L’ULSS 3 Serenissima è entrata nelle comunità a vocazione sociale, dove gli operatori hanno effettuato -concludendoli tutti già nella giornata di sabato- i test per appurare eventuali contagi. «La presenza nelle comunità che accolgono i disabili, le giovani mamme in difficoltà, le comunità di malati psichiatrici, i portatori di dipendenze – spiega il direttore generale, Giuseppe dal Ben – è in primo luogo un segno di attenzione a queste categorie deboli, che non vanno dimenticate e a cui va portata ogni necessaria verifica quanto alla possibile presenza del virus.
Ma la visita degli operatori in queste strutture è anche un momento di sensibilizzazione e di prevenzione in alcuni contesti non facilmente raggiungibili dalla corretta informazione relativa all’epidemia. I test che si effettuano sono anche l’occasione in cui si portano, in questi contesti "isolati" per vocazione e necessità, le buone regole per il contrasto alla diffusione del virus, sia quelle igieniche, sia di comportamento».
L’ULSS veneziana ha programmato di sottoporre a verifica più di 70 strutture sociosanitarie nelle quattro aree territoriali, controllando così circa 1715 persone, tra ospiti e operatori: «Le comunità in cui abbiamo portato i test – spiega Vanni Stangherlin, che coordina le squadre dell’ULSS 3 Serenissima – hanno colto con grande favore la nostra disponibilità ad entrare per un controllo nei loro spazi, e la collaborazione dei responsabili delle strutture è stata fondamentale per organizzare al meglio la presenza e la corretta operatività del personale.
Consideriamo quindi questo vasto monitoraggio come un'operazione ben riuscita, svolta in tempi stretti, in sinergia con le direzioni delle strutture, a partire da una disponibilità sempre piena degli operatori che, supportati anche dal personale in rientro volontario, hanno lavorato senza difficoltà, come avviene ormai da settimane, anche nei giorni festivi».
Alla fine della giornata sono state visitate e verificate 73 comunità, ospitanti disabili, minori, soggetti con disturbi psichiatrici e con dipendenze, e sono stati eseguiti 1715 test rapidi, che hanno riguardato sia gli ospiti che gli operatori delle strutture. I risultati delle verifiche sono assolutamente confortanti: «L’utilizzo dei test rapidi – sottolinea il dottor Stangherlin – ha consentito di ottenere risposte immediate; e al termine dei controlli su 1715 soggetti abbiamo registrato un numero bassissimo di positività. Sono 13 i test rapidi che sono risultati positivi, esito che sarà ora confermato dal successivo tampone, già effettuato e in via di refertazione».
La collaborazione tra l'ULSS 3 Serenissima e le comunità sociosanitarie sul fronte del monitoraggio prosegue anche nei prossimi giorni, quando saranno sottoposti a verifica anche quei singoli operatori che in questi giorni non erano in servizio o che non hanno potuto effettuare il test, per un quadro esaustivo, e per dare continuità all'attività di prevenzione del contagio.
sabato 18 aprile 2020
venerdì 17 aprile 2020
LE SPIAGGE PROGRAMMANO LA RIAPERTURA: TRA LE IPOTESI, STABILIMENTI APERTI ALLA SERA E RICHIESTE DI RITARDARE IL RITORNO A SCUOLA
In oltre 500 si sono ritrovati ieri, online, all'iniziativa organizzata dalle spiagge venete con la Regione, per stabilire come tornare all'attività a ridosso dell'estate, in tempi di emergenza e contagio. L'incontro virtuale, cui hanno partecipato tra le altre anche le realtà di Sottomarina come l'Associazione Albergatori ASA e la GEBIS per gli stabilimenti balneari, è servito per sortire alcuni punti fermi: la contrarietà dell'ente e delle imprese al plexiglas per dividere gli ombrelloni a mare, questi ultimi da prenotare online con anticipo, gli stabilimenti aperti di sera e la consegna di pasti in spiaggia per evitare affollamenti. Tra le altre ipotesi al tavolo, la richiesta di ritardare l'apertura delle scuole a ottobre per prolungare la stagione balneare fino a tutto settembre, meteo permettendo.
Alla riunione ha partecipato anche l'assessore regionale al turismo, Federico Caner, che preferisce parlare di «nuovo inizio» e non di ripartenza. La Regione ha chiesto intanto la cancellazione dei canoni demaniali per quest'anno, mentre sta per approvare un pacchetto di misure ad hoc e di norme per la riapertura in sicurezza di hotel e spiagge: servirà tanta promozione dell'offerta turistica e delle destinazioni, a partire dai portali istituzionali dell'ente. Ma ancora non è chiara la situazione per indennità e incentivi, oltre che per le tutele e le responsabilità degli albergatori nel caso si manifesti un caso di contagio nelle proprie strutture.
Alla riunione ha partecipato anche l'assessore regionale al turismo, Federico Caner, che preferisce parlare di «nuovo inizio» e non di ripartenza. La Regione ha chiesto intanto la cancellazione dei canoni demaniali per quest'anno, mentre sta per approvare un pacchetto di misure ad hoc e di norme per la riapertura in sicurezza di hotel e spiagge: servirà tanta promozione dell'offerta turistica e delle destinazioni, a partire dai portali istituzionali dell'ente. Ma ancora non è chiara la situazione per indennità e incentivi, oltre che per le tutele e le responsabilità degli albergatori nel caso si manifesti un caso di contagio nelle proprie strutture.
LE BOLLETTE DELLA TASSA DI ASPORTO RIFIUTI POTRANNO ESSERE PAGATE A VERITAS SENZA INTERESSI AGGIUNTIVI PER IL RITARDO
Stanno arrivando in questi giorni, nelle case dei cittadini dei 44 Comuni consorziati a Veritas, le bollette della tassa di asporto rifiuti (TARI). In alcuni casi, con comprensibile ritardo, dato il particolare periodo che stiamo vivendo, e che aveva portato anche al blocco del servizio di recapito in uno degli anelli della catena. In ogni caso, Veritas ha allegato a ogni bolletta un foglio che spiega come la stessa potrà essere pagata entro il 31 maggio, senza interessi per il ritardato pagamento. Per quanto riguarda invece la bolletta del servizio di erogazione idrica, essa potrà essere saldata entro 15 giorni dalla data di consegna, egualmente senza alcuna penalità.
mercoledì 15 aprile 2020
DA LUNEDÌ 20 APRILE RIAPRONO GLI ECOCENTRI DI VERITAS: ACCESSO SOLO SU APPUNTAMENTO
Gli ecocentri del gruppo Veritas riapriranno lunedì 20 aprile, seguendo le norme antivirus e in accordo con il Consiglio di Bacino Venezia Ambiente. Per accedere al proprio ecocentro di riferimento è però obbligatoria la prenotazione: allo scopo di ottenere un appuntamento, i cittadini devono dunque telefonare, da lunedì a venerdì con orari 8.30-17, al numero verde gratuito 800 166 629. Dopo aver digitato il numero, l’utente dovrà scegliere con la tastiera telefonica l’opzione "prenotazione ecocentro". Riferirà poi all’operatore nome, cognome, codice utente e indirizzo di residenza e l’addetto indicherà la struttura, il giorno e l’ora dell’appuntamento. All’ingresso dell’ecocentro i cittadini dovranno comunicare all’operatore il proprio nome e cognome.
La prenotazione è obbligatoria, quindi non saranno accolte persone senza appuntamento: è quindi inutile presentarsi egualmente davanti alla struttura. Tra l’altro, questo comportamento rappresenta una violazione all’ordinanza sulla mobilità anti Coronavirus. Gli operatori di Veritas non sono autorizzati a far entrare utenti privi di prenotazione e, comunque, segnaleranno alle autorità di pubblica sicurezza le persone o le targhe dei veicoli di chi si presenterà lo stesso.
Nel caso queste disposizioni non fossero rispettate e si dovessero verificare assembramenti, gli ecocentri saranno di nuovo chiusi. All’interno delle strutture -che nelle scorse settimane sono state tutte risanate e che lo saranno dopo ogni giornata di apertura- i cittadini saranno tenuti a rispettare le misure di prevenzione, quindi dovranno essere dotati di mascherine e guanti e mantenere la prevista distanza dagli operatori.
Veritas ricorda che abbandonare i rifiuti, oltre che rappresentare una violazione alle norme ambientali e ai regolamenti comunali (quindi a generare multe), è un comportamento di assoluta inciviltà e maleducazione che, tra le altre cose, genera costi aggiuntivi rispetto al servizio e pericolo per la salute pubblica.
Rimarranno invece chiusi gli ecomobili e gli sportelli di Veritas, dal momento che in queste strutture non è ancora possibile assicurare il rispetto delle prescrizioni anticontagio. I cittadini che avessero necessità di sbrigare pratiche burocratiche possono utilizzare lo sportello on line, la mail clienti@gruppoveritas.it o il numero verde 800 466 466, attivo da lunedì a venerdì con orari 8.30-17. Rimangono regolari i lavaggi e i risanamenti stradali, la raccolta dei rifiuti, il servizio idrico, la gestione dei guasti e dei controlli sull'acqua.
La prenotazione è obbligatoria, quindi non saranno accolte persone senza appuntamento: è quindi inutile presentarsi egualmente davanti alla struttura. Tra l’altro, questo comportamento rappresenta una violazione all’ordinanza sulla mobilità anti Coronavirus. Gli operatori di Veritas non sono autorizzati a far entrare utenti privi di prenotazione e, comunque, segnaleranno alle autorità di pubblica sicurezza le persone o le targhe dei veicoli di chi si presenterà lo stesso.
Nel caso queste disposizioni non fossero rispettate e si dovessero verificare assembramenti, gli ecocentri saranno di nuovo chiusi. All’interno delle strutture -che nelle scorse settimane sono state tutte risanate e che lo saranno dopo ogni giornata di apertura- i cittadini saranno tenuti a rispettare le misure di prevenzione, quindi dovranno essere dotati di mascherine e guanti e mantenere la prevista distanza dagli operatori.
Veritas ricorda che abbandonare i rifiuti, oltre che rappresentare una violazione alle norme ambientali e ai regolamenti comunali (quindi a generare multe), è un comportamento di assoluta inciviltà e maleducazione che, tra le altre cose, genera costi aggiuntivi rispetto al servizio e pericolo per la salute pubblica.
Rimarranno invece chiusi gli ecomobili e gli sportelli di Veritas, dal momento che in queste strutture non è ancora possibile assicurare il rispetto delle prescrizioni anticontagio. I cittadini che avessero necessità di sbrigare pratiche burocratiche possono utilizzare lo sportello on line, la mail clienti@gruppoveritas.it o il numero verde 800 466 466, attivo da lunedì a venerdì con orari 8.30-17. Rimangono regolari i lavaggi e i risanamenti stradali, la raccolta dei rifiuti, il servizio idrico, la gestione dei guasti e dei controlli sull'acqua.
lunedì 13 aprile 2020
INTERVENTO COMPLESSO DI CHIRURGIA ALL'OSPEDALE DELL'ANGELO DI MESTRE, AL LAVORO ANCHE OLTRE IL CORONAVIRUS
L'emergenza Covid-19 non ferma i chirurghi dell'ospedale mestrino dell'Angelo. Nei giorni scorsi un’équipe composta per l'occasione da specialisti delle diverse branche ha asportato un tumore maligno dalla mandibola di una paziente, che è stata poi ricostruita utilizzando una parte ossea prelevata dal perone della gamba sinistra.
«L'intervento è durato circa otto ore - sottolinea il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben - e certifica come tutto quanto abbia carattere di urgenza, anche operazioni chirurgiche di particolare complessità, continua ad essere garantito. Le professionalità di alto livello degli ospedali hub, come l'Angelo di Mestre, restano al servizio dell'utenza e all'utenza garantiscono, in condizioni di assoluta sicurezza, la loro capacità di affrontare in sinergia ogni caso urgente e complesso. È un segno di continuità, un segno che sa rassicurare".
Alla giovane paziente, i chirurghi dell'Angelo hanno innanzitutto asportato la grave neoplasia che aveva aggredito la mandibola: «Si è proceduto quindi - spiega il dottor Roberto Spinato, specialista di tumori di testa-collo, che ha guidato l'intervento - proprio in vista della ricostruzione della mandibola, con il prelievo del necessario materiale osseo dal perone, una delle ossa della gamba della paziente stessa. Si tratta di una procedura complessa, che continua a rappresentare una sfida per i chirurghi, e che richiede la partecipazione all'intervento degli otorinolaringoiatri, dei chirurghi maxillo-facciali e i chirurghi plastici».
Hanno infatti operato assieme il dottor Doriano Politi, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria dell'Angelo, il dottor Michele Franzinelli, primario del reparto di Chirurgia maxillo facciale, e il dottor Alessandro Morelli, che guida la Chirurgia plastica mestrina; prezioso il contributo del dottor Luigi Barzan, già primario di Otorinolaringoiatria a Pordenone ed esperto di chirurgia oncologica.
«Dopo l'asportazione della neoplasia mandibolare - continua il dottor Spinato - si è quindi dato seguito alla ricostruzione della stessa, con osso prelevato con paletta cutanea dall’arto inferiore sinistro della paziente. È stato infine necessario realizzare la microanastomosi tra vasi del collo, cioè carotide esterna e giugulare interna, e vasi della gamba»: in altre parole, è stato necessario ricostruire i collegamenti tra i condotti sanguigni, per garantire una vascolarizzazione autonoma della mandibola così ricostruita.
L'intervento è riuscito come da attese. A distanza di poco più di dieci giorni dalla complessa operazione chirurgica la paziente ha già ripreso ad alimentarsi e verrà dimessa prossimamente. «Nonostante da più di quaranta giorni il personale medico ed infermieristico dell'ospedale si trovi ad affrontare la gravissima emergenza sanitaria legata al Covid-19 - conclude il dottor Spinato - il gruppo multidisciplinare del progetto per le chirurgie integrate di testa-collo ha potuto operare in piena efficienza, e ha quindi garantito alla paziente il più elevato standard di cura: non solo l’asportazione radicale del tumore, ma anche il migliore esito quanto alla funzionalità mandibolare e quanto al miglioramento della qualità della vita dal punto di vista estetico, funzionale e psico-relazionale».
«L'intervento è durato circa otto ore - sottolinea il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben - e certifica come tutto quanto abbia carattere di urgenza, anche operazioni chirurgiche di particolare complessità, continua ad essere garantito. Le professionalità di alto livello degli ospedali hub, come l'Angelo di Mestre, restano al servizio dell'utenza e all'utenza garantiscono, in condizioni di assoluta sicurezza, la loro capacità di affrontare in sinergia ogni caso urgente e complesso. È un segno di continuità, un segno che sa rassicurare".
Alla giovane paziente, i chirurghi dell'Angelo hanno innanzitutto asportato la grave neoplasia che aveva aggredito la mandibola: «Si è proceduto quindi - spiega il dottor Roberto Spinato, specialista di tumori di testa-collo, che ha guidato l'intervento - proprio in vista della ricostruzione della mandibola, con il prelievo del necessario materiale osseo dal perone, una delle ossa della gamba della paziente stessa. Si tratta di una procedura complessa, che continua a rappresentare una sfida per i chirurghi, e che richiede la partecipazione all'intervento degli otorinolaringoiatri, dei chirurghi maxillo-facciali e i chirurghi plastici».
Hanno infatti operato assieme il dottor Doriano Politi, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria dell'Angelo, il dottor Michele Franzinelli, primario del reparto di Chirurgia maxillo facciale, e il dottor Alessandro Morelli, che guida la Chirurgia plastica mestrina; prezioso il contributo del dottor Luigi Barzan, già primario di Otorinolaringoiatria a Pordenone ed esperto di chirurgia oncologica.
«Dopo l'asportazione della neoplasia mandibolare - continua il dottor Spinato - si è quindi dato seguito alla ricostruzione della stessa, con osso prelevato con paletta cutanea dall’arto inferiore sinistro della paziente. È stato infine necessario realizzare la microanastomosi tra vasi del collo, cioè carotide esterna e giugulare interna, e vasi della gamba»: in altre parole, è stato necessario ricostruire i collegamenti tra i condotti sanguigni, per garantire una vascolarizzazione autonoma della mandibola così ricostruita.
L'intervento è riuscito come da attese. A distanza di poco più di dieci giorni dalla complessa operazione chirurgica la paziente ha già ripreso ad alimentarsi e verrà dimessa prossimamente. «Nonostante da più di quaranta giorni il personale medico ed infermieristico dell'ospedale si trovi ad affrontare la gravissima emergenza sanitaria legata al Covid-19 - conclude il dottor Spinato - il gruppo multidisciplinare del progetto per le chirurgie integrate di testa-collo ha potuto operare in piena efficienza, e ha quindi garantito alla paziente il più elevato standard di cura: non solo l’asportazione radicale del tumore, ma anche il migliore esito quanto alla funzionalità mandibolare e quanto al miglioramento della qualità della vita dal punto di vista estetico, funzionale e psico-relazionale».
domenica 12 aprile 2020
GIOVEDÌ CONVEGNO A DISTANZA DEGLI ALBERGATORI DEL LITORALE PER PENSARE A COME RIPARTIRE NELLA STAGIONE TURISTICA
Il turismo balneare veneto prova a ripartire e a pensare come sarà l'estate nell'anno del Coronavirus. Gli albergatori di tutto il litorale si ritroveranno giovedì pomeriggio dalle ore 15, naturalmente a distanza nella piattaforma GoToMeeting, per fare il punto della situazione e lanciare ipotesi di riavvio di una stagione che sta comunque avvicinandosi, e che già ad aprile avrebbe potuto essere fruttuosa dato il bel tempo.
Il convegno, cui si attendono 250 iscritti, è organizzato dall'Associazione Spiagge Venete e ha per titolo "Turismo: the day after - perché è importante parlarne adesso": e a conferire sono stati chiamati l'assessore regionale Federico Caner, il direttore generale dell'ULSS 4 Veneto Orientale Carlo Bramezza e l'economista Antonio Preiti, che si occupa dell'impatto delle nuove tecnologie nei comportamenti turistici. È attesa anche la partecipazione del presidente della giunta veneta Luca Zaia.
Il convegno, cui si attendono 250 iscritti, è organizzato dall'Associazione Spiagge Venete e ha per titolo "Turismo: the day after - perché è importante parlarne adesso": e a conferire sono stati chiamati l'assessore regionale Federico Caner, il direttore generale dell'ULSS 4 Veneto Orientale Carlo Bramezza e l'economista Antonio Preiti, che si occupa dell'impatto delle nuove tecnologie nei comportamenti turistici. È attesa anche la partecipazione del presidente della giunta veneta Luca Zaia.
sabato 11 aprile 2020
PROGETTO DI LUNGO PERIODO DELL'ULSS 3 SERENISSIMA PER CONTRASTARE IL DISAGIO PSICOLOGICO DERIVANTE DAL CORONAVIRUS
L'ULSS 3 Serenissima ha approntato un progetto di lungo periodo per contrastare il disagio psicologico nell'emergenza da Coronavirus. «Da oggi - assicura il direttore generale, Giuseppe dal Ben - gli specialisti della salute mentale sono attivi ad ampio spettro per assistere le persone che questo periodo complesso ha reso fragili: non solo i malati e i familiari dei malati, non solo gli operatori sanitari in prima linea, ma anche tutti coloro che dall’emergenza hanno subìto, o subiranno, conseguenze peggiorative per l’equilibrio psicofisico. Il servizio si aggiunge alla consulenza telefonica da subito avviata, e offre un progetto di accompagnamento e di presa in carico, in via continuativa, di tutti coloro che hanno vissuto come un trauma questa fase di crisi, e di tutti coloro che ne porteranno le conseguenze da qui in poi».
Il primario Moreno de Rossi spiega la stretta correlazione che lega recessione economica e salute mentale: «È quindi ragionevole, purtroppo, attendersi anche nelle prossime settimane un diffuso aumento delle richieste ai servizi di salute mentale e un tendenziale aumento della morbilità psichiatrica nel medio e lungo periodo. Quanto alla clinica, i quadri maggiormente rappresentati nelle situazioni di emergenza sono riconducibili a disturbi dell'adattamento, disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbo acuto da stress e disturbo post traumatico da stress. Attenzione particolare andrà portata alle conseguenze sulla psiche dei cosiddetti "lutti complicati": ci aspettiamo nei prossimi mesi le conseguenze della particolare contingenza restrittiva che ha portato alla sospensione dei normali rituali di congedo, e alla sospensione dei funerali con l’impossibilità di dare un adeguato ultimo saluto al proprio caro».
Sul piano gestionale organizzativo – sottolinea il dottor De Rossi – i servizi di Salute Mentale devono sviluppare azioni proattive e di forte interconnessione con il territorio (medici di base, enti locali etc.), con cui costruire canali aperti e costanti. E appena saranno allentate le restrizioni alla mobilità oggi vigenti, o anche subito in caso di necessità, viene offerto nei centri di salute mentale un percorso dedicato con valutazione medico/psichiatrica preliminare e con l'intervento di gruppi terapeutici. In base ai bisogni che si profilano verrà attivato un intervento in regime di consulenza, oppure l’assunzione in cura o la presa in carico.
Al progetto si accede tramite invio da parte del medico di famiglia, attraverso specifici sportelli telefonici (aziendale, ordini professionali, enti privati, religiosi), ma anche attraverso il Pronto Soccorso, gli ospedali e le unità Covid, il dipartimento di Prevenzione. Si accede al servizi anche direttamente, scrivendo a dsm@aulss3.veneto.it, oppure telefonando per Venezia e Lido al numero 041 5294811, per Mestre e terraferma veneziana allo 041 2608281, per Chioggia, Cavarzere, Cona allo 041 5572140, e infine per l'area di Dolo e Mirano allo 041 5133418.
Il primario Moreno de Rossi spiega la stretta correlazione che lega recessione economica e salute mentale: «È quindi ragionevole, purtroppo, attendersi anche nelle prossime settimane un diffuso aumento delle richieste ai servizi di salute mentale e un tendenziale aumento della morbilità psichiatrica nel medio e lungo periodo. Quanto alla clinica, i quadri maggiormente rappresentati nelle situazioni di emergenza sono riconducibili a disturbi dell'adattamento, disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbo acuto da stress e disturbo post traumatico da stress. Attenzione particolare andrà portata alle conseguenze sulla psiche dei cosiddetti "lutti complicati": ci aspettiamo nei prossimi mesi le conseguenze della particolare contingenza restrittiva che ha portato alla sospensione dei normali rituali di congedo, e alla sospensione dei funerali con l’impossibilità di dare un adeguato ultimo saluto al proprio caro».
Sul piano gestionale organizzativo – sottolinea il dottor De Rossi – i servizi di Salute Mentale devono sviluppare azioni proattive e di forte interconnessione con il territorio (medici di base, enti locali etc.), con cui costruire canali aperti e costanti. E appena saranno allentate le restrizioni alla mobilità oggi vigenti, o anche subito in caso di necessità, viene offerto nei centri di salute mentale un percorso dedicato con valutazione medico/psichiatrica preliminare e con l'intervento di gruppi terapeutici. In base ai bisogni che si profilano verrà attivato un intervento in regime di consulenza, oppure l’assunzione in cura o la presa in carico.
Al progetto si accede tramite invio da parte del medico di famiglia, attraverso specifici sportelli telefonici (aziendale, ordini professionali, enti privati, religiosi), ma anche attraverso il Pronto Soccorso, gli ospedali e le unità Covid, il dipartimento di Prevenzione. Si accede al servizi anche direttamente, scrivendo a dsm@aulss3.veneto.it, oppure telefonando per Venezia e Lido al numero 041 5294811, per Mestre e terraferma veneziana allo 041 2608281, per Chioggia, Cavarzere, Cona allo 041 5572140, e infine per l'area di Dolo e Mirano allo 041 5133418.
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