venerdì 26 agosto 2016

" TRAUMA TEAM " LA SQUADRA DI SOCCORSO PIU' VELOCE DELL'AMBULANZA

(26.08.16) C’è un équipe di medici specialisti che, in caso di incidente, arriva all’Ospedale dell’Angelo ancor prima che l’ambulanza porti l’infortunato con gravi traumi: “E’ proprio così che interviene il ‘Trauma Team’ dell’Ospedale dell’Angelo”, spiega la responsabile, la dottoressa Debora Saggioro. “Prima ancora che la vittima dell’incidente stradale, o del crollo, o dell'infortunio sul lavoro, sia caricata sui mezzi di soccorso per la centralizzazione, la Centrale Operativa del Suem 118 ci allerta, e ci consente di trasferirci insieme, per andare ad attenderlo, nell’area attrezzata per queste evenienze”. All’arrivo del paziente al Pronto Soccorso – parliamo di pazienti vittime di gravi traumi, che sono circa 150 ogni anno – tutto è già pronto. Sono pronti i diversi componenti del “Trauma Team”, cioè il medico di Pronto Soccorso, il chirurgo d’urgenza, l’anestesista-rianimatore, gli infermieri e gli operatori sanitari; è pronta la “shock room”, una sala dedicata adiacente all’Area Rossa, dove sono concentrate tutte le strumentazioni che, in caso di trauma grave, possono salvare una vita. Sono infine pronte ad essere attivate le procedure speciali proprie del Trauma Team: “La prima regola del ‘Trauma Team’ – spiega la dottoressa Saggioro – è che tutti i suoi componenti utilizzano un linguaggio comune e uno stesso metodo di lavoro, a cui sono debitamente formati. La seconda regola è la seguente: controllare rapidamente le condizioni a rischio per la sopravvivenza, recuperare la riserva funzionale del paziente, rimandare ad un momento successivo la correzione definitiva della lesione”.
A contribuire al miglior trattamento del paziente gravemente traumatizzato è anche la piena collaborazione tra il “Trauma Team” dell’Angelo e la Centrale Operativa del Suem118: “Mentre soccorriamo le vittime degli incidenti – spiega il Direttore Paolo Caputo – assegniamo a ciascuna di esse uno ‘score’, un punteggio da uno a quattro, valutando una serie definita di parametri: siamo così in grado di decidere subito, proprio in base allo ‘score’, se il traumatizzato grave che stiamo soccorrendo può essere accolto al Pronto Soccorso più vicino, oppure se è necessario trasportarlo all’Angelo, per affidarlo direttamente al ‘Trauma Team’. Grazie a questa procedura in questi anni sono calati drasticamente i traumatizzati portati prima in un ospedale locale e trasferiti poi all’Angelo perché troppo gravi, e si è ridotto anche il numero dei pazienti centralizzati all’Angelo senza che ce ne fosse effettivamente il bisogno”. Il “Centro del Trauma” dell’Ospedale di Mestre, attivo dal 2009, opera con le stesse tecniche e con gli stessi obiettivi degli altri “Centri del Trauma” sorti nel Veneto e collegati, proprio in queste settimane, dalla Regione Veneto, nella “Rete del Trauma”. Quello di Mestre è uno dei cinque “ad alta specializzazione”, e con i suoi risultati dimostra quanto siano efficaci – per le vittime di incidenti sulla strada e sul lavoro, di crolli, di cadute, di schiacciamenti – queste realtà innovative che operano in rete: “All’Ospedale di Mestre – sottolinea il Direttore Generale dell’Ulss 12 Giuseppe Dal Ben – la sopravvivenza dei pazienti affidati al ‘Trauma Team’ è salita fino al 90%, rispetto al 60% osservato, a parità di compromissione degli organi vitali, in pazienti accolti e assistito con le metodologie tradizionali. E dal 2009 ad oggi la mortalità si è abbassata da 25% al 17%, con punte positive anche fino al 15%, il che significa in concreto decine e decine di vite salvate ogni anno, decine e decine di vittime di incidenti che sopravvivono invece che morire”.
Nelle foto, la dottoressa Saggioro (al centro) con alcuni componenti del Trauma Team, e immagini dalla Rianimazione

RACCOLTA MATERIALE PER I TERREMOTATI SOSPESA PER RAGGIUNTI LIMITI DI SPAZIO

foto dalla pagina fb OCCHIO SPINEA
RIVIERA DEL BRENTA/MIRANESE “Raccolta materiale per i terremotati sospesa per raggiunti limiti di spazio”. Persino troppa generosità! Il dramma del terremoto successo in centro Italia ha scosso profondamente i cuori di tante persone e ha generato una vera gara di solidarietà per aiutare le vittime del scisma. Una solidarietà, a volte improvvisata, che rischia di risultare addirittura inutile. Per il territorio del Miranese si sono mossi alcuni cittadini di Spinea che hanno pubblicato sui social l’apertura di un centro di raccolta viveri e generi di prima necessità da inviare nei centri sinistrati. In un solo giorno centinaia di cittadini del territorio, provenienti anche da Mestre, hanno portato talmente tanta roba che gli organizzatori hanno dovuto chiudere il centro di raccolta, non sapendo più dove sistemare il materiale recapitato. Il magazzino destinato alla raccolta si è infatti riempito in poche ore. Lo stesso è capitato anche a Quarto d’Altino, dove in poche ore la gente ha portato ogni ben di Dio. Per la Riviera del Brenta il maggior centro di raccolta è stato individuato presso la sede della Croce Rossa di Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, a Paluello di Stra. I responsabili del centro hanno chiesto in particolare piatti, bicchieri e posate in plastica, tovaglioli di carta, alimenti a lunga conservazione e prodotti per l’igiene. Anche nei paesi rivieraschi la generosità si sta dimostrando di gran lunga superiore ad ogni aspettativa e i responsabili del centro non sanno più dove sistemare il materiale pervenuto. Tanta generosità rischia però di essere inutile. I coordinatori presenti nei paesi colpiti dal terremoto hanno chiesto di non recapitare materiale o cibo se non espressamente richiesto. Il sindaco di Rieti e il Presidente della Provincia hanno fatto sapere che sono già strapieni di beni e, al momento, qualsiasi recapito di materiale può creare solo problemi di stoccaggio e rischia di intasare le strade.
FOTO DALLA PAGINA FB OCCHIO SPINEA

mercoledì 24 agosto 2016

INCIDENTE SUL NAVIGLIO SEI TURISTI FERITI ALLA TESTA



Stra - Nonostante gli avvisi della guida turistica dati in lingue diverse,
sei persone in viaggio su un battello da Padova a Venezia lungo il canale
Naviglio, hanno sbattuto con la testa contro il ponte sul fiume che collega
Stra a Vigonovo.  Le persone ferite si trovavano al piano superiore della
barca, sulla quale erano imbarcate una trentina di turisti italiani,
francesi e tedeschi.
I feriti sono stati portati negli ospedali di Dolo, Padova e Mestre. Uno dei
feriti è stato subito dimesso, per gli altri cinque sono state necessarie le
cure del pronto soccorso. Il più grave è ricoverato presso l'ospedale
dell'Angelo di Mestre. Il magistrato veneziano di turno sta aspettando il
responso dei medici sulla sue salute per decretare o no il sequestro del
battello di proprietà di una ditta padovana.

PROTEZIONE CIVILE DELLA CITTA' METROPOLITANA DI VENEZIA 30 VOLONTARI IN PRE-ALLERTA

La protezione civile della città metropolitana di Venezia in stato di pre allerta per andare a portare soccorso nelle regioni colpite dal devastante terremoto della notte scorsa, sono state chieste delle specificità riguardanti soprattutto il montaggio tende, una trentina di volontari della provincia hanno dato la disponibilità.
un mezzo di soccorso fotografato mercoledì mattina mentre si dirige nell'area colpita

martedì 23 agosto 2016

NON UNA GOCCIA D'ACQUA ENTRA NELL'OSPEDALE DELL'ANGELO

Non una goccia d’acqua entra nell’Ospedale dell’Angelo Non una goccia d’acqua entra nell’Ospedale dell’Angelo se le finestre sono chiuse. Chiunque abbia messo piede in Ospedale, e non parli da lontano a partire da foto ricevute via email, sa che all’Angelo d’estate le finestre sono sempre aperte, e che restano aperte anche in caso di temporale in una posizione che, pur impedendo l’ingresso dell’acqua, permette il ricambio dell’aria. Come accaduto altre volte, senza danno alcuno, la particolare intensità del temporale di domenica ha permesso alla pioggia di entrare: in queste occasioni, mentre si aziona la chiusura ermetica della vetrata, rinunciando al ricambio dell’aria per il tempo del fortunale, si bagna l’area del ballatoio al primo piano, e l’acqua arriva al più nel giardino della hall, un’area “aperta” altrimenti innaffiata artificialmente; viene subito raccolta dal personale, e la cosa non crea il minimo danno, né disagi, neanche minimi. Nessun area operativa dell’Ospedale dell’Angelo ha il benché minimo problema di tenuta: lo sanno benissimo i pazienti, i degenti, gli operatori dell’Ospedale. E’ sconcertante che non lo sappia, e che parli per sentito dire, un consigliere che siede proprio in Commissione Sanità.

venerdì 19 agosto 2016

NOTE DI SERENITÀ ALL'OSPEDALE CIVILE DI VENEZIA GRAZIE AL PIANOFORTE DONATO DA SOFIA TALART

(19.08.16) Un mese di note soffuse all’Ospedale Civile: le sta regalando il pianoforte che è stato collocato il 20 luglio nella hall di ingesso del Padiglione Jona, e a disposizione di chi, nel rispetto dell’ambiente ospedaliero, vuole fermarsi per un momento musicale anche improvvisato, piccolo regalo di serenità a chi frequenta l’Ospedale. Il pianoforte è giunto nel giorno del secondo compleanno del Padiglione Jona, nuovo cuore pulsante del complesso ospedaliero, la cui inaugurazione risale appunto al 20 luglio del 2014. E’ stato donato da Sofia Taliani, cantante e pianista italiana, con la sua “United Street Pianos”, l’associazione impegnata a collocare pianoforti nei più significativi luoghi pubblici. Per donare lo strumento all’Ospedale di Venezia, Sofia Taliani e “United Street Pianos” si sono impegnati in una raccolta fondi che ha coinvolto Veneziani e amanti della Città, e che ha permesso di coprire non solo l’acquisto del pianoforte, ma anche l'accordatura e le spese per la collocazione. Il trasporto è stato regalato da Pandolfo Trasporti. “La musica in Ospedale è un grande segno di accoglienza e umanità – ha commentato il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – coerente con l’impegno perseguito dall’Ulss 12 Veneziana per una cura e un’assistenza che sappiano farsi carico della persona malata in tutti i modi possibili”. Commentando la collocazione del pianoforte, il Direttore ha ricordato altre esperienze in cui la musica è diventata compagna di viaggio preziosa per l’Azienda sanitaria veneziana, non ultimi i concerti proposti, proprio all’Ospedale Civile e proprio in Reparto, per i degenti dell’Oncologia e i loro familiari. In queste settimane, Sofia Taliani e la sua associazione hanno contribuito con la loro presenza alla nuova esperienza: la stessa musicista e molti amici della “United Street Pianos” sono passati frequentemente per… salutare il pianoforte e per eseguire sulla sua tastiera qualche intermezzo di musica, a volte anche con l’accompagnamento del canto e di altri strumenti musicali: anche grazie al pianoforte dello Jona i Veneziani entrano nell’Ospedale Civile, per renderlo più vivo, dimostrando di sentirlo proprio. Vive grazie alla presenza dei Veneziani il pianoforte donato all’Ospedale Civile

giovedì 18 agosto 2016

MUORE SUL COLPO USCENDO DI STRADA IL CANE PER DUE ORE NON FA AVVICINARE NESSUNO

Centra con l’auto un grosso platano e muore sul colpo. La vittima è il 54enne Antonio Canato, residente da 4 anni in via Vespucci a Prozzolo di Camponogara ma originario di Dolo. Si è salvato il cane che era in macchina con lui. Dopo l’urto e una doppia carambola dell’auto giù per l’ex argine del fiume Brenta vecchio, successo alle 23.30 di mercoledì a Calcroci di Camponogara, l’animale di grossa taglia non ha fatto avvicinare nessuno per quasi due ore. Per estrarre dal veicolo il corpo senza vita dell’uomo sono intervenuti gli accalappiacani. L’auto è andata completamente distrutta e i vigili del fuoco di Mira hanno dovuto usare le cesoie per tranciare le lamiere della macchina ed estrarre il corpo di Antonio Canato. L’uomo era appena partito da un bar del luogo. E’ uscito di strada da solo. I funerali si svolgeranno sabato alle 10.30 a Calcroci di Camponogara.