mercoledì 10 novembre 2021

LA PESCA VENETA E LE SFIDE DEL RILANCIO POST-COVID E DELL’INNOVAZIONE: AVVIATO IL FISHLAB A CA’ FOSCARI

VENEZIA – Da tre decenni il consumo di pesce cresce con costanza: secondo dati FAO, nel 2020 la quota pro-capite a livello mondiale è stata di 20,5 kg, destinati a diventare 21 entro la fine del decennio: un aumento del 122% dal 1990, sulla spinta della crescita dimensionale del settore e dell’avvicendarsi di nuovi stili alimentari.

Nonostante le difficoltà economiche dell’ultimo anno, il 25% delle famiglie italiane ha acquistato prodotti della pesca e dell’acquacoltura almeno una volta a settimana. Molti italiani ritengono di poter aumentare ulteriormente i propri consumi di pesce a fronte di rassicurazioni sulla qualità e sulla genuinità.

Tra necessità di rilancio dei consumi e rinnovamento di modelli gestionali, la filiera ittica veneta si muove per rinsaldare il suo contributo all’economia regionale, rispondere alla crisi da Covid-19 e per porre le basi di una rinnovata crescita che sappia essere anche sostenibile.

Tremila ottocento imprese del settore ittico veneto, il 15% del totale nazionale, danno lavoro a oltre settemila occupati diretti: un calo del 7% nel 2019 rispetto al 2018, ma un incremento del 10% rispetto al 2014, un valore della produzione che si aggira intorno ai 195 milioni di euro.

Il comparto veneto si sta muovendo per dare risposte credibili e formulare strategie adeguate alle questioni più urgenti che toccano il futuro della pesca: dalla valorizzazione della qualità del pescato veneto alla promozione della sostenibilità; dall’informazione al consumatore alla innovazione strategica e tecnologica; dal passaggio generazionale al rinnovamento della cultura tradizionale della pesca del litorale regionale.

In risposta a questa mobilitazione, l’Agrifood Management and Innovation Lab dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Fondazione Ca’ Foscari, Legacoop Veneto e Isfid Prisma hanno avviato il percorso di Alta Formazione in Gestione Strategica delle Risorse Ittiche – Fishlab finanziato da Regione Veneto nell’ambito del Fondo Europeo per la Politica Marittima, la Pesca e l’Acquacoltura.

Il programma mira a formare operatori di cooperative, consorzi e operatori del settore in Veneto attraverso l’alternarsi di sessioni d’aula tenute da docenti dell’ateneo veneziano e un laboratorio di innovazione in cui gli operatori della pesca co-progetteranno con esperti e designer dell’ateneo nuove strategie, modelli di business e iniziative di marketing e comunicazione per contribuire al rilancio del comparto e alla sua capacità di generare valore e occupazione.

Tramite l’utilizzo di metodi innovativi come il design thinking e il lean management, docenti, designer e cooperative ittiche svilupperanno strategie efficaci per la competitività degli operatori, formuleranno suggerimenti utili per le istituzioni regionali ed europee, rivisiteranno e rinnoveranno l’immagine del settore sul mercato.

«Il percorso di alta formazione progettato con Ispid e Legacoop testimonia della volontà dell’Agrifood Lab di portare i risultati della propria ricerca agli operatori delle filiere del food e dell’impegno a farlo tramite iniziative di formazione innovative e capaci di accompagnare gli operatori nei processi di innovazione», sostiene Christine Mauracher, direttrice dell’Agrifood Management and Innovation Lab e responsabile scientifica del percorso.

I risultati del percorso e i progetti di innovazione per il comparto saranno presentati a conclusione del percorso di Alta Formazione nel mese di ottobre 2022.


 

E' MANCATO IL PROFESSOR LUIGI RICCIARDI, ORTOPEDICO DI FAMA INTERNAZIONALE, PER VENT'ANNI PRIMARIO DELL'ECCELLENTE ORTOPEDIA DELL'UMBERTO I DI MESTRE

E' mancato nella giornata di ieri, martedì 9 novembre, il professor Luigi Ricciardi, ortopedico di fama internazionaleper vent'anni Primario dell'Ortopedia dell'Umberto I di Mestre.
Laureatosi a Padova nel '49 e specializzatosi a Bologna presso gli Istituti Ortopedici Rizzoli, Luigi Ricciardi era stato allievo prediletto del professor Pais, uno dei padri dell'Ortopedia moderna; e a soli 36 anni divenne Primario del Reparto di Ortopedia dell'Ospedale civile di Cosenza, che diresse dal '62 al '75. 
Trasferitosi a Mestre, ha diretto il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell'Umberto I dal 1975 al 1995, due decenni nei quali l'Ortopedia mestrina è stata un punto di riferimento nazionale ed internazionale per il trattamento di diverse patologie, in particolare per il trattamento delle fratture con i fissatori esterni. All'Umberto I iprofessor Ricciardi dirigeva un reparto di 90 letti con un'equipe di 13 medici. Appassionato studioso e innovatore, aveva ideato un percorso di trattamento che prevedeva la riduzione della frattura in sala operatoria con l'applicazione del fissatore esterno e l'evoluzione del callo di frattura attraverso uno studio ecografico ed estensimetrico, ricercando in tal modo la guarigione biologica della frattura. 
Altro campo di interesse di Luigi Ricciardi è stata la chirurgia protesica dell'anca: primo ortopedico in Italia ad impiantare una protesi dell'anca nel cane, ha ideato in seguito una protesi a vite che è stata utilizzata per molti anni in diverse scuole di ortopedia in Italia. 
Il professor Ricciardi ha ricoperto importanti cariche a livello nazionale e internazionale; nel 1986 è stato il primo ortopedico ospedaliero ad essere Presidente unico del Congresso nazionale italiano che si è svolto al Lido di Venezia; è stato, inoltre, vicepresidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia dal '92 al '94. 
Nel periodo trascorso all'Ospedale di Mestre, sua città natale alla quale era molto legato, ha operato migliaia di suoi concittadini, e viene ricordato ancora oggi per le sue riconosciute capacità chirurgiche ma, soprattutto per la grande umanità che ha caratterizzato la sua figura di medico.

 


lunedì 8 novembre 2021

GITA SALVAGUARDIA E MOSE SABATO 13 NOVEMBRE

Un incontro straordinario si terrà sabato 13 novembre riguardante la Salvaguardia e il Mo.S.E., durante il quale si parlerà del futuro della Laguna tra ricerche e opere in un arco di tempo trentennale. Sarà organizzato dalla Comunità Locale Wigwam di Venezia con un’escursione in Laguna e il tema fulcro sarà la sempre più urgente necessità di mettere a regime il sistema Mo.S.E. per tutelare Venezia, ma, nel contempo, cercando di trovare soluzioni per ridurre al minimo le interferenze negative sui porti e sull’ambiente lagunare. 
Al meeting sono state invitate importanti personalità che potrebbero, visti i loro ruoli, avere importanti informazioni su programmi e obiettivi riguardanti il sistema Mo.S.E. di cui mettere a parte tutti coloro che dall’azione dello stesso vengono coinvolti. 
La proposta A.L.M.A. sarà uno dei temi di dibattito. Si tratta dell’Autorità Lagunare del Magistrato alle Acque e la Mission del Centro Studi che sono stati previsti dal Decreto Legge  dell’agosto del 2020 ma che non sono ancora operativi, tra i cui compiti rendere centrale Venezia nelle strategie di adattamento e di transizione ecologica del PNRR.

L’operazione MOSE NOSTRUM richiede che vengano attuate alcune azioni, possibili grazie ai fondi allocati per la salvaguardia,  a partire dalla Gestione automatizzata del sistema mettendo in campo personale permanente, procedure di avviso, conche di navigazione attive e piazza San Marco protetta almeno fino a quando l'acqua alta arrivi a un’altezza di 110 cm.Ma altri sono gli obiettivi che l’operazione si prefigge, dall’accesso faciitato al credito per far si che le ditte che lavorano al Mo.S.E. siano pagate in tempi certi, il potenziamento del Provveditorato perchè possa distaccarsi dagli altri enti, la semplificazione degli iter per approvare i piani e i progetti, la riapertura dei cantieri di manutenzione del territorio acqueo, la possibilità di scegliere le aziende preferendo quelle locali, la costituzione di una governance che pensi ad alternative per il porto al di fuori della laguna in modo da non limitare le operazioni delle barriere.
 



sabato 6 novembre 2021

ANTICORPI MONOCLONALI: QUASI DUECENTO PERSONE TRATTATE, SOLO QUATTRO HANNO POI AVUTO BISOGNO DEL RICOVERO

Dei quasi duecento pazienti positivi al Covid curati con gli anticorpi monoclonali nell'Ulss 3, solo quattro hanno avuto poi bisogno di un ricovero; e anche per questi quattro l'esito è stato comunque positivo in tempi rapidi. "La terapia è efficace - sottolinea Chiara Berti, Direttore della Funzione ospedaliera dell'Ulss 3 Serenissima - e va detto che esiti così positivi, con la quasi totalità delle persone trattate che non necessitano poi di cure ospedaliere, sono il risultato di una corretta analisi dei casi su cui utilizzarla. Il trattamento va infatti effettuato sulle persone che sono appena state colpite dal virus, da pochi giorni, da dieci giorni al massimo". Con la cura attraverso i monoclonali, l'organismo di queste persone viene arricchito di anticorpi che combattono il virus: "Forniamo al soggetto colpito dal Covid-19 - spiega la dottoressa Berti - quella carica di anticorpi necessaria a combattere la malattia: sottoponiamo il paziente ad un trattamento con una flebo, e con questa infusione, che dura un paio di ore, immettiamo nell'organismo quegli anticorpi che chi si vaccina produce invece spontaneamente, proprio grazie al vaccino". La reazione dell'organismo, così, fa regredire il virus, e impedisce che la sua azione acquisti forza.

Anche grazie ai Medici di Famiglia, che valutano i pazienti e spiegano loro, quando è indicata, l'efficacia della terapia, nell'Ulss 3 Serenissima il trattamento con gli anticorpi monoclonali risulta gradito e ben accolto dai pazienti a cui viene proposto: "Solo otto sono fin qui i casi di 'rifiuto' registrati - sottolinea la dottoressa Berti - a fronte di 190 pazienti considerati eleggibili e a cui la terapia è stata proposta. Dei 184 pazienti sottoposti a terapia, una novantina provenivano dal territorio, proprio attraverso l'azione di reclutamento effettuata dai Medici di Famiglia, dagli Usca e dalle strutture territoriali. Una trentina sono stati i pazienti sottoposti a terapia mentre erano ricoverati in ospedale per altra patologia. Poco più di sessanta soggetti sono stati indirizzati alla terapia dai nostri Pronto Soccorso". 

Il trattamento avviene al Pronto Soccorso dell'Angelo per l'area di Mestre, e negli ambulatori dedicati all'Ospedale di Dolo, a cui fa capo anche Chioggia, e all'Ospedale di Venezia per i rispettivi territori. I referenti per la terapia sono il dottor Sandro Panese, primario di Malattie Infettive, per l'area di Venezia e Mestre, e il dottor Moreno Scevola, Primario di Medicina interna per l'area di Mirano-Dolo e Chioggia.
Il più giovane tra i pazienti trattati aveva 18 anni, il più anziano aveva la bella età di 94 anni. Alla terapia con gli anticorpi monoclonali sono stati sottoposti anche anziani individuati come positivi nelle Case di Riposo di Santa Maria del Rosario e di Fiesso d'Artico, e anche alcuni dei turisti greci contagiatisi durante il loro viaggio in pullman attraverso l'Europa.

 





venerdì 5 novembre 2021

MARTINA DI MICHELE: "UN VIAGGIO NELL'ISOLA CHE NON C'È"

Martina Di Michele è l’autrice del libro “Un viaggio nell’isola che non c’è”. Un modo di riguardare alle proprie origini, abbandonate alla ricerca di qualcosa di diverso, omaggiando l’isola di Salina, una delle Eolie, quella delle sue origini, con ciò che è tipico di quella terra, ricette, storia, racconti e canzoni.

Un libro con cui il lettore può immergersi nell'isola di Salina, infatti l libro contiene una cartina geografica dell’isola, per poter vedere i percorsi ambientati nel libro stesso e sparsi si tovano i QR Code che permettono al lettore di ascoltare i canti presenti nel libro, grazie alla tecnologia di cui sono dotati normalmente i cellulari. 

Un sogno nel cassetto per l’autrice, che vede così realizzarsi.

 





giovedì 4 novembre 2021

IL PALAEXPO LUOGO IDEALE PER LA VACCINAZIONE: "NEI PROSSIMI SABATI ATTENDIAMO MIGLIAIA DI ADOLESCENTI CHE RICEVERANNO NEL GRANDE HUB IL VACCINO ANTI HPV"

Il PalaExpo apre i suoi spazi a migliaia di ragazzi, e diventa anche il luogo della vaccinazione contro il Papilloma Virus. Sabato prossimo e il sabato successivo saranno tremila i dodicenni, ragazzi e ragazze della corte 2010 che riceveranno il vaccino convocati personalmente nel grande spazio a Marghera, che oggi è contemporaneamente il luogo della vaccinazione contro il Coronavirus e dei tamponi anti Covid-19.
Gli operatori del Servizio vaccinale dell’Ulss 3 Serenissima – spiega il Direttore Generale Edgardo Contato – hanno testato le grandi potenzialità del PalaExpo e degli altri grandi HUB, e sono allenati alle modalità di lavoro a cui ci ha abituato la campagna vaccinale anti Covid-19. Sentiamo così di poter offrire, dentro questi spazi, un servizio d’eccellenza a tante persone in poco tempo. Nascono così questi nuovi ‘Vaccination Day’ che il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha organizzato per questo mese di novembre; e sono certo che anche per questi utenti giovanissimi ricevere il vaccino al PalaExpo ‘farà tendenza’, sarà piacevole, sarà un motivo in più per aderire ad una importante scelta di salute”.

La vaccinazione contro il Papilloma Virus, nota come anti HPV, si è dimostrata efficace; permette di contrastare, già in età precedente ai primi contatti tra i sessi, la diffusione di un virus che nelle donne è la causa necessario del formarsi del tumore del collo dell’utero, e nei ragazzi è concausa dei tumori del pene e dell’ano, oltre che di altre patologie.

I “Vaccination Day” si inseriscono nella campagna anti Papilloma virus (HPV), che in queste settimane è rivolta ai ragazzi e alle ragazze nati nel 2010 residenti nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima. Nelle giornate di sabato 6 novembre e di sabato 20 novembre si svolgeranno presso il PalaExpo di Marghera; una terza data è fissata per sabato 13 novembre presso il Centro Vaccinale di Dolo, al Palazzetto dello Sport: nelle tre giornate sono attesi circa 4500 ragazzi dei Distretti della Terraferma Veneziana e di Dolo-Mirano
per i ragazzi residenti a Venezia Centro Storico e Isole e nel Distretto di Chioggia è stato pensata la vaccinazione di prossimità presso i locali ambulatori vaccinali del SISP, per facilitare l’accesso in questi territori più difficili.

“Con questa modalità, che l’Ulss 3 Serenissima ha sperimentato a luglio, si intensifica l’impegno nella vaccinazione anti HPV. L’Azienda sanitaria – spiega il Direttore del SISP Vittorio Selle – coglie l’indicazione regionale di recuperare al più presto le prestazioni rimaste sospese nei mesi scorsi e di riallineare la propria attività ai livelli ‘pre-Covid’. Lo facciamo sperimentando sempre nuove possibilità di lavorare; lo facciamo favorendo la popolazione, che può accedere ai servizi nelle giornate di sabato, in luoghi di facile accesso sia con mezzi pubblici sia con mezzi propri dotati di parcheggi adeguati; lo facciamo anche ottimizzando le risorse del Servizio che in breve tempo raggiunge gli obiettivi regionali di invito della coorte dei vaccinanandi”.



 

lunedì 1 novembre 2021

AGGIORNAMENTO SUI TURISTI GRECI POSITIVI MONITORATI DALLA ULSS 3 SERENISSIMA

L’Ulss 3 Serenissima continua a monitorare e ad assistere i 26 turisti greci (24 positivi e 2 negativi considerati contatti stretti) presi in carico nelle proprie strutture a seguito dell’esito positivo dei tamponi molecolari fatti all’arrivo del bus turistico nel territorio dell’azienda sanitaria. Non si evidenziano variazioni quanto alle condizioni di salute: sono per la prevalenza positivi asintomatici, ad eccezione di quattro di loro, lievemente sintomatici (tra i quali sono compresi gli unici due che all’interno della comitiva non risulterebbero vaccinati). Questo pomeriggio i quattro paucisintomatici sono stati sottoposti a nuova ecografia polmonare per opportuno monitoraggio. Al momento restano ospitati nelle strutture dove sono stati accolti la sera di sabato per l’isolamento. “Questa capacità d'intervento diventa fondamentale in una città come Venezia che sta vivendo giorni di grande intensità quanto alle pressioni turistiche. Venezia non può sommare ai problemi di sovrafollamento anche quello di un'emergenza sanitaria - ricorda il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato -. L’assistenza nei confronti di questi viaggiatori prosegue con efficacia grazie all’impegno dei nostri sanitari, delle nostre diverse aree di competenza che lavorano in simultanea e a una continua e proficua collaborazione con il consolato greco". Il pullman turistico è arrivato, alla fine di un itinerario europeo, nel territorio dell’Ulss 3 Serenissima, dove non ha fatto tappe che richiedano una specifica indagine epidemiologica locale. Il Servizio di igiene e sanità pubblica ha comunque segnalato le positività alla Regione e ha preso contatti con le diverse autorità competenti, per favorire le eventuali indagini epidemiologiche nelle altre località. Dalla Grecia il mezzo turistico è arrivato via nave ad Ancona per poi spostarsi a Milano e poi in diverse località svizzere. Poi Belgio, di nuovo Milano e Venezia. Solo due persone risulterebbero non vaccinate. “L’evoluzione di questo cluster, al momento, rispecchia ciò che è logico attendersi all’interno di una popolazione vaccinata - spiega il direttore del Sisp dell’Ulss 3 Vittorio Selle -. In presenza di vaccino la patologia o è asintomatica o si palesa con una bassa intensità. L’obiettivo principale della vaccinazione contro il Covid è infatti evitare al soggetto il decesso e la malattia grave. Il contagio, invece, è stato presumibilmente favorito dall’ambiente chiuso e ristretto del pullman che ha costretto i viaggiatori a una convivenza promiscua e prolungata per giorni”.