti relativi agli attrattori culturali, attraverso i contributi del Next Generation EU andranno alla Biennale di Venezia. Ad annunciarlo è il ministro della Cultura Dario Franceschini, mentre approda in Parlamento il Piano di Ripresa e Resilienza che il 30 aprile sarà consegnato a Bruxelles.
Il cospicuo investimento nell’istituzione veneziana comprende alcuni stanziamenti già previsti per la Biennale dai precedenti governi, tra i quali i 20 milioni del Piano strategico Grandi Progetti Beni Culturali per il trasferimento all’Arsenale dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee nell’edificio, oggi dismesso, a fianco del complesso delle Corderie, e i quasi 14 milioni per il restauro dell’ex Casinò al Lido.
Ma i 169 milioni e 556mila euro serviranno in particolare a finanziare un polo permanente di ricerca sulle arti contemporanee, con l’obiettivo di attenuare l’impatto economico della crisi attraverso il miglioramento della fruizione culturale di Venezia, il potenziamento dei siti in uso alla Biennale e la creazione di uno strumento che influisca sull’indotto culturale, formativo e turistico della città.
Gli interventi riguarderanno parallelamente il restauro e la riqualificazione, anche energetica, dei beni storici vincolati della Biennale e le attività continuative e di ricerca nel campo delle produzioni artistiche delle giovani generazioni, potenziando il progetto già avviato di Biennale College.
«Un sentito ringraziamento al ministro Dario Franceschini - ha commentato il presidente della Biennale, Roberto Cicutto - per aver valorizzato il progetto di un polo permanente di eccellenza nazionale e internazionale e il lavoro della Biennale, attrice di crescita culturale, sociale e, non da ultimo, economico a favore dello sviluppo delle arti e del territorio in cui l’istituzione opera».