sabato 4 dicembre 2021

IERI RECORD DI VACCINI: 7.500 VACCINATI, UNA MACCHINA MAI FERMA

(04.12.21) Un'altra giornata record sul fronte della campagna vaccinale: nell'Ulss 3 Serenissima ieri sono stati registrati 7469 vaccini, circa cinquecento in più rispetto al record fatto registrare due giorni fa, e mille in più rispetto all'obiettivo che l'Azienda sanitaria si è dato, cioè quello di somministrare ogni giorno 6400 vaccini.

"Si tratta di un risultato notevolissimo - sottolinea il Direttore Generale Edgardo Contato -. E' un segno ulteriore della carica di entusiasmo e di disponibilità dei nostri operatori in prima linea, certificato dai report della Regione Veneto, nei quali la nostra Ulss 3 Serenissima continua ad inanellare performance da pole-position, che sono importanti non per il confronto con i risultati altrui, ma perché costituiscono concreti passi a garanzia della salute di migliaia di persone e della comunità nel suo complesso. Ogni vaccino somministrato è una persona che esce dal rischio di contrarre il Covid in forma grave, ed è un mattoncino in più nel muro che tutti assieme costruiamo contro un virus che non vuole davvero abbassare le sue armi"

I quasi 7500 vaccini somministrati sono il frutto di un lavoro molto più complesso di quanto si possa immaginare: "Avevamo in programmazione per la giornata di ieri - spiega il Direttore Contato - circa 5500 vaccinazioni prenotate, e questo è stato il punto di partenza. Ma durante la giornata siamo riusciti ad aggiungere, grazie alle progressive aperture di nuovi slot, altre 300 prenotazioni dell'ultimo minuto. Al Lido e Pellestrina le 150 vaccinazioni programmate sono diventate quasi il doppio; un centinaio di vaccinazioni in più rispetto al previsto sono state somministrate sia all'Ospedale di Venezia che in quello di Mestre che in quello di Dolo; i Medici di Medicina Generale e le Farmacie hanno dato il loro contributo"... e infine anche ieri si sono aggiunte circa 600 persone che si sono recate ai centri vaccinali dell'Ulss 3 Serenissima in libero accesso, cioè decidendo in giornata di aderire alla vaccinazione, e recandosi ai Centri vaccinali senza prenotazione alcuna.

"Abbiamo già sottolineato - conclude il Direttore Generale Contato - come sia importante quest'ultimo dato, di persone che scelgono finalmente la vaccinazione: se da una parte creano disagi ai Centri vaccinali, dall'altra sono il segno di una nuova speranza di allargare la platea dei cittadini vaccinati. Ma oggi credo che si debba spendere una parola per le persone dell'Ulss 3 Serenissima che curano la programmazione dell'attività. Dietro a coloro che vaccinano, ci sono tecnici informatici, operatori della logistica, volontari della sicurezza, e tutti contribuiscono alle diverse iniziative che permettono alla nostra Azienda sanitaria di conseguire questi risultati rilevanti. Un lavoro davvero notevole è svolto dall'équipe dell'Unità di Crisi, fortissimamente impegnata nella gestione delle agende: ringrazio ogni giorno personalmente questi operatrici che mettono a disposizione via via gli slot per gli utenti, e credo che oggi sia giusto farlo anche pubblicamente".

 


venerdì 3 dicembre 2021

PER MILLE VOLTE DALLA MATRICOLA AL CAMICE: BONSO VA IN PENSIONE

Per mille volte dalla matricola al camice. Dopo vent'anni e un migliaio di studenti seguiti, la dottoressa Ornella Bonso va in pensione. Lascia la guida di del Corso di laurea in infermieristica. “In questo ventennio l’idea dei giovani sulla professione infermieristica è cambiata: non è più un ripiego del percorso di medicina, è una prima scelta fedele”. Bonso è la storica coordinatrice del Corso di laurea gestito a Mestre, accanto al Dipartimento di prevenzione di piazzale Giustiniani, dall’Università di Padova e dall’Ulss 3 Serenissima.

“I ragazzi di oggi sono consapevoli del loro percorso da infermieri. Questo è diventato una prima scelta dopo il diploma, il più delle volte (a differenza di un tempo) liceale. Lo dimostra anche l’età delle nuove matricole, perché sono quasi tutti diciannovenni freschi di diploma. Senza dimenticare che il corso di laurea è già abilitante, quindi gli studenti, impegnandosi, si sentono padroni di una professione in tempi certi”.

Per vent’anni il suo è stato un ruolo cruciale. Non ha solo gestito la sede e le sue attività, da buona “preside”, ma è stata anche il collante tra teoria e pratica, tra banchi e tirocinio clinico. È stata osservatorio privilegiato di umori, paure e aspirazioni dei suoi studenti, come la volta, tra le tante, del primo compito a domicilio, a casa di un’anziana, affidato a un’allieva del corso: “La studentessa mi raccontava di essere rimasta negativamente colpita dalla badante della paziente, che spruzzava compulsivamente il deodorante nella stanza dell’anziana. Era come se con quel gesto la badante stesse rifiutando la persona di cui si stava prendendo cura. Questo andava contro la vocazione all’assistenza che la studentessa invece sentiva dentro di sé. Ed è proprio questa la sensibilità e la dedizione che troviamo spesso nei nostri studenti. Se non accetti che un anziano ti possa chiedere per quattro volte la stessa cosa, non puoi fare questo lavoro”.

Molti neo laureati degli ultimi due anni hanno prestato servizio nei reparti Covid, “con tutti i limiti e i pregi che solo uno sguardo giovane può dare - ricorda Bonso -. Hanno visto morire tante persone davanti ai loro occhi. Questa pandemia è stata e continua ad essere un banco di prova tanto importante quanto difficile”.

 


giovedì 2 dicembre 2021

GLI OSPEDALI DELL’ULSS 3 SERENISSIMA FANNO IL PIENO DI “BOLLINI ROSA”

Tre i "Bollini Rosa" assegnati all’Angelo, al Civile, e all’Ospedale di Chioggia,
promossi con il massimo dei voti. Due "Bollini Rosa" all’Ospedale di Mirano e a quello di Dolo


(02.12.21) Gli Ospedali di Venezia, Mestre Chioggia sul gradino più alto del podio; quelli di Mirano e Dolo in piazzamento d’onore: è ottimo il risultato delle cinque strutture dell’Ulss 3 Serenissima nella classifica degli ospedali italiani più attenti alla donna.
"Valutati insieme alle altre strutture ospedaliere del Paese dopo anni di difficoltà mai conosciute prima - sottolinea il Direttore Generale Edgardo Contato - gli Ospedali della Ulss 3 Serenissima hanno ricevuto oggi 'Bollini Rosa' attribuiti dalla Fondazione Onda. E hanno ricevuto una pagella più che lusinghiera da questo Osservatorio nazionale che dal 2007 valuta e certifica gli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne".
Gli Ospedali dell’Ulss 3 conseguono complessivamente ben 13 “Bollini Rosa”, confermando il risultato ottenuto nel biennio precedente: premiati con il massimo dei voti l’Ospedale di Mestre, quello di Venezia, e quello di Chioggia, che si riconfermano nel ristretto gruppo dei 107 nosocomi italiani sui circa 1200 operanti in Italia - che si fregeranno nel prossimo biennio dei tre "Bollini Rosa"; hanno ricevuto il riconoscimento di due "Bollini Rosa" ciascuno gli Ospedali di Dolo e di Mirano, insieme ad altre 172 strutture.

La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da oltre 400 domande, ciascuna con un valore prestabilito, suddivise in 15 aree specialistiche più una sezione dedicata alla gestione dei casi di violenza sulle donne e sugli operatori sanitari. Un’apposito Advisory Board, presieduto da Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali (zero, uno, due o tre) a seguito del calcolo del punteggio totale ottenuto nella candidatura, tenendo in considerazione anche gli elementi qualitativi di particolare rilevanza non valutati tramite il questionario (servizi e percorsi  speciali, iniziative e progetti particolari, ecc..). Tra i criteri di valutazione tenuti in considerazione, la presenza di: specialità cliniche che trattano problematiche di salute tipicamente femminili e trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, tipologia e appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici e servizi clinico-assistenziali in ottica multidisciplinare gender-oriented, l’offerta di servizi relativi all’accoglienza delle utenti alla degenza della donna a supporto dei percorsi diagnostico-terapeutici (volontari, mediazione culturale e assistenza sociale) e infine il livello di preparazione dell’ospedale per la gestione di vittime di violenza fisica e verbale.

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“La decima edizione dei Bollini Rosa, che ha visto la partecipazione di 363 ospedali italiani e il patrocinio di 27 enti e società scientifiche – ha dichiarato Francesca Merzagora, Presidente Onda - rinnova il nostro impegno nella promozione di un approccio gender-oriented all’interno delle strutture ospedaliere, riconoscendo l’importanza della sua promozione attraverso servizi e percorsi a misura di donna, in tutte le aree specialistiche. Qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale, elementi indispensabili per assicurare uniformità di accesso alle prestazioni, sono evidenziate dagli ospedali con i Bollini Rosa che vengono valutati e premiati mettendo in luce percorsi inerenti sia alle specialità con maggior impatto epidemiologico nell’ambito della salute femminile, sia a quelle che trattano patologie che normalmente colpiscono entrambi i generi, nonché l’accoglienza e l’accompagnamento alle donne e i servizi offerti per la gestione di vittime di violenza. I 354 ospedali premiati costituiscono una rete di scambio di esperienze e di prassi virtuose, un canale di divulgazione scientifica per promuovere l’aggiornamento dei medici e degli operatori sanitari e per la popolazione, l’opportunità di poter scegliere il luogo di cura più idoneo alle proprie necessità, nonché di fruire di servizi gratuiti in occasione di giornate dedicate a specifiche patologie, con l’obbiettivo di sensibilizzare e avvicinare a diagnosi e cure appropriate
".

A partire dal 10 gennaio 2022, sul sito www.bollinirosa.it, sarà possibile consultare le schede degli ospedali premiati, suddivisi per regione, con l’elenco dei servizi valutati.
 



DA 3.000 A 6.400 VACCINAZIONI AL GIORNO: A QUALCUNO È TORNATA LA RAGIONE?

Nel territorio della ULSS 3 Serenissima ieri c’è stato un importante progresso per quanto riguarda il numero di somministrazioni della prima dose di vaccino.

 Nelle intenzioni della gestione della campagna vaccinale si era alzata l’asticella, volendo passare dalle 3000/3500 dosi di vaccino al giorno a circa 6400. Per poter fare questo balzo la ULSS aveva potenziato le risorse umane oltre che la disponibilità delle dosi e un migliore tessuto organizzativo. 


Le 6400 dosi sono state abbondantemente superate e, nella giornata di ieri, sono state circa 7000 le dosi somministrate, 2700 delle quali solo al Palaexpo di Mestre. Per tutti gli HUB si è trattato di uno sforzo ulteriore rispetto a quello messo in campo quotidianamente. 

Molte le prime dosi di vaccino, 600 in più rispetto a quelle preventivate.

L’afflusso maggiore di utenza ha inevitabilmente provocato qualche ritardo e quindi qualche disagio ma accettabile se la contropartita è avere altre seicento persone che hanno deciso di tutelarsi. 

La programmazione della campagna vaccinale per i prossimi mesi, da ora a febbraio, vede l’attivazione di più di mezzo milione di slot disponibili che andranno indirizzati preferibilmente verso le scuole , le case di riposo , le persone più vulnerabili e verso coloro che decideranno di vaccinarsi.

 




CENTO NUOVI INFERMIERI E FISIOTERAPISTI: TUTTI CON UN CONTRATTO DI LAVORO IN MANO

Ci sono figure professionali di cui si sente maggiormente la necessità, contestuali al periodo storico, a un dato momento di sviluppo o alla apertura di nuovi segmenti di occupazionalità. In questo momento tra le figure professionali più richieste ci sono gli infermieri e i fisioterapisti. Nuovi professionisti che spesso non riescono a completare il ciclo di studi, a discutere la laurea che si ritrovano già con offerte di lavoro in mano. Talmente necessari in questo momento che il direttore dell’ULSS 3 Serenissima, Edgardo Contato, ha detto ai nuovi cento proclamati tra infermieri e fisioterapisti di aver atteso la loro laurea più dei loro stessi genitori. In questo momento la sanità ha necessità
“Ho atteso la vostra laurea più dei vostri genitori”. Cento proclamazioni a Venezia tra infermieri e fisioterapisti e il sospiro di sollievo del dg dell’Ulss 3 Edgardo Contato. Tutti, da subito, con una o più proposte di lavoro in mano. La maggior parte di loro ha già firmato. “Vi abbiamo corteggiato, coccolato, ma soprattutto formato duramente per anni. Abbiamo bisogno di voi, sempre. Oggi più che mai. Competenza, freschezza, gioventù: siete il nuovo volto della sanità, che in questo momento sta soffrendo moltissimo. Essere arrivati al vostro traguardo in tempi come questi vuol dire aver sacrificato, aver sofferto, aver gioito, aver vissuto un periodo intenso. E io sono fiero della vostra fatica, anche in termini egoistici, per la boccata d’ossigeno che date alla nostra sanità locale. Io il Covid e la morte, da medico, li ho visti in faccia. Li ho vissuto dall’inizio, anche quando mascherine e respiratori erano introvabili. Ora abbiamo ventilatori, saturimetri, dispositivi di protezione, macchinari d’alta tecnologia di ogni tipo: ci mancate voi. Continuiamo a lavorare assieme all’università per dare assieme a voi nuova forza ad un sistema sanitario che ha dimostrato una capacità di reazione straordinaria”. Di infermieri neolaureati formati dall’azienda sanitaria assieme all’Università di Padova ne sono piovuti ottanta tutti insieme in questi ultimi giorni. Dopo di loro, una ventina di fisioterapisti. I nuovi infermieri hanno discusso la loro tesi al padiglione Rama dell’ospedale mestrino dell’Angelo e nessuno di loro se n’è andato con meno di 110 su 110, davanti agli occhi soddisfatti di Contato e di Francesca Rossi, direttrice delle professioni sanitarie dell’Ulss 3. Altissimi anche i voti dei nuovi fisioterapisti. Il 94% degli studenti iscritti al terzo anno di infermieristica ha portato a compimento il percorso di studi nei tempi previsti, laureandosi in questa prima sessione d’esame. “Quanto è bello osservare cento persone concludere un percorso universitario e affacciarsi subito a quello professionale - dice Rossi -. Una professione come la mia, quella infermieristica, è divenuta agli occhi di tutti ancora più insostituibile con l’arrivo del Coronavirus. In questo momento è più richiesta che mai. Mi auguro che molti di loro decidano di rimanere negli stessi luoghi, quelli dell’Ulss 3, dove sono stati a lungo formati. Qui hanno acquisito competenze, nozioni, esperienze, che abbiamo trasmesso a partire dai banchi, fino all’arrivo del camice”.
La sede di Mestre del Corso di laurea in infermieristica, vivaio degli 80 nuovi infermieri, afferisce alla Scuola di medicina e chirurgia dell'Università di Padova, in sinergia e convenzione con l'Ulss 3 Serenissima. Nel corso delle proclamazioni, è avvenuto anche il passaggio di testimone tra la storica coordinatrice del Corso di laurea Ornella Bonso e la nuova responsabile Chiara Rizzo. “I risultati degli studenti sono dovuti certo al loro impegno personale ma anche alla complessa gestione di tutte le attività didattiche proposte agli studenti durante il triennio: le docenze, il tutorato, le esperienze di tirocinio - dice Rizzo -. Un grazie particolare va quindi rivolto ai docenti, agli infermieri, ai tutor, ai coordinatori, al personale afferente ai contesti aziendali ospedalieri, territoriali, che preparano e accolgono gli studenti per il tirocinio”. La ventina di neo fisioterapisti si è invece formata nella sede veneziana del Corso di Laurea in fisioterapia, che si trova all’ospedale Civile di Venezia ed è anche questa gestita dall'azienda sanitaria veneziana assieme all’Università di Padova. “Questa è stata un'ottima sessione, con belle tesi (alcune anche innovative e di eccellente livello scientifico) e vari voti molti alti - spiega il coordinatore Michele Lotter -. Siamo molto soddisfatti per il risultato complessivo di questo evento, che è un'ulteriore conferma della presenza e della qualità dell'impegno nell'ambito della formazione dei professionisti sanitari da parte della nostra Ulss”.

mercoledì 1 dicembre 2021

MONTANARIELLO (PD): “TPL, DOBBIAMO GARANTIRE I COLLEGAMENTI PER IL PENDOLARISMO SANITARIO. INUTILE PARLARE DI INTEGRAZIONE FERRO-GOMMA, BIGLIETTO UNICO E POI NON FARE NIENTE”

Il Consigliere Regionale PD Montanariello, vicepresidente alla Commissione Trasporti,  a margine della discussione sul DERF, Documento di Economia e Finanza Regionale, aveva presentato un emendamento perché fossero garantiti i servizi minimi di collegamento tra i territori e gli ospedali HUB.

Montanariello ha ritirato poi l'emendamento.

Spiegandone polemicamente le motivazioni ha affermato che, secondo l’assessore De Berti i collegamenti tra i territori e gli HUB sono già garantiti da progetti in cui si parla di integrazione di trasporti ferro/gomma, di coincidenze e di biglietto unico. Secondo l’assessore l’accessibilità agli ospedali è un servizio fondamentale per la cittadinanza.

Secondo il Consigliere la situazione reale è diversa. Da Chioggia non è possibile utilizzare un servizio ferro/gomma fino all’Angelo in quanto il treno che parte da Chioggia arriva a Rovigo e non è collegato in alcun modo a Venezia. Se un Ospedale diventa un punto di riferimento è un atto di civiltà renderlo accessibile, assicurando la presenza di mezzi pubblici che possano condurre l’utenza in modo diretto

 


NEGLI OSPEDALI E NELLE STRUTTURE DELL’ULSS 3 MANIFESTI CONTRO LA VIOLENZA: “NON VA TOLLERATA NELLE PIAZZE, TANTOMENO NEI LUOGHI DI CURA E ASSISTENZA”

(01.12.21) Una nuova campagna contro la violenza verbale e fisica nei luoghi della salute: negli spazi aperti al pubblico delle strutture dell’Ulss 3 Serenissima vengono collocati in questi giorni i manifesti studiati ad hoc: “Sono il frutto di un lavoro svolto di concerto dentro l’Ulss 3 Serenissima – sottolinea il Direttore Generale Edgardo Contato – ed hanno l’obiettivo preciso di veicolare un messaggio di riflessione rivolto all’utenza. E’ necessario abbassare i toni: le polemiche e le contrapposizioni di questi mesi sono forse inevitabili nelle piazze, ma non devono entrare nelle strutture della sanità; tantomeno la violenza, verbale e fisica, che non dovrebbe avere spazio nemmeno nelle piazze, e a maggior ragione dev’essere bandita nei luoghi dove si assiste, si cura, si danno risposte di salute”. Con i manifesti collocati in tutti gli spazi, a partire dai Pronto Soccorso, l’Ulss 3 Serenissima rinnova l’appello all’indomani di alcuni episodi di intimidazione e di aggressione verbale e fisica avvenuti nei luoghi del contrasto alla pandemia: “Cerchiamo di far scaturire da quanto è successo – spiega la dottoressa Francesca Rossi, Direttrice delle Professioni sanitarie – una nuova sensibilità e una nuova attenzione, anche nei reparti, e anche nei luoghi più soggetti a momenti di tensione, quali i Pronto Soccorso: chi entra in un ambiente sanitario non deve dimenticare mai il rispetto reciproco; deve ricordare, ad esempio, che in un Pronto Soccorso ci sono persone che stanno male, alcuni anche molto male, e che ovunque ci sono persone che lavorano, e moltissimo, al servizio di chi sta male o ha bisogno di cure e di assistenza. E là dove c’è sofferenza e lavoro di cura non ci può essere violenza, nemmeno la violenza verbale, specie se perpetrata da persone che non sono portatrici di disagio ma assumono comunque atteggiamenti di insofferenza e di provocazione". I manifesti distrubuiti negli Ospedali e nelle sedi distrettuali sono il risultato del lavoro svolto da un tavolo specifico, denominato “Prevenire gli atti di violenza”. A questo tavolo sono rappresentati tutti i livelli, e le figure di coordinamento lavorano insieme agli RLS, cioè ai “Responsabili dei lavoratori per la sicurezza”, e insieme all'équipe del Rischio clinico e alla Psicologia ospedaliera. La prima direttrice percorsa è quella della formazione che viene offerta e sollecitata agli operatori, in stretta collaborazione con l'Ordine degli Infermieri: attraverso corsi specifici, realizzati da esperti di comunicazione e psicologia, si punta a dare loro gli strumenti per leggere più in profondità le situazioni di pericolo, e per prevenirle là dove possibile. Il secondo livello è appunto quello della comunicazione verso gli utenti, che ha permesso di realizzare la campagna di infografica: “Ci rivolgiamo in questo modo ai cittadini utenti: solo con la loro collaborazione – conclude la dottoressa Rossi – i nostri operatori sanitari possono eventualmente farsi carico degli episodi estremi, purtroppo a volte inevitabili, inserendoli ed affrontandoli in un clima complessivo di rispetto e di collaborazione”