lunedì 19 luglio 2021

CS CGIL

Mentre in alcune ULSS si stanno sospendendo i lavoratori nella sanità che si rifiutano di vaccinarsi per non metterli a contatto con le persone più fragili che devono accudire, a Venezia le cose sembrano andare diversamente.

Si sta pensando infatti di tenere in servizio il personale non vaccinato sottoponendolo a tampone molecolare ogni 48 ore per sopperire alla mancanza dello stesso anche in vista delle ferie. 

Il Segretario CGIL, Agiollo, e il Segretario FP CGIL, prendendone atto, dichiarano che non rendere più obbligatorio il vaccino al personale sanitario significherebbe un duro colpo per la campagna vaccinale, senza contare che umilierebbe chi, pur contro la propria volontà, si è vaccinato nell’interesse delle persone più fragili.

Ciò potrebbe far erroneamente pensare che l’utilizzo del tampone possa sostituire il vaccino, senza dimenticare che il costo dei tamponi è a carico della comunità.

La direzione da intraprendere deve essere univoca, sottolineano i sindacati. Non è concepibile che ogni ULSS decida per proprio conto ed è la Regione che deve farsi carico della situazione. 

Pur comprendendo le difficoltà nel garantire i servizi e nel dare una continuità alle prestazioni, ora si presentano problemi che dovevano già essere prevedibili avendo a portata di mano i numeri del personale sanitario non vaccinato. Serve quindi riprogrammare le attività in modo da permettere al personale di godere a buon diritto delle proprie ferie e all’utenza di poter accedere alle prestazioni. 

Il sindacato ha vissuto questo periodo di difficoltà mettendo al centro il senso di responsabilità, continuano, ma non saranno tollerate pressioni su lavoratori che hanno vissuto il periodo in prima linea.

La sigla sindacale suggerisce piani straordinari di assunzione e di formazione del personale sanitario e questo, a sua volta, sia valorizzato e non abbandonato. 

Un segnale a favore della campagna vaccinale dovrebbe essere fatto anche dalle istituzioni, concludono. Al contrario di alcuni Sindaci, Brugnaro si è dimostrato disattento, non attuando alcuna campagna informativa e non invitando la popolazione a vaccinarsi

 

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