mercoledì 16 maggio 2018
L'ARTE PER LA CURA: NUOVE ESPERIENZE DI TERAPIA NELLA ULSS 3 SERENISSIMA
L’arte, la musica, il teatro possono contribuire a curare meglio e più a fondo, e la ULSS 3 Serenissima percorre anche queste vie, alla ricerca di una migliore relazione con il paziente. «Musica, teatro, arte – spiega il direttore generale Giuseppe Dal Ben – sono di aiuto e di sollievo nella vita di tutti i giorni. Con serietà, poi, l’Unità Sanitaria studia ogni possibile applicazione delle forme d’arte anche nella relazione di cura, nella relazione cioè che lega il medico al paziente, l’infermiere al paziente, la struttura al paziente. I corsi realizzati in proposito per gli studenti di infermieristica non devono restare un’esperienza chiusa, ma essere il punto di partenza per la crescita di tutti gli operatori sanitari». Con questo obiettivo, la ULSS si ritrova giovedì 17 maggio nell’auditorium del padiglione Rama di Mestre. L’evento «L’arte per la cura» offrirà, proprio a partire dalle esperienze di studio svolte nei corsi di Infermieristica, alcune testimonianze, esempi e modelli di terapia realizzata attraverso l’arte: «Già molti luoghi della sanità veneziana – spiegano il dottor Marino Bonaventura, coordinatore delle attività formative del corso di laurea in Infermieristica – sono stati resi più vivibili e accoglienti con opere di pittura; e già molte esperienze di teatro e di musica hanno avuto luogo nel percorso di assistenza e di terapia. Ci confronteremo su quanto è già stato fatto e lavoreremo per individuare assieme, come pazienti, operatori sanitari, studenti infermieri, nuove modalità di cura attraverso l’espressione artistica». Nel corso del pomeriggio “L’arte per la cura”, che si aprirà alle ore 14, saranno eseguiti anche intermezzi musicali per pianoforte, arpa e chitarra; uno spazio particolare sarà dato al patrimonio artistico della ULSS, affidato alla Scuola Grande di San Marco. Con l’evento “L’arte per la cura”, la ULSS 3 Serenissima celebra anche la Giornata dell’Infermiere, che si festeggia ogni anno in questo periodo.
CANCRO ALLA MAMMELLA E ALLA PROSTATA, COME DIFENDERSI DAGLI EFFETTI COLLATERALI DELLA TERAPIA: SE NE PARLA VENERDÌ A MESTRE
L’osteoporosi è una malattia dello scheletro che espone, in modo prevalente ma non esclusivo, le donne all'aumento del rischio di fratture. È causa in Italia, ad esempio, di ben 90mila fratture del femore all'anno. È una malattia che colpisce soprattutto le donne in menopausa e gli uomini over 60. Per prevenirla, gli specialisti suggeriscono di assumere vitamina D e calcio, di muoversi, evitando fumo e alcolici, ovvero di seguire corretti stili di vita, come spesso ricorda il direttore generale della ULSS 3, Giuseppe Dal Ben. L'osteoporosi è una malattia subdola che, come è ormai noto, si manifesta anche dopo terapie ormonali impiegate come terapie complementari a quelle chirurgiche, chemioterapiche e radioterapiche, in caso di tumore alla mammella e di tumore alla prostata. Un convegno al Novotel di Mestre, previsto per venerdì 18 maggio, affronterà con gli addetti ai lavori questo tema cercando i possibili rimedi.
Ad organizzarlo è il facente funzioni del Primario del reparto di Lungodegenza all'ospedale di Noale, dottor Gianpaolo Voltan, in collaborazione con altri specialisti della ULSS 3 Serenissima. «Ho pensato di creare questo evento di confronto e dibattito – ha detto il dottor Voltan – attorno a un tema così delicato che ci vede impegnanti quotidianamente, per sensibilizzare le diverse figure professionali mediche della ULSS 3 che a vario titolo hanno in cura questi pazienti, riguardo alla necessità di avviare un efficace trattamento antifratturativo». Per chi è affetto di tumore alla mammella o alla prostata, diventa anche necessaria l’ormonoterapia, che però presenta alcuni effetti indesiderati, i quali incidono sulla matrice ossea del paziente, rendendolo più esposto alla frattura del femore o altri segmenti dello scheletro. Come si agisce, quindi, per evitarla o addirittura per prevenirla? «Esistono dei farmaci specifici – ha proseguito il dottor Voltan – che vengono somministrati a casi selezionati proprio per rimediare ai problemi della terapia ormonale».
Anche per i pazienti affetti da neoplasia della prostata e che necessitano di radioterapia, risultando più esposti alla frattura del femore – ha spiegato il primario di Radioterapia Oncologica all’ospedale dell’Angelo di Mestre, il dottor Imad Abu Rumeileh – nel lavoro dell'équipe di radioterapia viene in aiuto la nuova tecnologia adoperata a Mestre, che limita e concentra le dosi in aree specifiche: è il caso della radioterapia modulata ad arco (VMAT), la quale esclude dalle radiazioni i femori, puntando solo sulla prostata. In questo modo, ad esempio, si evita che i femori vengano esposti e resi più fragili anche dall'intervento di medici e chirurghi. «Il continuo confronto tra i professionisti in forza alla ULSS 3 – ha concluso il dg Dal Ben – permette di fornire il maggior beneficio ai pazienti, riducendo effetti collaterali che inficerebbero la stessa loro qualità di vita, già compromessa dalla neoplasia».
Ad organizzarlo è il facente funzioni del Primario del reparto di Lungodegenza all'ospedale di Noale, dottor Gianpaolo Voltan, in collaborazione con altri specialisti della ULSS 3 Serenissima. «Ho pensato di creare questo evento di confronto e dibattito – ha detto il dottor Voltan – attorno a un tema così delicato che ci vede impegnanti quotidianamente, per sensibilizzare le diverse figure professionali mediche della ULSS 3 che a vario titolo hanno in cura questi pazienti, riguardo alla necessità di avviare un efficace trattamento antifratturativo». Per chi è affetto di tumore alla mammella o alla prostata, diventa anche necessaria l’ormonoterapia, che però presenta alcuni effetti indesiderati, i quali incidono sulla matrice ossea del paziente, rendendolo più esposto alla frattura del femore o altri segmenti dello scheletro. Come si agisce, quindi, per evitarla o addirittura per prevenirla? «Esistono dei farmaci specifici – ha proseguito il dottor Voltan – che vengono somministrati a casi selezionati proprio per rimediare ai problemi della terapia ormonale».
Anche per i pazienti affetti da neoplasia della prostata e che necessitano di radioterapia, risultando più esposti alla frattura del femore – ha spiegato il primario di Radioterapia Oncologica all’ospedale dell’Angelo di Mestre, il dottor Imad Abu Rumeileh – nel lavoro dell'équipe di radioterapia viene in aiuto la nuova tecnologia adoperata a Mestre, che limita e concentra le dosi in aree specifiche: è il caso della radioterapia modulata ad arco (VMAT), la quale esclude dalle radiazioni i femori, puntando solo sulla prostata. In questo modo, ad esempio, si evita che i femori vengano esposti e resi più fragili anche dall'intervento di medici e chirurghi. «Il continuo confronto tra i professionisti in forza alla ULSS 3 – ha concluso il dg Dal Ben – permette di fornire il maggior beneficio ai pazienti, riducendo effetti collaterali che inficerebbero la stessa loro qualità di vita, già compromessa dalla neoplasia».
domenica 13 maggio 2018
METEO: IN VENETO DICHIARATO STATO D'ATTENZIONE PER TEMPORALI
Tra oggi e la mattinata di domani, lunedì 14 maggio, il Veneto sarà interessato da condizioni di instabilità con precipitazioni anche a carattere di rovescio e temporale. Sulla base delle previsioni meteo, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile Regionale ha dichiarato lo Stato di Attenzione per possibili criticità idrogeologiche, dalle 13 di oggi alle 16 di domani, in tutti i bacini idrografici. I fenomeni saranno inizialmente locali/sparsi, ma dalla serata più frequenti e diffusi, specie sulle zone interne centro settentrionali. Non si escludono temporali localmente intensi (forti rovesci, grandinate) su pianura e Prealpi. Possibili quantitativi di pioggia localmente consistenti su zone prealpine/pedemontane (specie centro occidentali) e pianura centro-settentrionale. La criticità geologica nella zona dell’Alto Piave è limitata al comune di Perarolo di Cadore (Belluno), dove permane la situazione legata alla frana oggetto di monitoraggio da parte degli uffici della Protezione Civile e Polizia Locale.
martedì 8 maggio 2018
CUORE E CERVELLO, GLI ESPERTI IN CONVEGNO A VENEZIA PER TRE GIORNI
Ancora un evento di rilevanza internazionale, organizzato a Venezia dagli specialisti dell’ULSS 3 Serenissima. Da giovedì 10 a sabato 12 maggio sarà il reparto di Cardiologia dell'ospedale Civile a offrirsi agli specialisti di tutto il mondo come organizzatore del congresso Venice Interventional Cardiology 2018: «Per la terza volta riuniamo a Venezia – spiega il primario Giuseppe Grassi, presidente del congresso – trecento colleghi, specialisti del trattamento delle malattie del cuore ma anche del cervello e dell’apparato vascolare. Tre giornate di lavoro, cinquanta tra relatori e moderatori, e un programma vasto di relazioni ed esperienze: in questo modo condividiamo le conoscenze dei migliori esperti italiani, europei e internazionali, per analizzare, condividere e diffondere tutte le tecniche interventistiche emergenti relative alle patologie cardiovascolari e le informazioni su l’avanzamento tecnologico nel campo interventistico». Tra le relazioni più attese, la lectio magistralis del dottor Italo Linfante (Miami, USA), che sabato mattina affronterà il tema dell’infarto cerebrale e delle più recenti acquisizioni emerse dalle ricerche americane di settore. Il congresso VIC 2018, che si svolge a Palazzo Franchetti, avrà due obiettivi principali: in primo luogo mettere a fuoco e diffondere le migliori e più recenti pratiche sul trattamento delle cardiopatie strutturali e sulle conseguenti tecniche interventistiche; in secondo luogo fornire un quadro completo sulle le più recenti innovazioni scientifiche e tecnologiche relative alle malattie che coinvolgono in modo stretto il cuore e il cervello: «È questo il motivo per cui, insieme agli specialisti di Cardiologia e Cardiochirurgia – spiega il primario Grassi – saranno presenti anche i colleghi neurologi e neurochirurgi, i neuroradiologi e chirurghi vascolari, in una ricerca di aggiornamento comune che è caratteristica di questo evento veneziano, in cui cuore e cervello vengono considerati nella loro reciproca interazione». Commenta il direttore generale della ULSS 3 Giuseppe Dal Ben: «Venezia si conferma come sede privilegiata del confronto tra gli operatori delle branche mediche ad alta specializzazione. Atelier prima ancora che vetrina, può proporsi come luogo di dibattito solo a partire dai suoi professionisti e dalle sue strutture, che già praticano ad alto livello la sperimentazione delle più moderne tecniche con le più moderne strumentazioni».
mercoledì 2 maggio 2018
RICEVE UNA BUSTA CONTENENTE POLVERE, FAMIGLIA DI MARCON AL PRONTO SOCCORSO DI MESTRE
Il Pronto Soccorso dell’ospedale all'Angelo di Mestre ha gestito nella notte scorsa e nella giornata di oggi il caso di una famiglia che ha ricevuto, a domicilio, una busta contenente una polvere non identificata, la quale ha fatto pensare ad una sostanza pericolosa. La famiglia –marito, moglie e una figlia in età scolare– residente a Marcon era giunta all'ospedale con i mezzi propri, e presa in carico alle ore 23.20. È stato subito applicato il protocollo di decontaminazione, che prevede l’accurato lavaggio dei soggetti giunti in contatto con la sostanza, l’isolamento in apposita stanza, l’imbustamento dei capi di vestiario ed un periodo di osservazione. I pazienti, dimessi nel primo pomeriggio di oggi, non presentano segni o sintomi che possano far pensare a infezioni o intossicazioni. I medici del Pronto Soccorso –dotati dei dispositivi di protezione individuale– seguono il caso assieme agli specialisti infettivologi. La sostanza, tramite il nucleo dedicato dei Vigili del Fuoco, è stati inviata all’Istituto Zooprofilattico di Legnaro, dove sarà analizzata.
giovedì 12 aprile 2018
GRANDI NAVI, BALDIN (M5S): "LA REGIONE NON PONE UN FRENO AL LORO INGRESSO IN LAGUNA"
Una mozione presentata da Erika Baldin (M5S) al consiglio regionale chiede che sul tema delle grandi navi la Regione riconsideri il suo sì al comitatone e tuteli la laguna. La mozione, come è emerso nel dibattito in aula, è stata per alcuni aspetti superata dai provvedimenti governativi che hanno modificato lo scenario: «Dato che il voto finale alla mozione sarebbe stato negativo, per la presenza di un punto nel quale chiedevo di rivalutare il proprio sì al passaggio delle grandi navi per Marghera attraverso il canale di Malamocco – avverte la consigliera - ho accettato che venisse tolto dal dispositivo finale.
Ciò non toglie che il consiglio, con un solo astenuto e ben 40 voti a favore, abbia approvato la mia richiesta in cui si impegna la giunta a rendere disponibili gli atti trasmessi dall’Autorità Portuale sulle analisi delle alternative per la crocieristica di Venezia e le altre relazioni prese in esame, nonché a tutti gli atti su cui si basò il documento finale del Comitatone, al fine di assicurare la più ampia trasparenza e conoscibilità in merito alla scelta della Regione di votare favorevolmente quel documento». Conclude Baldin: «Tuttavia, ne prendo atto, la Regione non ha la minima intenzione di porre un freno all'entrata dei giganti del mare a Venezia. Questo non ci lascia tranquilli e continueremo a batterci in tutte le sedi per tutelare la città, il suo patrimonio artistico-culturale e la sostenibilità ambientale».
Ciò non toglie che il consiglio, con un solo astenuto e ben 40 voti a favore, abbia approvato la mia richiesta in cui si impegna la giunta a rendere disponibili gli atti trasmessi dall’Autorità Portuale sulle analisi delle alternative per la crocieristica di Venezia e le altre relazioni prese in esame, nonché a tutti gli atti su cui si basò il documento finale del Comitatone, al fine di assicurare la più ampia trasparenza e conoscibilità in merito alla scelta della Regione di votare favorevolmente quel documento». Conclude Baldin: «Tuttavia, ne prendo atto, la Regione non ha la minima intenzione di porre un freno all'entrata dei giganti del mare a Venezia. Questo non ci lascia tranquilli e continueremo a batterci in tutte le sedi per tutelare la città, il suo patrimonio artistico-culturale e la sostenibilità ambientale».
mercoledì 4 aprile 2018
ULSS 3 SERENISSIMA, FIRMATO IL NUOVO CONTRATTO DI LAVORO DECENTRATO AZIENDALE
È stato sottoscritto oggi, tra la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali e RSU dei lavoratori, il nuovo contratto decentrato aziendale dell’ULSS 3 Serenissima. Si tratta di un momento storico per l’Unità Sanitaria veneziana nata il 1° gennaio 2017 dalla fusione per incorporazione nell’allora ULSS 12 Veneziana delle ULSS 13 di Mirano-Dolo e ULSS 14 di Chioggia. Attraverso il contratto sono stati disciplinati i più importanti istituti giuridici ed economici necessari per una gestione unitaria dei quasi 6500 dipendenti del comparto, che da oggi potranno dirsi dipendenti della ULSS 3 Serenissima, e non più “ex” di altre Unità Sanitarie. Le parti sono pervenute all’odierna sottoscrizione dopo un anno di incontri e tavoli di trattativa, ad esito dei quali sono stati di volta in volta siglati 14 tra accordi e pre-intese, poi confluiti organicamente nel contratto decentrato. Il risultato è un testo organico che disciplina, tra l’altro, il sistema delle relazioni sindacali, l’orario di lavoro, i contingenti minimi di sciopero, la produttività, il lavoro straordinario, il part-time, le progressioni orizzontali, gli spostamenti volontari interni. Il contratto è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali e dalle RSU ad esito, si ribadisce, di un serrato e cadenzato confronto con la ULSS, che ha consentito di esaminare nel dettaglio ogni aspetto critico dei diversi istituti trattati e trovare per ciascuno il necessario punto d’incontro, a salvaguardia dell’organizzazione e a tutela dei lavoratori, nel comune intento di perseguire l’interesse pubblico di un servizio sanitario all’altezza delle aspettative del cittadino. «La firma del primo contratto aziendale dell’ULSS unica veneziana – evidenzia il direttore generale Giuseppe Dal Ben – costituisce un passaggio di grande significato. Tenacemente abbiamo voluto il dialogo con il sindacato, e tenacemente lo abbiamo tenuto sempre aperto: oggi poniamo un altro, fondamentale mattone nell’edificazione della ULSS 3 Serenissima, una pietra angolare, perché il nuovo contratto riguarda i lavoratori, che sono il vero patrimonio della ULSS. Ringrazio il sindacato, che pur ovviamente partendo da posizioni diverse non ha mai perso di vista il più alto obiettivo comune e si è sempre posto al tavolo in termini costruttivi. E in un momento di grandi cambiamenti e di comprensibili criticità organizzative, non è cosa di poco conto».
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