Anche dal Club Alpino Italiano giunge una mano tesa agli ospedali e ai servizi sanitari dell'ULSS 3 Serenissima. Nei giorni scorsi i presidenti delle sezioni CAI di Mestre, Dolo, Mirano, Chioggia e Venezia hanno incontrato il direttore generale Giuseppe dal Ben, e gli hanno consegnato la cifra raccolta tra gli iscritti, che assomma a più di settemila euro. L'ULSS veneziana farà confluire la somma nella più vasta raccolta di fondi a sostegno delle attività svolte durante l'emergenza, sotto la guida dell'Unità di Crisi regionale.
«Gli aderenti – ha spiegato il presidente del CAI di Mestre, Francesco Abbruscato – hanno aderito con entusiasmo all'iniziativa del CAI Veneto, che ha voluto contribuire all’enorme sforzo che il servizio sanitario regionale si è trovato a compiere nell’emergenza da Covid-19. In tutte le sezioni è stata avviata una concreta gara di solidarietà, che ha portato a consegnare oggi il frutto di uno sforzo comune, segno di ringraziamento agli operatori della sanità».
Commenta il direttore Dal Ben: «È un piacere e un onore accogliere questa donazione. Ha il sapore della solidarietà vera, quella che viene dagli uomini e dalle donne appassionati alla montagna e alle grandi imprese: sentiamo in questo dono il riconoscimento pieno per una questione che ancora il personale e le strutture della sanità veneziana stanno affrontando, con il grande impegno di chi sa che davanti c’è come una montagna da scalare, un sentiero pericoloso da percorrere aiutandosi a vicenda fino al termine».
mercoledì 24 giugno 2020
lunedì 22 giugno 2020
IMPRESE IN CRISI PER IL COVID, L'ENTE BILATERALE VENETO-FRIULI IN UN MESE HA GESTITO PIÙ DI 2000 RICHIESTE DI SOSTEGNO
Parafrasando Jacques Delors, che definì l’Unione Europea un UPO, cioè un “Unidentified Political Object” (oggetto politico non identificato), Federico Razzetti di Secondo Welfare -una delle maggiori realtà italiane in tema di prestazioni sociali- mette in guardia gli enti bilaterali italiani dal rischio di essere dei misteriosi USO “Unidentified Social Objects” ovvero degli “oggetti sociali non identificati”. Questo però non è il caso dell’Ente Bilaterale Veneto Friuli-Venezia Giulia, ente del Commercio e del Turismo costituito da Confesercenti e organizzazioni sindacali, considerato ente virtuoso tra gli enti bilaterali, che annovera da alcuni anni esperienze e iniziative concrete nel campo della formazione, dell’innovazione, del welfare, conciliazione dei tempi di vita e lavoro, rimborsi.
Oggi infatti per lavoratori e aziende, diventa fondamentale conoscere in maniera più approfondita il mondo degli enti bilaterali, in vista proprio delle difficoltà economiche che le famiglie e le aziende stesse vanno incontro: crisi aziendali e rischio di chiusure, sospensione del lavoro o futuri licenziamenti, calo dei consumi, contributi pubblici che non arrivano. Basti pensare che, nella fase cruciale dell’emergenza sanitaria, a seguito di decreti definiti «poco chiari e farraginosi», l'Ente Bilaterale Veneto Friuli si è distinto da altri enti per aver avuto l’intuizione di attivare lo sportello anti crisi, allo scopo di offrire assistenza, informazioni e aggiornamenti quanto agli ammortizzatori.
Mentre altri enti bilaterali chiudevano gli uffici, quello veneto e friulano ha garantito un presidio telefonico in ufficio per rispondere alle centinaia di richieste in argomento. Inoltre, al fine di agevolare le procedure semplificate di consultazione sindacale per la richieste di cassa integrazione in deroga e fondo di solidarietà, è stato creato un portale, molto apprezzato dai consulenti del lavoro, denominato P.A.S.S. (Portale per Accordi Sindacali per Ammortizzatori Sociali), al fine di far risparmiare tempo ad aziende e professionisti, eliminare i contatti fisici in sede di consultazione sindacale e caricare le richieste, ottenendo mediamente in un giorno gli accordi sindacali firmati a livello virtuale.
Così facendo, l'Ente Bilaterale Veneto Friuli in un mese ha gestito più di duemila richieste, per oltre undicimila lavoratori che hanno potuto chiedere successivamente il denaro delle integrazioni salariali dovute alle sospensioni dal lavoro. Altro riconoscimento ottenuto dall'Ente è l'essersi preoccupato della continuità dei servizi erogati a favore degli iscritti, consapevole della poca liquidità delle famiglie in attesa degli ammortizzatori sociali. La continuità dei servizi è stata molto apprezzata da aziende e lavoratori, che hanno continuato a chiedere rimborsi e prestazioni per integrare parte del loro reddito: visto che proprio alcuni servizi attivati in tempi non sospetti si sono rivelati assolutamente efficaci nel rispondere ad esigenze particolari proprio di questo periodo cosi particolare.
Ad esempio, per le imprese iscritte, i contributi per la stesura del protocollo di sicurezza, per le spese per i dispositivi di protezione individuale, e altri tipi di intervento come i cartelloni e le informazioni da distribuire gratuitamente, oltre la creazione di un sito dove chiedere rimborsi per spese sull’innovazione, pensato per rimborsare anche il “contapersone”, apparecchi di misurazione termica, di igienizzazione, di prenotazione o spese a domicilio. Infine, l'Ente Bilaterale evidenzia la collaborazione con la piattaforma NoiCiSiamo, sviluppata da Innova, che mette in relazione 17 Distretti del Commercio in Veneto e molti altri partners, per permettere di conoscere tutte le attività commerciali che effettuano consegne a domicilio, e di sapere in quali di queste è possibile spendere voucher di welfare aziendale oppure i buoni sociali erogati ai meno abbienti dai Comuni.
Oggi infatti per lavoratori e aziende, diventa fondamentale conoscere in maniera più approfondita il mondo degli enti bilaterali, in vista proprio delle difficoltà economiche che le famiglie e le aziende stesse vanno incontro: crisi aziendali e rischio di chiusure, sospensione del lavoro o futuri licenziamenti, calo dei consumi, contributi pubblici che non arrivano. Basti pensare che, nella fase cruciale dell’emergenza sanitaria, a seguito di decreti definiti «poco chiari e farraginosi», l'Ente Bilaterale Veneto Friuli si è distinto da altri enti per aver avuto l’intuizione di attivare lo sportello anti crisi, allo scopo di offrire assistenza, informazioni e aggiornamenti quanto agli ammortizzatori.
Mentre altri enti bilaterali chiudevano gli uffici, quello veneto e friulano ha garantito un presidio telefonico in ufficio per rispondere alle centinaia di richieste in argomento. Inoltre, al fine di agevolare le procedure semplificate di consultazione sindacale per la richieste di cassa integrazione in deroga e fondo di solidarietà, è stato creato un portale, molto apprezzato dai consulenti del lavoro, denominato P.A.S.S. (Portale per Accordi Sindacali per Ammortizzatori Sociali), al fine di far risparmiare tempo ad aziende e professionisti, eliminare i contatti fisici in sede di consultazione sindacale e caricare le richieste, ottenendo mediamente in un giorno gli accordi sindacali firmati a livello virtuale.
Così facendo, l'Ente Bilaterale Veneto Friuli in un mese ha gestito più di duemila richieste, per oltre undicimila lavoratori che hanno potuto chiedere successivamente il denaro delle integrazioni salariali dovute alle sospensioni dal lavoro. Altro riconoscimento ottenuto dall'Ente è l'essersi preoccupato della continuità dei servizi erogati a favore degli iscritti, consapevole della poca liquidità delle famiglie in attesa degli ammortizzatori sociali. La continuità dei servizi è stata molto apprezzata da aziende e lavoratori, che hanno continuato a chiedere rimborsi e prestazioni per integrare parte del loro reddito: visto che proprio alcuni servizi attivati in tempi non sospetti si sono rivelati assolutamente efficaci nel rispondere ad esigenze particolari proprio di questo periodo cosi particolare.
Ad esempio, per le imprese iscritte, i contributi per la stesura del protocollo di sicurezza, per le spese per i dispositivi di protezione individuale, e altri tipi di intervento come i cartelloni e le informazioni da distribuire gratuitamente, oltre la creazione di un sito dove chiedere rimborsi per spese sull’innovazione, pensato per rimborsare anche il “contapersone”, apparecchi di misurazione termica, di igienizzazione, di prenotazione o spese a domicilio. Infine, l'Ente Bilaterale evidenzia la collaborazione con la piattaforma NoiCiSiamo, sviluppata da Innova, che mette in relazione 17 Distretti del Commercio in Veneto e molti altri partners, per permettere di conoscere tutte le attività commerciali che effettuano consegne a domicilio, e di sapere in quali di queste è possibile spendere voucher di welfare aziendale oppure i buoni sociali erogati ai meno abbienti dai Comuni.
CASE DI RIPOSO, IN VENETO È ORA POSSIBILE PER I PARENTI RENDERE VISITA PER MEZZ'ORA AGLI ANZIANI OSPITI
Da oggi, i parenti degli anziani ricoverati nelle case di riposo del Veneto possono rendere loro visita, per trenta minuti e al massimo due persone per ogni ospite. Lo ha reso noto la Regione, attraverso la nuova ordinanza del presidente Zaia, comunicata nella conferenza odierna assieme all'assessora alle Politiche Sociali Manuela Lanzarin.
Oltre alla naturale mascherina, occorrerà prenotare le visite, comunicare alle residenze il proprio stato di salute, e si renderà necessaria una firma quale "accordo di responsabilità". Le case di riposo terranno traccia delle visite nei 14 giorni precedenti. Saranno comunque preferite le visite negli spazi aperti, e mai nella camera dell'ospite.
L'ordinanza sblocca anche i nuovi ingressi nelle strutture, previo tampone e quarantena di due settimane per coloro che provengono dalla propria abitazione. I tamponi comunque proseguiranno per anziani e operatori delle residenze ogni 20 giorni.
Oltre alla naturale mascherina, occorrerà prenotare le visite, comunicare alle residenze il proprio stato di salute, e si renderà necessaria una firma quale "accordo di responsabilità". Le case di riposo terranno traccia delle visite nei 14 giorni precedenti. Saranno comunque preferite le visite negli spazi aperti, e mai nella camera dell'ospite.
L'ordinanza sblocca anche i nuovi ingressi nelle strutture, previo tampone e quarantena di due settimane per coloro che provengono dalla propria abitazione. I tamponi comunque proseguiranno per anziani e operatori delle residenze ogni 20 giorni.
venerdì 19 giugno 2020
REGIONE E CITTÀ METROPOLITANA BOCCIANO IL BILANCIO DELL'AUTORITÀ PORTUALE, FUTURO INCERTO PER GLI SCALI DI VENEZIA E CHIOGGIA
Il voto contrario espresso dalla rappresentante della Regione Veneto, Anna Maria Campitelli, e della Città Metropolitana, Fabrizio Giri, ha di fatto bocciato l'approvazione del bilancio annuale dell'Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico settentrionale, retta dalla presidenza di Pino Musolino. La questione, che per alcuni è prettamente politica, è stata motivata con le dazioni in denaro che l'Autorità aveva versato nei confronti delle imprese del gruppo Mantovani per il rispetto della concessione in atto, pari a 9 milioni. La manovra sta provocando, come logico, un terremoto nelle relazioni professionali che intessono il porto, mettendo a rischio il futuro e l'operatività degli scali di Venezia e Chioggia: si parla di 1269 imprese e 21mila lavoratori.
«Il voto espresso dalla Città Metropolitana rappresenta anche il sindaco di Chioggia, che non andrebbe contro i lavoratori portuali», spiega Musolino, convinto della buona fede della Regione e dell'operato dell'ente che dirige, con oltre 10 milioni di utile e 25 milioni di avanzo l'anno. Dal canto suo il presidente di Assoagenti Veneto, Alessandro Santi, rileva che «non possiamo non interrogarci riguardo cosa accadrà domani. Venezia è un porto che ha bisogno di scelte rapide su temi come la manutenzione dei canali, i dragaggi, l’ingresso delle grandi navi. La discontinuità nella governance potrebbe generare ulteriori criticità per la soluzione di problemi che in alcuni casi timidamente si stavano avviando verso risultati concreti, e per altri che potrebbero ora apparire alla stregua di strade senza uscita».
«Il voto espresso dalla Città Metropolitana rappresenta anche il sindaco di Chioggia, che non andrebbe contro i lavoratori portuali», spiega Musolino, convinto della buona fede della Regione e dell'operato dell'ente che dirige, con oltre 10 milioni di utile e 25 milioni di avanzo l'anno. Dal canto suo il presidente di Assoagenti Veneto, Alessandro Santi, rileva che «non possiamo non interrogarci riguardo cosa accadrà domani. Venezia è un porto che ha bisogno di scelte rapide su temi come la manutenzione dei canali, i dragaggi, l’ingresso delle grandi navi. La discontinuità nella governance potrebbe generare ulteriori criticità per la soluzione di problemi che in alcuni casi timidamente si stavano avviando verso risultati concreti, e per altri che potrebbero ora apparire alla stregua di strade senza uscita».
giovedì 18 giugno 2020
METEO, ANCORA INSTABILITÀ OGGI E DOMANI, CON POSSIBILI TEMPORALI E ROVESCI
Non è ancora finita l'ondata di maltempo che, a macchia di leopardo, si era diffusa nei giorni scorsi sopra il Veneto. Prosegue infatti l'instabilità meteorologica, con probabili rovesci sparsi e locali temporali, anche intensi specie sulle zone montane e sulla pianura settentrionale. Alla luce di queste previsioni, il centro funzionale decentrato della Protezione Civile regionale ha dichiarato lo stato di attenzione (allerta gialla) per criticità idrogeologica in tutto il territorio, valido dalle ore 14 di oggi (giovedì 18) alle 8 di domani. Dalle ore centrali di venerdì 19 sarà possibile ancora subire gli effetti dell’instabilità, che saranno oggetto di eventuali successivi aggiornamenti.
lunedì 15 giugno 2020
CORONAVIRUS, L'ULSS 3 SERENISSIMA: «A OGGI ESEGUITI 85MILA TAMPONI, ANCHE AGLI ASINTOMATICI. ALTRO CHE DEPOTENZIAMENTO»
A oggi l'ULSS 3 Serenissima ha praticato oltre 85mila tamponi dall'inizio dell'epidemia. Lo ha rivelato il direttore generale Giuseppe dal Ben nel corso della consueta conferenza settimanale, per la prima volta in presenza dopo mesi: «I tamponi si effettuano per fare diagnosi, ma anche per fare prevenzione», ha dichiarato il direttore. «Non è un caso, infatti, che se in un primo momento si effettuava il tampone solo sui pazienti sintomatici, ora i tamponi vengono eseguiti anche sugli asintomatici. Vale a dire che, se si trova una persona positiva al Covid-19, si esegue sempre l’indagine epidemiologica per individuare chi gli è stato a stretto contatto perché è più a rischio di contrarre il virus ma, a differenza di prima, il tampone viene somministrato a tutti i contatti, anche se non presentano sintomi».
Cala l’andamento dei ricoveri per Coronavirus e, soprattutto da giorni, non ci sono più casi in terapia intensiva: «Si tratta di un dato molto importante - prosegue Dal Ben - che sta consentendo di tornare alla normalità per quanto riguarda l’attività ospedaliera. Ricordo che eravamo partiti con 54 posti letto di terapia intensiva e siamo arrivati ad allestirne, anche con il ruolo centrale dell’ospedale di Dolo (centro Covid), ben 101, per poi scendere a 93 ed attualmente a 75».
Ad oggi l'ULSS 3 Serenissima ha effettuato 85mila 666 tamponi: di questi il 3,8% è risultato positivo. Sono stati effettuati più tamponi alle donne (65%) che agli uomini (35%). Il 42% ha riguardato la fascia di età tra 45 e 64 anni; il 28% la fascia tra 18 e 44 anni; il 21% gli over 75. I tamponi hanno riguardato le persone più a rischio di contrarre il Covid-19: in primis i sanitari dell’ULSS, ma anche il personale delle strutture accreditate, i volontari della protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine.
Ad oggi è stato sottoposto al tampone il 98% del personale dipendente dell'ULSS 3 e il 97% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta del territorio. Ogni venti giorni viene anche sottoposto a tampone il personale delle case di riposo e delle altre strutture sociosanitarie dell'ULSS 3. Se al 14 aprile risultavano positivi al Covid-19 315 ospiti e 137 operatori, oggi non c’è nessun positivo.
«Il dato dimostra inequivocabilmente – ha rimarcato il direttore Dal Ben – il lavoro stringente che abbiamo dedicato quotidianamente alle residenze per anziani, con suggerimenti, interventi, formazione. Sapevamo che quelle strutture erano occupate dalle persone più fragili, ospiti che il virus avrebbe aggredito senza pietà ed è per questo che ci siamo affiancati e siamo anche entrati nelle case di riposo, dando massima priorità ed attenzione». Dati buoni che vengono confermati anche dagli accessi ai servizi di emergenza-urgenza: su 17449 accessi al Pronto Soccorso, registrati tra il 4 maggio e 14 giugno, sono stati eseguiti 3352 tamponi (20%), di cui solo 13 persone sono risultate positive al Covid-19 (cioè lo 0,39%).
La Fondazione GIMBE, tra la fine di aprile e inizio maggio, aveva trasmesso la propria analisi nazionale relativa all'effettuazione dei tamponi, posizionando il Veneto come una delle Regioni più virtuose. Successivamente GIMBE ha diffuso per il Veneto dati che sembravano indicare un calo nel numero di test effettuati, dati che però non corrispondono alla realtà: l’Unità di Crisi regionale ha già evidenziato come l’attività in oggetto non è mai diminuita.
E nell'ULSS 3, i dati del periodo 22 aprile – 6 maggio confermano un numero medio di tamponi al giorno per 100mila abitanti pari a 185, il quale contribuisce al conseguimento dei 166 tamponi di media al giorno per 100mila abitanti che porta il Veneto tra le regioni più virtuose. Anche calcolando il periodo più esteso 22 aprile – 11 giugno, cioè arrivando ad oggi con le rilevazioni, nell’ULSS 3 Serenissima si conferma il dato molto alto di 165 tamponi medi al giorno per 100mila abitanti.
«Respingiamo al mittente – commenta Dal Ben – l’ipotesi di GIMBE relativamente ad un depotenziamento del progetto tamponi in Veneto e quindi nelle ULSS della regione: al contrario, i numeri dicono che l’attenzione è sempre alta. In questo periodo, quando scatta un’indagine epidemiologica, gli operatori eseguono i tamponi anche ai contatti asintomatici del caso positivo, come da disposizioni: siamo attenti a verificare ogni possibile contagio».
Cala l’andamento dei ricoveri per Coronavirus e, soprattutto da giorni, non ci sono più casi in terapia intensiva: «Si tratta di un dato molto importante - prosegue Dal Ben - che sta consentendo di tornare alla normalità per quanto riguarda l’attività ospedaliera. Ricordo che eravamo partiti con 54 posti letto di terapia intensiva e siamo arrivati ad allestirne, anche con il ruolo centrale dell’ospedale di Dolo (centro Covid), ben 101, per poi scendere a 93 ed attualmente a 75».
Ad oggi l'ULSS 3 Serenissima ha effettuato 85mila 666 tamponi: di questi il 3,8% è risultato positivo. Sono stati effettuati più tamponi alle donne (65%) che agli uomini (35%). Il 42% ha riguardato la fascia di età tra 45 e 64 anni; il 28% la fascia tra 18 e 44 anni; il 21% gli over 75. I tamponi hanno riguardato le persone più a rischio di contrarre il Covid-19: in primis i sanitari dell’ULSS, ma anche il personale delle strutture accreditate, i volontari della protezione civile, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine.
Ad oggi è stato sottoposto al tampone il 98% del personale dipendente dell'ULSS 3 e il 97% dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta del territorio. Ogni venti giorni viene anche sottoposto a tampone il personale delle case di riposo e delle altre strutture sociosanitarie dell'ULSS 3. Se al 14 aprile risultavano positivi al Covid-19 315 ospiti e 137 operatori, oggi non c’è nessun positivo.
«Il dato dimostra inequivocabilmente – ha rimarcato il direttore Dal Ben – il lavoro stringente che abbiamo dedicato quotidianamente alle residenze per anziani, con suggerimenti, interventi, formazione. Sapevamo che quelle strutture erano occupate dalle persone più fragili, ospiti che il virus avrebbe aggredito senza pietà ed è per questo che ci siamo affiancati e siamo anche entrati nelle case di riposo, dando massima priorità ed attenzione». Dati buoni che vengono confermati anche dagli accessi ai servizi di emergenza-urgenza: su 17449 accessi al Pronto Soccorso, registrati tra il 4 maggio e 14 giugno, sono stati eseguiti 3352 tamponi (20%), di cui solo 13 persone sono risultate positive al Covid-19 (cioè lo 0,39%).
La Fondazione GIMBE, tra la fine di aprile e inizio maggio, aveva trasmesso la propria analisi nazionale relativa all'effettuazione dei tamponi, posizionando il Veneto come una delle Regioni più virtuose. Successivamente GIMBE ha diffuso per il Veneto dati che sembravano indicare un calo nel numero di test effettuati, dati che però non corrispondono alla realtà: l’Unità di Crisi regionale ha già evidenziato come l’attività in oggetto non è mai diminuita.
E nell'ULSS 3, i dati del periodo 22 aprile – 6 maggio confermano un numero medio di tamponi al giorno per 100mila abitanti pari a 185, il quale contribuisce al conseguimento dei 166 tamponi di media al giorno per 100mila abitanti che porta il Veneto tra le regioni più virtuose. Anche calcolando il periodo più esteso 22 aprile – 11 giugno, cioè arrivando ad oggi con le rilevazioni, nell’ULSS 3 Serenissima si conferma il dato molto alto di 165 tamponi medi al giorno per 100mila abitanti.
«Respingiamo al mittente – commenta Dal Ben – l’ipotesi di GIMBE relativamente ad un depotenziamento del progetto tamponi in Veneto e quindi nelle ULSS della regione: al contrario, i numeri dicono che l’attenzione è sempre alta. In questo periodo, quando scatta un’indagine epidemiologica, gli operatori eseguono i tamponi anche ai contatti asintomatici del caso positivo, come da disposizioni: siamo attenti a verificare ogni possibile contagio».
SCIOPERO DI 3 ORE, GIOVEDÌ MATTINA, PER BUS, TRAM E VAPORETTI DI ACTV: IL SINDACATO USB, «MANCANO PROVVEDIMENTI PER I LAVORATORI»
Giovedì mattina 18 giugno, dalle ore 10 alle 13, l'organizzazione sindacale USB ha indetto uno sciopero dei lavoratori di ACTV, impegnati sia nel servizio di navigazione, che automobilistico e tramviario. La fascia oraria riguarda l'arrivo e la partenza dei mezzi dai depositi, quindi le corse saranno interrotte prima e riprenderanno dopo questo orario.
Il sindacato protesta per l'assenza di misure destinate a sostegno dei lavoratori del trasporto pubblico locale dai decreti governativi. Inoltre, nel mirino della sigla vi è la nuova organizzazione del lavoro in vista delle prossime riaperture, prima fra tutte la scuola a settembre. Durante l'ultimo sciopero indetto dalla stessa USB, nel marzo 2019, il settore di navigazione ha scioperato per l'11.4% mentre quello automobilistico per il 2.2%.
Il sindacato protesta per l'assenza di misure destinate a sostegno dei lavoratori del trasporto pubblico locale dai decreti governativi. Inoltre, nel mirino della sigla vi è la nuova organizzazione del lavoro in vista delle prossime riaperture, prima fra tutte la scuola a settembre. Durante l'ultimo sciopero indetto dalla stessa USB, nel marzo 2019, il settore di navigazione ha scioperato per l'11.4% mentre quello automobilistico per il 2.2%.
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