domenica 19 luglio 2020

LA GUARDIA DI FINANZA SEQUESTRA TRE QUINTALI DI PRODOTTO ITTICO NON TRACCIATO

Nell’ambito dei controlli relativi alla filiera della pesca, la Guardia Costiera del Veneto ha coordinato un’operazione complessa, terminata mercoledì scorso 15 luglio, che ha visto l’impiego di 50 uomini e donne del Corpo, di 5 motovedette e un elicottero della Base Aeromobili di Pescara. In particolare, l’attività è stata mirata al controllo di ristoranti e supermercati della grande distribuzione organizzata, nonché alla verifica del rispetto delle distanze di almeno 3 miglia dalla costa, a cui possono operare i pescherecci a strascico.
Le irregolarità riscontrate hanno portato ad elevare complessivamente sanzioni per 21mila e 500 euro, e al sequestro di circa 3 quintali di prodotto ittico non tracciato. Quest’operazione si inserisce tra le attività di vigilanza della filiera ittica svolte dalla Guardia Costiera a tutela del consumatore, dell’ambiente marino e degli operatori rispettosi delle norme di settore.

MINORE POSITIVO AL VIRUS NELLA QUESTURA DI MARGHERA, IL DEPUTATO BAZZARO PRESENTA INTERROGAZIONE ALLA MINISTRA DELL'INTERNO

Ha fatto scalpore, lo scorso giovedì, la notizia di un minore straniero che si era presentato agli uffici della Questura di Marghera nonostante, in seguito, fosse venuto a conoscenza della sua positività al Coronavirus. In tale occasione, il sindacato FSP della Polizia di Stato aveva scritto al Questore lamentando l'esposizione degli agenti anche a questi fattori di rischio.
La vicenda è approdata anche in Parlamento, dove il deputato Alex Bazzaro (Lega) venerdì mattina ha presentato un'interrogazione urgente alla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, per chiedere «se ritenga di adottare iniziative al fine di far rispettare tutti i protocolli sanitari validi sul territorio nazionale anche nelle Questure, allo scopo di garantire la salute delle forze di polizia che sono impegnate in prima linea nel territorio per la difesa dell'ordine e della sicurezza pubblica, e che già si trovano costrette a lavorare in situazioni di estrema precarietà a causa della mancanza di uomini, mezzi e strumenti adeguati alle esigenze che il loro lavoro richiede».

sabato 18 luglio 2020

ELEZIONI REGIONALI, A MESTRE PRESENTATA LA LISTA DEL MOVIMENTO 5 STELLE: «CAPPELLETTI PRESIDENTE, GLI ULTIMI DIVENTANO PRIMI»

Per il Movimento 5 Stelle, stamane all'hotel Plaza di Mestre, è il giorno della presentazione di Enrico Cappelletti, candidato a presiedere la giunta veneta nelle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre. Per sostenerlo sono accorsi il ministro Federico d'Incà, le senatrici Laura Bottici e Orietta Vanin, il deputato Alvise Maniero e la lista di sette candidati al prossimo consiglio regionale.

Nel suo discorso, Cappelletti ha fatto riferimento alla gestione della sanità e del trasporto pubblico locale quali presupposti per un Veneto diverso dagli ultimi 25 anni: «Al momento dell’entrata di Zaia in Regione - ha sostenuto il candidato - i posti letto negli ospedali pubblici erano il 25% in più rispetto a oggi.

Ma l’attuale amministrazione ha preferito concentrarsi sulla realizzazione di grandi opere come la Pedemontana, risultata uno spreco di 11 miliardi che peserà sui cittadini e gli automobilisti per i prossimi quarant'anni. Equivale a 50 ospedali di grandi dimensioni che non verranno mai realizzati».

Tra le papabili consigliere, Elena La Rocca che dall'esperienza in Comune a Venezia ha tratto l'indicazione di impegnarsi per l'arte e lo spettacolo come veicoli di economia, oltre che al rilancio della canapa industriale, mentre l'uscente Erika Baldin chiede la riconferma sulla scorta delle tante battaglie portate avanti in questi cinque anni nei settori ambientale, sanitario e urbanistico.

«Spiace dover constatare - ha aggiunto la consigliera regionale chioggiotta - che già martedì terminerà il breve lavoro della commissione che doveva investigare cos'è successo alle residenze per anziani durante il Covid. Assicuro che se sarò eletta farò riaprire la commissione per fare piena luce».

venerdì 17 luglio 2020

RACCOLTA DIFFERENZIATA, LE CITTÀ DI VERITAS OLTRE IL 73.5%: CONA E MIRA TRA I COMUNI PIÙ VIRTUOSI, MA SI PUÒ ANCORA MIGLIORARE

Il gruppo Veritas ha fornito gli ultimi dati relativi alla raccolta differenziata dei rifiuti nel primo semestre del 2020, all'interno dei 44 Comuni del Veneziano gestiti dalla società multiutility. La media è del 73.57%, con l'82% dei materiali raccolti effettivamente poi riciclati: il resto (15%) è recupero energetico dal css prodotto a Fusina dal trattamento del rifiuto secco residuo, oltre al 3% che va conferito in discarica. La media nazionale per quest'ultimo aspetto si aggira attorno al 50%.
Il Comune più virtuoso si rivela Fossalta di Piave con il 90.73%, seguita da Ceggia con l'89.79%, Cona (87.28%), Mira (86.5%) e San Donà di Piave (86.26%). Sono 13 Comuni a superare l’80%: la stessa Venezia, per il terzo anno consecutivo, è stata dichiarata da ISPRA la prima Città Metropolitana e il primo grande Comune d’Italia per raccolta differenziata.
Buone notizie arrivano anche dai dati sulla tracciabilità delle filiere, che Veritas certifica, attraverso un ente terzo, fin dal 2014. È stato avviato a recupero il 95% della carta e del cartone raccolto in maniera differenziata, il 79% del vetro, il 92% della plastica, il 95% dei metalli, il 67% del secco residuo, mentre il 98% del legno è diventato pannello truciolare per l’industria del mobile. Per quanto riguarda, invece, le frazioni umide, il 35% del verde e ramaglie e l’11% dell’organico sono stati trasformati in compost e da quest’ultimo è stato ricavato biogas per oltre 17mila MWhp di energia.
Tuttavia, nelle raccolte resta ancora molto alta la quantità di scarti e materiali differenziabili: dal migliaio di analisi merceologiche effettuate da Veritas risulta infatti che circa la metà del rifiuto secco è composto da materiale ancora riciclabile che, comunque, i successivi trattamenti meccanici riescono a separare e ad avviare al recupero. Inoltre, il 6% della carta, il 18% di vetro, plastica e lattine, l’8% di plastica e lattine, il 14% della plastica e il 3% del rifiuto organico sono frazioni estranee, quindi scarti ed errori, che non possono essere riciclate. Serve dunque uno sforzo aggiuntivo da parte di tutti per separare meglio i rifiuti, facendo crescere la percentuale di raccolta differenziata e diminuire la quantità di secco residuo.
Tuttavia, nonostante le alte percentuali di differenziata, la recessione che sta colpendo i mercati mondiali e il crollo del prezzo di alcuni materiali (carta e plastica su tutti) non permettono di alleggerire il costo del servizio, quindi le bollette dei rifiuti a carico dei cittadini. Per contenere i costi è quindi più che mai importante (anzi, essenziale) svolgere bene la differenziata, dividendo con cura i materiali ed eliminando gli scarti, in modo da ridurre la quantità di rifiuto secco. Inoltre, è importante evitare di abbandonare in strada o nell’ambiente rifiuti e materiali ingombranti, il cui recupero comporta costi aggiuntivi a carico della collettività e non degli incivili e maleducati autori di questi gesti.

giovedì 16 luglio 2020

ZAIA: «IN VENETO LE REGOLE DI SALUTE PUBBLICA VENGONO AGGIRATE DA PERSONE INFETTE. URGENTE IL LORO FERMO PER LEGGE»

Il presidente della giunta regionale Luca Zaia inasprisce i toni riguardo la "rimonta" del Coronavirus registrata in questi giorni. «Sta succedendo quello che si sperava non accadesse - commenta - ma che avevamo a più riprese paventato potesse essere un grave pericolo: i cittadini stranieri rappresentano il focolaio più grande registrato in Veneto dalla fine del lockdown, con decine di positivi e numeri che possono ancora crescere. In questa situazione già preoccupante, si verificano poi gravissime illegalità, ovvero positivi asintomatici che si rendono irreperibili ai controlli e in alcune occasioni arrivano a rifiutare le cure che vengono loro offerte, o a violare l’isolamento fiduciario. Vanno assolutamente fermati».
Il presidente del Veneto si chiede ad esempio quali test vengano praticati: «Di qualsiasi nazionalità siano, quale che sia il mezzo di trasporto utilizzato, da qualsiasi area provengano - prosegue Zaia - mi chiedo come mai non si provveda immediatamente al controllo e, se necessario, al fermo alla frontiera di queste persone, utilizzando le leggi vigenti o, qualora indispensabile, approvando con assoluta urgenza norme specifiche. Esiste un piano di sanità pubblica che va fatto rispettare ad ogni costo, nell’interesse delle stesse persone infette e dell’intera comunità civile, perché se c’è un modo per far tornare il Covid-19 è proprio quello di permettere ai positivi di girare indisturbati, mentre invece vanno fermati»

MINORE ACCEDE AGLI UFFICI DELLA QUESTURA, MA SCOPRE DI ESSERE POSITIVO: A RISCHIO 30 AGENTI E TUTTI I CONTATTI SUCCESSIVI

Un minore di nazionalità kosovara è stato riscontrato positivo al Coronavirus nella terraferma veneziana. Le analisi hanno dato esito positivo ieri mattina, a cinque giorni di distanza da quando il ragazzo si era presentato all'ufficio immigrazione della Questura di Marghera, dove è entrato potenzialmente in contatto con circa venti o trenta agenti: ai poliziotti la positività del giovane è stata comunicata solo dopo che quest'ultimo aveva avvertito un malessere ed è stato condotto all'ospedale.
La situazione è stata notificata dal sindacato FSP della Polizia di Stato in una lettera aperta al Questore, Maurizio Masciopinto, nella quale la segreteria provinciale della sigla sindacale racconta i fatti per come si sono svolti. Il giovane non parlava italiano, nessuno era in grado di comprenderlo, e nel mentre ha avuto contatti con il personale di vigilanza, con due interpreti di altre lingue, con il personale dell'ufficio stranieri, in sala d'attesa dove sostavano molte altre persone. Quindi all'ufficio anticrimine e minori, alla Polizia Scientifica per la fotosegnalazione, infine in una volante che ha accompagnato il ragazzo negli uffici comunali e in un centro di accoglienza.
«Con quante persone, anche nei giorni successivi, costui è entrato in contatto prima di risultare ufficialmente positivo?», si chiede il segretario Mauro Armelao nel testo. Che continua così: «È stato fatto di tutto per prevenire e porre il personale e i cittadini in sicurezza? Se per entrare in qualsiasi ufficio viene misurata la febbre a tutti, negli uffici più esposti e affollati della Questura ben che vada si raccomanda la mascherina».
Il sindacato non usa mezzi termini per definire «criminale» lo ststo di cose, e polemizza con il Questore Masciopinto: «A noi non interessa - prosegue FSP - la festicciola di ringraziamento snobbata dal personale non coinvolto nelle foto e nei video mirabolanti, interessa invece (e dovrebbe interessare prima di tutto a lei, Questore) che tutti gli operatori di polizia siano tutelati nella salute, che non imperi la disattenzione, che non si giochi a Risiko con le donne e gli uomini della Polizia di Stato, applicando anzi quanto le norme impongono. Come si sentirebbe, dottor Masciopinto, se per caso fosse uno degli agenti entrati in contatto con questo giovane positivo? Dovremmo essere i primi a dare sicurezza, e invece siamo talmente sprovveduti che praticamente diventiamo responsabili. È una vergogna, ma non finisce qui».

mercoledì 15 luglio 2020

VERITAS, CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CONFERMATO. IL FATTURATO AMMONTA A 369 MILIONI

L’assemblea ordinaria dei soci di Veritas ha rinnovato il mandato al consiglio di amministrazion, che rimane dunque composto dal presidente Vladimiro Agostini e dai consiglieri Marco Bordignon, Sara da Lio, Gianni dalla Mora, Francesca de Nardi, Pier Giorgio Ometto, Roberto Panciera, Samuela Zennaro. L’unico nuovo ingresso è quello di Michele Marangon, che sostituisce l’uscente Ivano Cavallin, destinato ad altro incarico dall’amministrazione comunale di San Donà di Piave.
Il consiglio di amministrazione di Veritas dura in carica tre anni e assume le decisioni più rilevanti per i servizi pubblici locali di cui è affidataria, attraverso il comitato di controllo analogo, costituito da tutti i sindaci e gli assessori delegati dei 51 Comuni soci (i 44 della Città Metropolitana di Venezia e 7 della provincia di Treviso).
Il territorio gestito si estende per 2650 km quadrati, serve 930mila abitanti e conta 50 milioni di presenze turistiche. Veritas, una delle maggiori società multiutility d'Italia, cura il ciclo dei rifiuti e l'igiene urbana, il servizio idrico integrato e alcuni servizi pubblici locali, tra cui la gestione di 30 cimiteri nei Comuni (anche in quello di Venezia) e degli impianti di cremazione.
Al 31 dicembre 2019, il fatturato dell'impresa ammontava a 369 milioni, con 2800 dipendenti. La raccolta dei rifiuti è di 458mila tonnellate, la differenziata 319mila tonnellate pari al 70.8%. L'acquedotto civile ha fatturato 76 milioni di metri cubi d'acqua, trattando 95 milioni di metri cubi di acque reflue. La rete idrica si estende per 5343 km, quella fognaria per 2791 km.