sabato 13 giugno 2020

IN VENETO DA LUNEDÌ RIAPRIRANNO CINEMA, TEATRI, CIRCHI E CONCERTI LIRICO-SINFONICI. DISCOTECHE, SAGRE E CONGRESSI DAL 19

Da lunedì 15 giugno, in Veneto, potranno riaprire -almeno fino al 10 luglio, periodo della sperimentazione- i cinema e i teatri, i circhi e gli spettacoli viaggianti, i concerti lirici e sinfonici. Lo ha deciso il presidente della giunta veneta Luca Zaia, nell'ordinanza odierna: la Regione dispone le linee guida per stabilire il numero massimo degli spettatori in base alla capienza dello stabile, ma sempre con l'osservanza di uno spazio libero tra due occupati, o comunque di un metro in assenza di sedili.

Così accadrà per esempio all'Arena di Verona, in previsione degli eventi lirici. Per quanto riguarda invece discoteche, sagre, fiere e congressi (ma anche il Casino di Venezia), la riapertura è fissata a venerdì 19 giugno. Rinvio al 25 per gli sport di contatto, anche se Zaia non dispera di poter anticipare. Quanto ai turisti, coloro che risultassero positivi dovranno osservare la quarantena di 14 giorni, mentre la prossima ordinanza riguarderà le case di riposo per anziani.

giovedì 11 giugno 2020

ULSS 3 SERENISSIMA, RADDOPPIATE LE LINEE TELEFONICHE NEI CENTRI DI PRENOTAZIONE PER FAR FRONTE ALLE RICHIESTE POST LOCKDOWN

L’ULSS 3 ha già potenziato le linee telefoniche per la prenotazione di esami e visite mediche al CUP, per far fronte all’aumento delle richieste. Nel distretto di Venezia e Mestre sono lievitate le linee bidirezionali attive, da 60 a 100, e presto verranno portate a 120: qui sono 43 gli operatori disponibili. Nel distretto di Mirano-Dolo le linee erano 30, ora sono 60 e ne verranno attivate 90 in totale, con 32 operatori in campo. Chioggia aveva 15 linee, adesso sono state potenziate arrivando a 60, con 16 operatori. L'ULSS risponde così all'aumento di traffico telefonico in entrata al Centro Unico Prenotazioni, verificatosi con lo spegnimento del lockdown. Le chiamate al CUP sono raddoppiate: nel mese di maggio il distretto del Veneziano ha registrato, rispetto al mese di gennaio, l'aumento del 67% delle telefonate, quello di Mirano Dolo +114%, quello di Chioggia +145%.
«In queste settimane abbiamo anche deciso di sviluppare modelli alternativi di prenotazione per rispondere nel modo più adeguato e veloce ai pazienti che necessitano di una prestazione sanitaria - spiega il direttore generale Giuseppe dal Ben - perciò rilanciamo e promuoviamo quindi altri due servizi di prenotazione online che si affiancheranno alla tradizionale richiesta telefonica». Una di queste, già attiva per le prenotazioni tramite computer, è il sistema di ICup, che nei Distretti del Veneziano e di Mirano-Dolo consente la prenotazione attraverso la compilazione di un form online. L’altra, cliccando un bottone e inserendo le informazioni essenziali, è invece una richiesta veloce per essere ricontattati dagli operatori del CUP entro due giorni.
«Le due funzioni sono presenti nella home page del sito dell'ULSS 3 Serenissima: ne indica il funzionamento Antonio Baccan, il dirigente responsabile dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico. «Su "Prenotazioni e disdette" si sceglie il Distretto di riferimento. Si viene indirizzati così a un modello di compilazione online per la prenotazione della prestazione, dove sarà l’utente a inserire i riferimenti della sua ricetta medica. Oppure, poco più in basso, l’utente può cliccare un bottone verde per chiedere di essere ricontattato dal CUP. Verrà richiamato al massimo entro le 48 ore successive. Quest'ultima è una modalità introdotta da un mese, e nelle ultime quattro settimane quasi tremila persone hanno scelto di utilizzarla: gli utenti che hanno contattato in questo modo il CUP sono stati 231».
Altro metodo di prenotazione pratico e alternativo è quello del progetto Farmacup, e cioè la prenotazione della prestazione nella propria farmacia di fiducia. Nel Distretto veneziano hanno aderito 81 farmacie su 101, 60 su 72 a Mirano Dolo e tutte le 22 di Chioggia. In alcune di queste si può pagare anche il ticket (in 13 farmacie nel distretto di Venezia Mestre, 39 a Mirano-Dolo e una a Chioggia).
Il direttore generale ha aggiornato la situazione dei contagi: ai 1907 casi di positività dal 21 febbraio, se ne sono aggiunti altri due (asintomatici). In isolamento oggi ci sono 141 persone, 9 in meno rispetto a ieri. Dei 68 attualmente positivi solo 14 sono ricoverati: 6 all’ospedale di Dolo e 8 in quello mestrino di Villa Salus. Sono 1598 i guariti dallo scoppiare dell’epidemia, 243 invece i decessi (quelli in ospedale 207). Da dieci giorni nessun caso è mai più transitato in terapia intensiva: «Ma non abbiamo vinto la guerra. E nemmeno la battaglia. Molte persone sono morte per colpa di questo virus. Abbiamo cercato però di difenderci bene», sottolinea Dal Ben. «Dalle prime riaperture di maggio ad ora i contagi sono andati via via calando. Aspettiamo la fatidica data del 15 giugno per capire se questo dato si stabilizza come sembra. Ma dobbiamo continuare a rispettare le distanze, a utilizzare le mascherine, a evitare di frequentare luoghi affollati».

L'AUSTRIA RIAPRE LE PORTE AGLI ITALIANI, CONTE (LEGA): «LA BATTAGLIA PORTATA AVANTI CON GLI OPERATORI TURISTICI HA DATO FRUTTI»

L'Austria ha annunciato che dal 16 giugno riaprirà il confine con l'Italia. Gongola Rosanna Conte, europarlamentare della Lega: «Sono stata tra i primi a denunciare il corridoio che il Paese alpino ha cercato di costruire in queste settimane, per accaparrarsi assieme alla Croazia una buona parte dei turisti del Nord Europa, in particolare della Germania, a scapito dell'Italia e del Veneto. Vienna e Zagabria hanno cercato di sfruttare il coronavirus per alzare un muro con le regioni adriatiche, chiudendo il confine al di là di ogni ragionevole necessità di cautela, e offrendo una sorta di pacchetto turistico last minute mare-monti. Un pacchetto che, con tutto il rispetto, difficilmente può competere con l'offerta veneta tra arte, paesaggio e cultura. Per fortuna, questa concorrenza sleale (e odiosa, visto anche il momento) si è conclusa oggi».
Ribatte Conte: «La battaglia portata avanti inizialmente quasi in solitaria da me e dai miei colleghi della Lega (oltre chiaramente agli operatori del settore) ha dato i suoi frutti. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche: da figlia di albergatori veneti, so che ci faremo trovare pronti e assicureremo agli ospiti soggiorni sicuri e piacevoli. I colpi subiti sono stati profondi, la crisi è epocale: nessun settore economico in Europa ha patito perdite più pesanti. Ma ho fiducia che sapremo ripartire proprio dal turismo. Come ha detto il segretario generale dell'ONU, il turismo può essere una piattaforma per superare la pandemia e promuovere fiducia e solidarietà. Mi impegnerò con tutte le mie forze, dal Veneto a Bruxelles, per fare in modo che questo avvenga».

STRAORDINARIA ONDATA DI GRANDINE A VENEZIA: PER I TUONI «PAR DE ESSAR AL REDENTOR»

«Par de essar al Redentor», si è lasciato scappare ieri pomeriggio un veneziano dalla sorpresa del fragore dei tuoni. Solo che dal cielo, anziché i fuochi d'artificio nella festa più cara ai lagunari, sono scesi chicchi di grandine dalle dimensioni notevoli, come palline da golf: in pochi minuti la città storica si è imbiancata lungo le calli e i ponti, per alternarsi e lasciare spazio a una pioggia copiosa che presto ha portato via con sé i residui dell'estemporanea precipitazione.

Anche altre località lungo il litorale sono rimaste segnate dal veloce quanto veemente passaggio della bomba d'acqua e di ghiaccio, che ha avuto l'effetto di raffreddare il clima. Ma in certi momenti, a zonzo per Venezia, pareva quasi di essere freschi di una nevicata invernale.

mercoledì 10 giugno 2020

ANCORA MALTEMPO IN VENETO: POSSIBILI ROVESCI E GRANDINATE FINO ALLE PRIME ORE DI GIOVEDÌ 11

Tra oggi e le prime ore di domani, giovedì 11 giugno, saranno ancora probabili temporali sparsi in Veneto, con possibilità di qualche fenomeno intenso come forti rovesci e grandinate su Prealpi e pianura, anche se il rischio sarà molto basso. Visti i fenomeni meteorologici previsti, il centro funzionale della Protezione Civile del Veneto avvisa di possibili disagi al sistema fognario e lungo la rete idrografica minore, e del possibile innesco di fenomeni franosi superficiali.
I bacini idrografici interessati dall’avviso di criticità sono il Piave pedemontano, l’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone, l’Adige-Garda e monti Lessini, il Po, il Fissero-Tartaro-Canalbianco e Basso Adige, il Basso Piave, il Sile e Bacino scolante in laguna, il Livenza, il Lemene e Tagliamento, il Basso Brenta-Bacchiglione ed il Fratta Gorzone.
L'ordinaria criticità per rischio temporali, originariamente valida fino alle ore 24 di giovedì 11 giugno, rimane valida fino alle ore 8 di venerdì 12 giugno. Successivamente il rischio di fenomeni intensi sarà molto basso. La Protezione Civile regionale, anche attraverso il proprio centro funzionale decentrato, seguirà l’evoluzione dell’evento e comunicherà tempestivamente ogni eventuale sviluppo negativo.

CASE DI RIPOSO, I SINDACATI VENETI DEI PENSIONATI CHIEDONO LA RIFORMA DELLE RESIDENZE E OSSERVATORI IN OGNI PROVINCIA

Cosa succederà nelle case di riposo venete ora che la situazione si sta “normalizzando” dopo la decimazione causata dal Coronavirus? È la domanda che i sindacati dei pensionati di CGIL, CISL e UIL pongono alla Regione Veneto, di fronte a un numero impressionante di morti (810) che, a loro avviso, testimonia la fragilità delle residenze per anziani e che ne imporrebbe una immediata riforma.
Partendo da tali considerazioni, SPI CGIL, FNP CISL e UILP lanciano un appello a palazzo Balbi, affinché sia riconvocato subito il tavolo regionale, coinvolgendo tutti gli attori in campo, e vengano istituiti osservatòri provinciali (come quello avviato nel Trevigiano) per monitorare in modo sistematico la situazione nelle case di riposo venete e programmare i necessari interventi.
«In Veneto sono morte a causa dell’epidemia quasi duemila persone - commentano i segretari generali veneti Elena di Gregorio (SPI CGIL), Vanna Giantin (FNP CISL) e Fabio Osti (UILP) - fra queste, 810 erano ospiti delle residenze per anziani. È la palese dimostrazione che, come diciamo da tempo, tali strutture vanno riformate anche in considerazione del fatto che gli ospiti hanno una età media superiore agli 85 anni, e la maggior parte di loro non è autosufficiente.
Ciò che è successo deve essere da stimolo per un cambiamento strutturale delle residenze per anziani, e non lo si può archiviare come un fatto eccezionale e isolato. Va ripensata tutta la filiera della cura: gli anziani sono una risorsa per la comunità, e non un peso. Per questo chiediamo l’immediata riconvocazione del tavolo regionale e la creazione di osservatòri provinciali permanenti in merito alle residenze del territorio. Soprattutto, chiediamo che nella riforma futura delle residenze queste rientrino nel piano di riorganizzazione della sanità pubblica».
Allo stato attuale, la Regione ha emanato le linee guida che riguardano l’accesso di nuovi ospiti e dei familiari all’interno delle strutture «ma - aggiungono le sigle sindacali - chi controllerà come verranno applicate nelle singole residenze? La Regione spiega solo le nuove modalità di ammissione e accesso di anziani nelle case di riposo, ma non c’è alcun accenno a come deve essere fatta la riorganizzazione. Poi non si parla di riforma, di quelle pubbliche e dei controlli in quelle private».
Sul fronte degli accertamenti, i sindacati dei pensionati veneti approvano l’istituzione della commissione d’inchiesta che deve fare luce su quanto accaduto nelle case di riposo: «In questo momento una operazione “verità” è più che mai necessaria. Anche la Regione ha però le proprie responsabilità, perché è intervenuta tardi, quando il dramma nelle residenze venete si stava già consumando. In più spetta a palazzo Balbi l’accreditamento e il finanziamento della quota sanitaria delle case di riposo: non può lavarsene le mani».
La commissione d’inchiesta deve essere un punto di partenza per avviare una riforma del sistema perché, ribadiscono i segretari delle organizzazioni sindacali, «le residenze per anziani non sono più adeguate alle nuove esigenze, soprattutto sanitarie, di chi vi è ricoverato. La salute degli ospiti non può essere lasciata nelle mani del mercato: il dramma di questi mesi non deve ripetersi mai più».

martedì 9 giugno 2020

NESSUN PAZIENTE COVID NEI REPARTI DI TERAPIA INTENSIVA IN TUTTI GLI OSPEDALI VENETI

Per il primo giorno dalla fine di febbraio, oggi in Veneto non ci sono più malati di Covid ricoverati nei reparti di Terapia Intensiva. La notizia è stata data dal presidente della giunta regionale Luca Zaia, nel corso della conferenza quotidiana: al momento in Rianimazione sostano solo 15 pazienti ex malati e quindi negativizzati. Per quanto riguarda l'area metropolitana di Venezia, al momento sono 101 le persone positive al virus, e 118 coloro che sono stati posti in isolamento domiciliare essendo entrati in contatto con persone positive.

Zaia ha rivelato che nei magazzini delle ULSS giace ancora un centinaio di respiratori nuovi e mai entrati in funzione. Il presidente della giunta regionale ha parlato anche delle nuove linee guida relative alla ristorazione -che prevedono la possibilità di ospitare pranzi e cene da cerimonia - mentre l'assessora alla sanità Manuela Lanzarin annuncia le regole per le piste da ballo all'esterno, dove saranno osservati limiti di capienza e distanze di due metri, così come per le piscine.