
giovedì 31 dicembre 2015
CAPODANNO SFORTUNATO PER I MOTOSCAFI ACTV: UN INCAGLIO E UN INCIDENTE
Il motoscafo ACTV della linea tre che collega Murano con Piazzale Roma con un numero limitato di passeggeri si è incagliato giovedì pomeriggio ( ed è tutt’ora in “ secca “ ) in uscita del canale di Tessera. Il comandate ha richiesto aiuto per il disincaglio.
L’incidente è dovuto sicuramente sia alla scarsa visibilità delle mede, è da molti mesi che comandanti e sindacati segnalano la mancata illuminazione di alcuni pali di segnalazione ma anche per le eccezionali basse maree che si succedono in questi giorni e in particolare il canale di Tessera non è particolarmente profondo.
C’è stato anche un altro incidente avvenuto nelle prime ore del pomeriggio, un motoscafo actv è andato a collidere con un gruppo di pali situati presso al Madonna della Salute.
Ci segnalano più di qualche ferito, alcune testimonianze riportano di un andirivieni di ambulanze, il natante è stato posto sequestro dalla guardia costiera.

mercoledì 30 dicembre 2015
NOMINATI DA ZAIA I NUOVI MANAGERS DELLA SANITA’ VENETA, A CHIOGGIA CONFERMATO DAL BEN


martedì 29 dicembre 2015
RIFORNIVA DI DROGA I RAGAZZINI: ARRESTATO SPACCIATORE MIRESE E DENUNCIATA LA COMPAGNA.


lunedì 28 dicembre 2015
" ZERO CODE " AL CUP DI DOLO
ULSS 13 INFORMA
“Zero Code”: al via il nuovo servizio di prenotazione e ritiro referti dell’Ulss 13
Da domani il cittadino può scegliere, tramite il sito internet dell’Ulss, il giorno e l’ora in cui desidera rivolgersi al Cup di Dolo, senza doversi mettere in coda
Mai più code al Cup di Dolo: parte il servizio “Zero Code”. Da domani, martedì 29 dicembre, infatti, il cittadino che vorrà prenotare o pagare una prestazione, oppure anche ritirare un referto, potrà farlo nel giorno e nell’orario da lui scelto, senza fare code allo sportello del Centro Unico di Prenotazione dell’Ospedale di Dolo. E’ un servizio completamente gratuito per il cittadino che parte, intanto, in via sperimentale, solo a Dolo. Nel caso in cui la proposta riscuoterà il successo che l’Ulss 13 spera, il nuovo servizio verrà potenziato (inizialmente, in questa fase di prova, prevede al giorno solamente quaranta prenotazioni) ed esteso anche al Cup di Mirano e Noale.
Ma vediamo di cosa si tratta. “Il servizio “Senza Code” – ha dichiarato il responsabile dei Sistemi Informativi della Ulss 13, Silvia Baldan – non è altro che un servizio che il cittadino può attivare da casa connettendosi al sito internet dell’Azienda www.ulss13mirano.ven.it . Sulla pagina del CUP troverà un banner in evidenza che lo inviterà a non fare la coda e prenotare online. Cliccandoci sopra, potrà scegliere quando prenotare o ritirare il referto e potrà virtualmente staccare un biglietto (lo dovrà anche stampare) di prenotazione col quale si presenterà, nel giorno e ora indicati, al Cup di Dolo. La cosa straordinaria è che il cittadino si presenterà e sarà subito il suo turno: il tabellone del Cup “chiamerà” il suo numero”.
da sinistra il Cup Manager Stefano Vianello, al centro la resp. Sistemi Informativi Silvia Baldan e, a destra, il Dg Gino Gumirato.
Non dovrà, quindi, aspettare in coda”.
Le fasce orarie (indicate nel dettaglio all’interno del sito internet) sono circa le seguenti:
DAL LUNEDI’ AL VENERDI’
- Per la prenotazione e pagamento di servizi col Sistema Sanitario Nazionale: dalle 8.15 alle 18.37.
- Per il ritiro dei referti: dalle 8.30 alle 18.30.
- Per la richiesta delle cartelle cliniche: dalle 9.30 alle 11.15.
- Per la libera professione: dalle 9.00 alle 18.30
IL SABATO
- Per la prenotazione e pagamento di servizi col Sistema Sanitario Nazionale: dalle 8.15 alle 11.52.
- Per il ritiro dei referti: dalle 8.30 alle 11.30.
- Per la richiesta delle cartelle cliniche: dalle 9.30 alle 11.15.
- Per la libera professione: dalle 8.30 alle 11.30.
“Mettere al centro il cittadino – ha evidenziato il direttore generale dell’Ulss 13 Gino Gumirato – significa anche facilitarlo nell’accesso ai servizi. In questo la tecnologia ci aiuta. Basta alzarsi all’alba per venire in Ospedale e fare la coda. Noi desideriamo che in Ospedale - grazie a questo sistema innovativo che è stato attivato dall’Ufficio dei Sistemi Informativi di questa Azienda, che è stato nuovamente promosso con la certificazione di qualità ISO 9001– il cittadino ci venga solamente quando è il suo turno, cioè quando tocca a lui, senza aspettare in code inutili”.


sabato 26 dicembre 2015
ALTRI 500 MIGRANTI IN ARRIVO PER LA PROVINCIA DI VENEZIA

Sul sito della prefettura di Venezia è stato pubblicato un nuovo bando che ha per oggetto l’individuazione di “ ulteriori strutture “ per l’accoglienza di cittadini stranieri che richiedono la protezione internazionale. “ A seguito del perdurante e massiccio afflusso sulle coste italiane di cittadini stranieri richiedenti la protezione internazionale e in attuazione alle direttive impartite dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, con circolare n.12506 del 23/11/2015, la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Venezia intende avviare una nuova procedura di gara, ai sensi dell’ art. 20 del D. Lgs. 12/4/2006, n. 163 e s.m.i., per l’individuazione di strutture di accoglienza temporanea, con capacità ricettiva di almeno 5 unità, con soggetti operanti sul territorio della provincia di Venezia. “ Il dato significativo che si rileva è l’aumento per la provincia di Venezia degli ospiti dagli attuali 1255 a 1788, praticamente cinquecento persone in più, altra indicazione che arriva dalla prefettura è che ci sarà una ridistribuzione dei profughi che porterebbe ad una diminuzione di immigrati a Cona ed un aumento in altri comuni tra cui Chioggia che è, dopo Venezia, il comune che ne accoglie di più. Le strutture che accolgono i migranti autorizzate dalla prefettura vengono rimborsate mediamente con 33,5 /35 euro al giorno per persona con fondi europei, con questa diaria vengono pagati i pasti, l’alloggio, vestiario, medicine e 2,50 euro al giorno vengono dati direttamente agli ospiti ( pocket money per le spese personali ) ulteriori 15 euro alla prima registrazione per le spese telefoniche e una parte ancora vanno per i servizi burocratici legali, l’assistenza sanitaria e l’assistenza didattica. Nel momento in cui al migrante viene riconosciuto lo status di rifugiato cessa il diritto all’accoglienza che deve iniziare a preoccuparsi per trovare una diversa sistemazione, non essendo così facile trovare lavoro praticamente tutti quelli che escono dai centri di accoglienza non hanno altra possibilità che rivolgersi alla Caritas oppure ai servizi comunali.

A CHIOGGIA UN CONSIGLIERE DEL PD CHIEDE AL COMUNE PIU' SOLDI PER I MIGRANTI
giovedì 24 dicembre 2015
AUMENTA PERICOLOSAMENTE L'USO DEI PSICOFARMACI NEI GIOVANI


lunedì 21 dicembre 2015
I CALCIATORI DEL VENEZIA FC IN VISITA NATALIZIA IN PEDIATRIA


sabato 19 dicembre 2015
SALVATA RAGAZZA DI 30 ANNI SALVATA DALLA CARDIOLOGIA DI MIRANO


giovedì 17 dicembre 2015
INCIDENTE IN BACINO SAN MARCO : VAPORETTO AFFONDA UN NATANTE CON PERSONE A BORDO

lunedì 14 dicembre 2015
PALMARI, BIGLIETTI E MARINAI: COME “AFFONDA” L'ACTV

Come usare l'innovazione tecnologica per ridurre i costi e finire per scontentare il personale, esasperare i clienti e perdere il 30% dei possibili incassi. L'Actv, lo sappiamo, è un'azienda dalle enormi potenzialità, basti pensare ai flussi turistici che interessano Venezia, ma non è che produca utili con facilità. Anzi. E, per ridurre i costi, l'azienda, da qualche tempo, ha introdotto, sulle linee di navigazione, l'uso dei palmari per l'emissione dei biglietti. In teoria è semplice: si chiudono le biglietterie esterne (e si risparmia, così, in strutture, manutenzione, personale e logistica) e si incaricano i marinai di fare i biglietti a bordo, magari dandogli anche un piccolo incentivo (il 7% degli incassi) per incoraggiarli a non trascurare la nuova incombenza.


sabato 12 dicembre 2015
ALL'ANGELO, TRAPIANTO DA CADAVERE PER RICOSTRUIRE UN GOMITO
All'Angelo, trapianto da cadavere per ricostruire un gomito
L’inserimento di una protesi in un gomito, a sostituire l’articolazione danneggiata, è già un intervento complesso. Ma quello realizzato dal Primario di Ortopedia dell’Angelo, Andrea Miti, ed andato decisamente a buon fine, può essere definito un intervento eccezionale.
“Ci trovavamo di fronte ad un paziente di 55 anni – spiega il dottor Andrea Miti – il cui gomito si era trasformato in una grande massa ossea compatta. Questo “blocco”, questa impressionante ossificazione del gomito, si era sviluppata progressivamente, come conseguenza di un infarto con ipossia cerebrale. E a pochi mesi dall’evento, il paziente, già limitato nei movimenti per i danni neurologici subìti, si trovava anche nell’impossibilità di muovere in alcun modo il gomito, con il braccio bloccato in posizione flessa: l’articolazione non esisteva più, avvolta in un blocco unico e ormai solidificato, grande quanto un grosso limone”.
In questo grumo erano ormai inglobati il gomito vero e proprio, ma anche la parte terminale delle ossa su cui si innesta l’articolazione del gomito, cioè l’omero, l’osso del braccio, ed entrambe le ossa dell'avambraccio, in particolare l'ulna: “Esisteva un’unica soluzione: aprire l’arto – spiega il dottor Miti – e togliere tutta l’articolazione trasformata in ossificazione, asportando anche le parti terminali dell’omero e dell’ulna, sopra e sotto l’articolazione del gomito”.
Il dottor Miti ha quindi proceduto con la resezione delle due ossa. Ha poi asportato dal braccio, in sostanza, tutto il blocco osseo formatosi sull’articolazione e, insieme, le parti terminali di omero e ulna, ormai irrimediabilmente cementate dentro al blocco osseo.
“Ora, al posto di questa ampia parte asportata – spiega il Primario – andava inserita una nuova parte equivalente: non solo una normale protesi che sostituisse l’articolazione, bensì la protesi già inserita in due nuove parti terminali dell’omero e dell’ulna. Abbiamo realizzato queste parti terminali utilizzando le ossa necessarie prelevate da cadavere; le abbiamo rese adatte al trapianto, abbiamo inserito tra le due ossa l’articolazione protesica in titanio. E infine abbiamo reinserito nel braccio questa protesi “estesa”, cioè già montata, da una parte e dall’altra, dentro i due spezzoni di ‘nuovo’ osso”.
Il paziente si trova ora ad avere un nuovo omero, frutto dell’unione di una metà originaria e di una metà trapiantata da cadavere, e una nuova ulna, anche questa risultante dalla fusione di una parte originaria e di una parte trapiantata. E tra le due ossa, così ricostruite, sta l’articolazione artificiale, cioè la classica protesi in titanio con snodo centrale in polietilene, che garantisce il movimento del gomito.
Intorno allo scheletro del braccio così ricostruito, il chirurgo ha ridisegnato la dinamica del movimento affidata a muscoli e tendini, ricucendoli e riconnettendoli alle ossa: “Oggi, a distanza di un anno, verificato quindi nel tempo l’esito dell’intervento complesso – conclude il dottor Miti – il braccio del paziente è restituito al suo fisiologico flettersi e distendersi”.
All’Ospedale di Mestre gli interventi sul gomito sono ormai una prassi, sia quelli per l’innesto di una protesi all’articolazione, sia quelli, ancora più impegnativi, per la sostituzione della protesi: dal 2008 ad oggi, l’équipe del dottor Miti ne ha praticati una sessantina. “Ma con questo intervento particolare l’Ortopedia dell’Angelo – commenta Direttore Generale dell’Ulss 12 Giuseppe Dal Ben – ha contribuito a spostare il confine di quello che si può fare, nel settore della chirurgia ortopedica, per curare una persona: in altri rarissimi casi erano stati praticati a Mestre innesti ossei da cadavere, ma mai come in questo caso si era arrivati a trapiantare, sia sopra che sotto l’articolazione, porzioni così importanti di ossa”.


sabato 5 dicembre 2015
L'OSPEDALE DELL'ANGELO
L’Ospedale dell’Angelo ha un nuovo “PEIMAF”,
il piano di emergenza in caso di grandi eventi tragici
(05.01.16) L’Ospedale di Mestre ha aggiornato, rivedendo e riorganizzando tutte le procedure, il proprio piano di emergenza in caso di grandi eventi tragici. “Ogni Ospedale – spiega il Direttore Medico dell’Angelo, il dottor Onofrio Lamanna – ha un protocollo operativo che scatta quando, a seguito di eventi di particolare gravità, si trova a dover far fronte ad un numero elevato di accessi. Questo protocollo si chiama ‘PEIMAF’, acronimo che sta per ‘Piano Emergenza Interno Massiccio Afflusso Feriti’, e dev’essere scritto insieme e condiviso da tutti gli operatori dell’Ospedale, perché quando l’emergenza arriva, è sicuramente il Pronto Soccorso a farvi fronte, ma tutte le parti dell’Ospedale, insieme, ne sostengono l’impatto”.
Eventi passati che hanno causato un preallarme. Il nuovo PEIMAF è stato presentato nella Sala Blu dell’Angelo, presenti tutti i Primari e molti tra medici, infermieri e operatori sanitari. Agli operatori riuniti, introducendo il nuovo protocollo, il dottor Lamanna ha ricordato alcuni momenti in cui, negli anni recenti, l’Ospedale di Mestre si è trovato di fronte a possibili “grandi eventi tragici”: dalla serata in cui, nel dicembre del 2002, l’incendio di un serbatoio di Porto Marghera fece temere il peggio, alla giornata difficile del giugno 2007, quando una tromba d’aria investì l’Heineken Jemming Festival. “In quei casi – ha ricordato il dottor Lamanna – il nostro PEIMAF scattò nelle sue fasi iniziali, senza però che ci si sia trovati poi in una situazione di vera grande emergenza. Gli eventi di Parigi, comunque, ci ricordano che è sempre possibile, per una struttura ospedaliera, trovarsi di fronte ad un massiccio afflusso di feriti: è fondamentale, quindi, che tutti sappiano cosa fare in quel caso, per rispondere al meglio”.
Un Piano che può scattare a tre livelli diversi. Il nuovo PEIMAF, ovviamente, concentra la sua attenzione su luogo in cui, in caso di grande incidente, potrebbero confluire i feriti, cioè il Pronto Soccorso. E’ il Pronto Soccorso, infatti, che, con l’aiuto di tutto l’Ospedale, farà fronte all’eventuale emergenza.
Tre i livelli di attivazione del Piano, che scatta su richiesta della Centrale Operativa provinciale del SUEM118.
Il Livello 1 scatta quando di prevede un afflusso contemporaneo di 4/6 “codici rossi” provenienti dallo stesso evento: in questo caso, che il Pronto Soccorso dell’Angelo può gestire senza difficoltà, il PEIMAF prevede l’attivazione di una unità di crisi, senza il ricorso a forse esterne e senza l’evacuazione del Pronto Soccorso.
Il Livello 2 del PEIMAF scatta nel caso di afflusso al Pronto Soccorso di un numero di feriti gravi tra i 6 e i 10. Si attiva allora la chiamata al personale medico e infermieristico “reperibile”, cioè non presente ma pronto ad entrare in servizi in caso di necessità. E scatta l’evacuazione del Pronto Soccorso, che può essere totale o parziale.
Il PEIMAF è attivato al Livello 3 quando si prevede l’afflusso di più di dieci “codici rossi”, che si sommeranno ovviamente ad altri feriti meno gravi. Allora il Pronto Soccorso si trasforma radicalmente: gli utenti presenti vengono dimessi o trasferiti ai Reparti; tutta l’”area rossa” viene dedicata ai “codici rossi PEIMAF”, cioè ai feriti gravi dell’evento; tutta l’area normalmente dedicata alla Terapia Intensiva viene dedicata ai “codici gialli PEIMAF”, mentre per i “codici verdi PEIMAF” si libera l’area del “Pronto Soccorso ortopedico”.
Con il PEIMAF a Livello 3, l’unità di crisi creata per gestire l’emergenza governa tutte le procedure in Ospedale, ed è la sola autorizzata a dialogare con l’esterno. Il Livello 3 del PEIMAF prevede la richiamata in servizio di tutto il personale che sia possibile contattare telefonicamente, secondo procedure disegnate a cascata, a cominciare dai Primari; intanto il personale in servizio in tutto l’Ospedale supporta il Pronto Soccorso per il trasferimento dei feriti, il ricovero degli utenti “usuali” del Pronto Soccorso, l’allestimento dedicato ai feriti PEIMAF delle sale operatorie dell’Ospedale.
In rete con gli altri Ospedali. “Di fronte ad un evento tragico, la mobilitazione del personale – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 12 Giuseppe Dal Ben – non costituirà un problema: quando in altri casi si è minacciata una grave emergenza, sono stati i nostri medici e i nostri operatori a chiamare da casa per chiedere se serviva il loro rientro in Ospedale. Resta però il fatto che eventi tragici di grandi dimensioni non devono essere gestiti ‘in solitaria’ neanche da un Ospedale come quello dell’Angelo. Come già accade di fronte alle emergenze che la Centrale Operativa Suem gestisce quotidianamente, anche di i fronte ad un eventi che comporti numerosi feriti si opererà in stretto collegamento con gli altri Ospedali del territorio, con un’intelligente e funzionale gestione dei flussi. E’ attraverso la rete di servizi e di rapporti già presente fra le strutture, e già testata, che si può intervenire sui feriti, e su ciascuno di essi, in modo efficace”.
L’attività “ordinaria” del Pronto Soccorso dell’Angelo.
Nel corso del 2014 gli accessi al Pronto Soccorso di Mestre sono stati 86.486 (nel 2013 erano stati 80.531).
I “codici rossi” sono stati 1406
I “codici gialli” sono stati 17.998
I “codici verdi” sono stati 22.332
I “codici bianchi” sono stati 44.750.
Le prestazioni del Pronto Soccorso dell’Angelo riferite a tutti i codici sono state 567.297 nel 2014.
Nel 2014 i ricoveri all’Angelo sono stati 23.163.

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