Sono in corso dalle 6.30 di stamane le operazioni di sollevamento di tutte e 78 le paratoie del MOSE, alle bocche di porto di Chioggia, Malamocco, Lido e Treporti. Si tratta del secondo test in contemporanea dopo quello del 10 luglio scorso, al quale aveva partecipato anche la delegazione governativa con il presidente del consiglio Giuseppe Conte.
I tecnici al lavoro hanno provato a rimuovere la sabbia dalle 6 barriere gialle che non erano scese agevolmente nei cassoni alla bocca di Treporti. La prova è fondamentale per poter garantire l'entrata in funzione già il prossimo autunno nei casi di emergenza per l'acqua alta eccezionale.
La circostanza ha imposto che la navigazione peschereccia e da diporto venissero interdette dalle ore 6.30 alle 14.30, come previsto dalle ordinanze della Capitaneria di Porto di Venezia e di Chioggia. Non è consentita nemmeno la sosta né l'ancoraggio, in quanto l'area delle operazioni (a cura del Consorzio Venezia Nuova) è presidiata dalla Guardia Costiera con le sue unità navali.
venerdì 7 agosto 2020
giovedì 6 agosto 2020
LA MINISTRA DE MICHELI HA DECISO: MUSOLINO COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL'AUTORITÀ PORTUALE, SCIOLTO IL COMITATO DI GESTIONE
Il presidente dell'Autorità Portuale di Sistema per il mare Adriatico settentrionale, Pino Musolino, è stato nominato commissario unico straordinario dell'ente dalla ministra delle Infrastrutture Paola de Micheli. Roma ha così risolto lo stallo che si era verificato quando due componenti il Comitato di gestione, Fabrizio Giri (delegato dalla Città Metropolitana di Venezia) e Maria Rosaria Campitelli (rappresentante della Regione Veneto) non avevano approvato il bilancio consuntivo 2019, in quanto -a loro dire- gravato di alcuni aspetti poco chiari riguardo una convenzione con le imprese del gruppo Mantovani.
Ora Musolino guiderà con pieni poteri l'Autorità fino al termine del suo mandato, ovvero la fine dell'anno, contestualmente viene sciolto il Comitato di gestione stesso. L'Autorità Portuale, dopo la riforma, regge le sorti degli scali di Venezia e Chioggia.
Ora Musolino guiderà con pieni poteri l'Autorità fino al termine del suo mandato, ovvero la fine dell'anno, contestualmente viene sciolto il Comitato di gestione stesso. L'Autorità Portuale, dopo la riforma, regge le sorti degli scali di Venezia e Chioggia.
mercoledì 5 agosto 2020
VERITAS PUBBLICA LA PROCEDURA ONLINE PER USUFRUIRE DELLE TARIFFE RIDOTTE DELLA TASSA DEI RIFIUTI (UTENZE NON DOMESTICHE)
È stata pubblicata, all’interno dello sportello online nel sito di Veritas, la procedura che gli utenti non domestici dovranno seguire per presentare la domanda di riduzione della TARI o della TARIP, motivata dal blocco dell’attività durante il periodo di Covid-19.
Sono state già sospese le emissioni delle bollette dei rifiuti delle attività comprese nelle categorie Ateco obbligate a chiudere nei mesi scorsi. In questi giorni Veritas sta inviando comunicazioni alle 18mila 671 aziende che evidenziano, a seconda del codice Ateco e della classe tariffaria di appartenenza, le riduzioni previste e le modalità per presentare la richiesta. Tutte le riduzioni saranno applicate con l’ultima emissione 2020.
Di queste, in particolare, le 14mila 804 attività che rientrano tra le tipologie indicate nella tabella 2 dell’allegato A della delibera possono accedere allo sportello online e presentare l’istanza di riduzione entro il 14 settembre, indicando l’effettivo periodo di sospensione dell’attività (per qualche soggetto infatti non vi è stata sospensione, oppure è stata più breve grazie alle deroghe).
Per le altre 3867 attività l’applicazione sarà automatica. Gli utenti che non si sono ancora registrati allo sportello online devono prima effettuare la registrazione e associare il proprio codice utente, reperibile nella bolletta. Coloro che invece sono già registrati, accedendo con le proprie credenziali vedranno comparire l’apposito “banner” dove poter avviare la procedura. L’istanza sarà visibile esclusivamente sui contratti delle utenze non domestiche che rientrano tra le attività indicate nella delibera.
Sono state già sospese le emissioni delle bollette dei rifiuti delle attività comprese nelle categorie Ateco obbligate a chiudere nei mesi scorsi. In questi giorni Veritas sta inviando comunicazioni alle 18mila 671 aziende che evidenziano, a seconda del codice Ateco e della classe tariffaria di appartenenza, le riduzioni previste e le modalità per presentare la richiesta. Tutte le riduzioni saranno applicate con l’ultima emissione 2020.
Di queste, in particolare, le 14mila 804 attività che rientrano tra le tipologie indicate nella tabella 2 dell’allegato A della delibera possono accedere allo sportello online e presentare l’istanza di riduzione entro il 14 settembre, indicando l’effettivo periodo di sospensione dell’attività (per qualche soggetto infatti non vi è stata sospensione, oppure è stata più breve grazie alle deroghe).
Per le altre 3867 attività l’applicazione sarà automatica. Gli utenti che non si sono ancora registrati allo sportello online devono prima effettuare la registrazione e associare il proprio codice utente, reperibile nella bolletta. Coloro che invece sono già registrati, accedendo con le proprie credenziali vedranno comparire l’apposito “banner” dove poter avviare la procedura. L’istanza sarà visibile esclusivamente sui contratti delle utenze non domestiche che rientrano tra le attività indicate nella delibera.
martedì 4 agosto 2020
TRASPORTO PUBBLICO, PROROGATE LE MISURE D'EMERGENZA MA NON QUELLE PREVISTE PER I LAVORATORI IMMUNODEPRESSI E ONCOLOGICI
Nell'ambito dei trasporti pubblici, l'incontro tra i sindacati e le associazioni datoriali di categoria ha portato alla firma della proroga di alcune disposizioni precedenti, in merito allo stato di emergenza sanitaria. Pertanto fino al 15 ottobre continuerà la riduzione del termine di preavviso per i lavoratori, utile a richiedere periodi di congedo parentale, pari a 2 giorni per i servizi extraurbani e 3 giorni per quelli urbani.
Inoltre, sempre fino alla stessa data, le assenze dal lavoro derivanti da un provvedimento restrittivo di quarantena, oltre ai periodi di ricovero ospedaliero del lavoratore che abbia contratto il virus Covid-19 (debitamente certificato dall'azienda di trasporti), non saranno computati ai fini del calcolo del comporto di malattia. Proseguirà fino al 15 ottobre anche il regime di smart working definito il 18 maggio.
Non è stato però possibile prorogare le misure previste per i lavoratori affetti da patologie immunodepressive e/o da gravi patologie oncologiche, per la mancata conferma delle previsioni legislative in merito. Tuttavia, in base a quanto previsto dal verbale di riunione del 18 maggio, i periodi di assenza dal servizio verificatisi tra il 17 marzo ed il 31 luglio a tale titolo non saranno computati ai fini del calcolo del comporto di malattia. Inoltre, non è stata prorogata la previsione relativa al cambio mansione.
Inoltre, sempre fino alla stessa data, le assenze dal lavoro derivanti da un provvedimento restrittivo di quarantena, oltre ai periodi di ricovero ospedaliero del lavoratore che abbia contratto il virus Covid-19 (debitamente certificato dall'azienda di trasporti), non saranno computati ai fini del calcolo del comporto di malattia. Proseguirà fino al 15 ottobre anche il regime di smart working definito il 18 maggio.
Non è stato però possibile prorogare le misure previste per i lavoratori affetti da patologie immunodepressive e/o da gravi patologie oncologiche, per la mancata conferma delle previsioni legislative in merito. Tuttavia, in base a quanto previsto dal verbale di riunione del 18 maggio, i periodi di assenza dal servizio verificatisi tra il 17 marzo ed il 31 luglio a tale titolo non saranno computati ai fini del calcolo del comporto di malattia. Inoltre, non è stata prorogata la previsione relativa al cambio mansione.
lunedì 3 agosto 2020
IL VACCINO CONTRO IL COVID ARRIVERÀ DA VERONA? POTREBBE ESSERE IL REGALO DI NATALE 2021, MA NON SARÀ OBBLIGATORIO...
Il vaccino contro il Covid-19 potrebbe arrivare da Verona. Il presidente della giunta regionale Luca Zaia e il rettore dell'ateneo scaligero Pierfrancesco Nocini hanno presentato infatti stamane l'avvio della sperimentazione che coinvolge il Centro Ricerche Cliniche nella città veneta, in team con i sanitari dell'istituto Spallanzani di Roma: a fine agosto inizierà la fase 1, che coinvolge 90 volontari (dapprima 45 persone tra 18 e 55 anni, poi altrettanti over 65).
Dei 90 candidati, 70 sono a Verona e 20 a Roma: le prime tre "sentinelle" verranno trattate allo Spallanzani con tre dosi crescenti di vaccino intramuscolare, dove rimarranno a disposizione per rivedere i dati dopo una settimana, quindi i primi 12 volontari a Verona che rimarranno in osservazione per 6 ore, poi i controlli dopo due giorni, una settimana e fino ad arrivare a 6 mesi.
Il dossier, approvato dall'Agenzia nazionale per il farmaco, è un brevetto dell'impresa biotech Reithera, con sede nei pressi di Roma, e si fonda sull'adenovirus del gorilla, utilizzato quale vettore per trasportare la sequenza genetica della proteina spike, cioè il "gancio" che il Coronavirus utilizza per aggredire le cellule.
Il centro di ricerca diretto da Stefano Milleri in seno al policlinico universitario veronese prevede che alla fase 2 potranno partecipare tra 20mila e 40mila volontari: le tre fasi si concluderanno a fine 2021, con il possibile "regalo di Natale" del vaccino antivirus nel dicembre del prossimo anno.
Per "candidarsi" alla fase 2 stanno già arrivando richieste al CRC di Verona, pur sapendo che i volontari godono di un mero rimborso legato al tempo dello studio. Tra gli effetti collaterali del vaccino, il possibile arrossamento della pelle, indolenzimento muscolare, febbre, influenza, rari casi di allergia che il personale ospedaliero è in grado di gestire immediatamente.
C'è soddisfazione in Regione per l'avvio di una filiera tutta italiana, oltretutto senza costi per l'ente pubblico dal momento che il brevetto appartiene a Reithera, ma emerge già un limite evidente nella non obbligatorietà del vaccino qualora venisse scoperto funzionale ad abbattere il Covid-19 e con esso la pandemia. In Veneto, intanto, sono stati sottoposti a tampone il 25% degli abitanti della Regione.
Dei 90 candidati, 70 sono a Verona e 20 a Roma: le prime tre "sentinelle" verranno trattate allo Spallanzani con tre dosi crescenti di vaccino intramuscolare, dove rimarranno a disposizione per rivedere i dati dopo una settimana, quindi i primi 12 volontari a Verona che rimarranno in osservazione per 6 ore, poi i controlli dopo due giorni, una settimana e fino ad arrivare a 6 mesi.
Il dossier, approvato dall'Agenzia nazionale per il farmaco, è un brevetto dell'impresa biotech Reithera, con sede nei pressi di Roma, e si fonda sull'adenovirus del gorilla, utilizzato quale vettore per trasportare la sequenza genetica della proteina spike, cioè il "gancio" che il Coronavirus utilizza per aggredire le cellule.
Il centro di ricerca diretto da Stefano Milleri in seno al policlinico universitario veronese prevede che alla fase 2 potranno partecipare tra 20mila e 40mila volontari: le tre fasi si concluderanno a fine 2021, con il possibile "regalo di Natale" del vaccino antivirus nel dicembre del prossimo anno.
Per "candidarsi" alla fase 2 stanno già arrivando richieste al CRC di Verona, pur sapendo che i volontari godono di un mero rimborso legato al tempo dello studio. Tra gli effetti collaterali del vaccino, il possibile arrossamento della pelle, indolenzimento muscolare, febbre, influenza, rari casi di allergia che il personale ospedaliero è in grado di gestire immediatamente.
C'è soddisfazione in Regione per l'avvio di una filiera tutta italiana, oltretutto senza costi per l'ente pubblico dal momento che il brevetto appartiene a Reithera, ma emerge già un limite evidente nella non obbligatorietà del vaccino qualora venisse scoperto funzionale ad abbattere il Covid-19 e con esso la pandemia. In Veneto, intanto, sono stati sottoposti a tampone il 25% degli abitanti della Regione.
BANCHE, BANCHIERI, SBANCATI: RENZO MAZZARO RACCONTA LA CRISI DELLA POPOLARE DI VICENZA E VENETO BANCA NEL RECENTE LIBRO
Renzo Mazzaro è ai più noto quale celebre cronista di cose venete per i quotidiani locali del gruppo Espresso, per i quali ha scritto numerosi editoriali in veste di "fustigatore" della classe politica del nordest.
Ma l'autore ha al suo attivo anche la pubblicazione di altrettanti volumi, l'ultimo dei quali -uscito nel novembre scorso per Laterza- affronta la crisi della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che avevano 207mila soci nel momento di massimo splendore: crisi che si è rivelata lo specchio del momento nel complessivo sistema creditizio nazionale.
Di passaggio a Chioggia nei giorni scorsi, Mazzaro dialoga con Andrea Comparato (editor di Chioggia Azzurra) attorno ai temi del volume: «C'è stato un silenzio assordante - spiega lo scrittore davanti alle telecamere - che la dice lunga sulla responsabilità della stampa finanziaria, silenzio che porta a chiedersi per chi questa scriva». Non è solo l'ennesimo libro relativo alla vicenda: «Tutto quello che è stato scritto altrove - continua Renzo Mazzaro - è disperso in mille fonti.
C'era la necessità di fare ordine e riunire ogni informazione necessaria per farsi un'idea ed evitare che accada ancora, con danno per i risparmiatori. Accostando i fatti, essi acquistano un nuovo rilievo consequenziale, mettendo in luce i singoli ruoli». Nel libro, un mondo intero è messo sotto accusa, quando le quotazioni azionarie sono passate da 62 e 42 euro a zero o poco più.
Ma l'autore ha al suo attivo anche la pubblicazione di altrettanti volumi, l'ultimo dei quali -uscito nel novembre scorso per Laterza- affronta la crisi della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, che avevano 207mila soci nel momento di massimo splendore: crisi che si è rivelata lo specchio del momento nel complessivo sistema creditizio nazionale.
Di passaggio a Chioggia nei giorni scorsi, Mazzaro dialoga con Andrea Comparato (editor di Chioggia Azzurra) attorno ai temi del volume: «C'è stato un silenzio assordante - spiega lo scrittore davanti alle telecamere - che la dice lunga sulla responsabilità della stampa finanziaria, silenzio che porta a chiedersi per chi questa scriva». Non è solo l'ennesimo libro relativo alla vicenda: «Tutto quello che è stato scritto altrove - continua Renzo Mazzaro - è disperso in mille fonti.
C'era la necessità di fare ordine e riunire ogni informazione necessaria per farsi un'idea ed evitare che accada ancora, con danno per i risparmiatori. Accostando i fatti, essi acquistano un nuovo rilievo consequenziale, mettendo in luce i singoli ruoli». Nel libro, un mondo intero è messo sotto accusa, quando le quotazioni azionarie sono passate da 62 e 42 euro a zero o poco più.
DUE DONAZIONI DELL'ASSOCIAZIONE AVAPO AL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA DELL'OSPEDALE CIVILE DI VENEZIA
Da sempre vicina ai reparti oncologici dell'ospedale Civile, l'associazione di volontari AVAPO Venezia ha inteso affiancare e sostenere, in questo periodo segnato dall'emergenza Covid-19, anche il reparto di Terapia Intensiva, concretizzando questo sostegno in una duplice donazione.
«Abbiamo ricevuto per la Rianimazione - ha spiegato il primario, dottor Marco Meggiolaro - una strumentazione che permette di affrontare uno dei problemi che colpiscono le persone ricoverate in terapia intensiva, e cioè il rapido regredire del tono muscolare, provocato dall'immobilità del paziente allettato, oltre che dalla patologia e dalla terapia farmacologica.
La particolare attrezzatura può essere descritta come una "bicicletta" che, portata al letto del paziente, viene utilizzata per far svolgere, se necessario anche passivamente, quel movimento degli arti che, integrato con la riabilitazione compiuta dal fisioterapista, costituisce un importante aiuto al degente e favorisce il recupero dopo la dimissione».
A questa strumentazione AVAPO ha aggiunto due set di particolari cuscini utilizzati nella pronazione del paziente rianimato: questa tecnica va a cercare, per il paziente allettato e non cosciente, le posizioni che favoriscono un afflusso più corretto di ossigeno, limitando così il rischio di degenerazione dell'apparato polmonare.
«Ancora un segnale di attenzione e di affiancamento - ha sottolineato il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben - da parte delle associazioni, e sono molte, che sanno cogliere le modalità più adeguate per aiutare l'ospedale attraverso percorsi condivisi. Grazie ad AVAPO Venezia, quindi, e grazie al lavoro svolto in questi mesi dal reparto di Rianimazione dell'ospedale Civile, un lavoro che AVAPO stessa con queste donazioni riconosce ed evidenzia». La stretta collaborazione è stata sottolineata nell'occasione anche dalla fondatrice dell'associazione, Maria Luisa Banci Zacchello.
La particolare attrezzatura può essere descritta come una "bicicletta" che, portata al letto del paziente, viene utilizzata per far svolgere, se necessario anche passivamente, quel movimento degli arti che, integrato con la riabilitazione compiuta dal fisioterapista, costituisce un importante aiuto al degente e favorisce il recupero dopo la dimissione».
A questa strumentazione AVAPO ha aggiunto due set di particolari cuscini utilizzati nella pronazione del paziente rianimato: questa tecnica va a cercare, per il paziente allettato e non cosciente, le posizioni che favoriscono un afflusso più corretto di ossigeno, limitando così il rischio di degenerazione dell'apparato polmonare.
«Ancora un segnale di attenzione e di affiancamento - ha sottolineato il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben - da parte delle associazioni, e sono molte, che sanno cogliere le modalità più adeguate per aiutare l'ospedale attraverso percorsi condivisi. Grazie ad AVAPO Venezia, quindi, e grazie al lavoro svolto in questi mesi dal reparto di Rianimazione dell'ospedale Civile, un lavoro che AVAPO stessa con queste donazioni riconosce ed evidenzia». La stretta collaborazione è stata sottolineata nell'occasione anche dalla fondatrice dell'associazione, Maria Luisa Banci Zacchello.
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