venerdì 17 aprile 2020

LE BOLLETTE DELLA TASSA DI ASPORTO RIFIUTI POTRANNO ESSERE PAGATE A VERITAS SENZA INTERESSI AGGIUNTIVI PER IL RITARDO

Stanno arrivando in questi giorni, nelle case dei cittadini dei 44 Comuni consorziati a Veritas, le bollette della tassa di asporto rifiuti (TARI). In alcuni casi, con comprensibile ritardo, dato il particolare periodo che stiamo vivendo, e che aveva portato anche al blocco del servizio di recapito in uno degli anelli della catena. In ogni caso, Veritas ha allegato a ogni bolletta un foglio che spiega come la stessa potrà essere pagata entro il 31 maggio, senza interessi per il ritardato pagamento. Per quanto riguarda invece la bolletta del servizio di erogazione idrica, essa potrà essere saldata entro 15 giorni dalla data di consegna, egualmente senza alcuna penalità.

mercoledì 15 aprile 2020

DA LUNEDÌ 20 APRILE RIAPRONO GLI ECOCENTRI DI VERITAS: ACCESSO SOLO SU APPUNTAMENTO

Gli ecocentri del gruppo Veritas riapriranno lunedì 20 aprile, seguendo le norme antivirus e in accordo con il Consiglio di Bacino Venezia Ambiente. Per accedere al proprio ecocentro di riferimento è però obbligatoria la prenotazione: allo scopo di ottenere un appuntamento, i cittadini devono dunque telefonare, da lunedì a venerdì con orari 8.30-17, al numero verde gratuito 800 166 629. Dopo aver digitato il numero, l’utente dovrà scegliere con la tastiera telefonica l’opzione "prenotazione ecocentro". Riferirà poi all’operatore nome, cognome, codice utente e indirizzo di residenza e l’addetto indicherà la struttura, il giorno e l’ora dell’appuntamento. All’ingresso dell’ecocentro i cittadini dovranno comunicare all’operatore il proprio nome e cognome.
La prenotazione è obbligatoria, quindi non saranno accolte persone senza appuntamento: è quindi inutile presentarsi egualmente davanti alla struttura. Tra l’altro, questo comportamento rappresenta una violazione all’ordinanza sulla mobilità anti Coronavirus. Gli operatori di Veritas non sono autorizzati a far entrare utenti privi di prenotazione e, comunque, segnaleranno alle autorità di pubblica sicurezza le persone o le targhe dei veicoli di chi si presenterà lo stesso.
Nel caso queste disposizioni non fossero rispettate e si dovessero verificare assembramenti, gli ecocentri saranno di nuovo chiusi. All’interno delle strutture -che nelle scorse settimane sono state tutte risanate e che lo saranno dopo ogni giornata di apertura- i cittadini saranno tenuti a rispettare le misure di prevenzione, quindi dovranno essere dotati di mascherine e guanti e mantenere la prevista distanza dagli operatori.
Veritas ricorda che abbandonare i rifiuti, oltre che rappresentare una violazione alle norme ambientali e ai regolamenti comunali (quindi a generare multe), è un comportamento di assoluta inciviltà e maleducazione che, tra le altre cose, genera costi aggiuntivi rispetto al servizio e pericolo per la salute pubblica.
Rimarranno invece chiusi gli ecomobili e gli sportelli di Veritas, dal momento che in queste strutture non è ancora possibile assicurare il rispetto delle prescrizioni anticontagio. I cittadini che avessero necessità di sbrigare pratiche burocratiche possono utilizzare lo sportello on line, la mail clienti@gruppoveritas.it o il numero verde 800 466 466, attivo da lunedì a venerdì con orari 8.30-17. Rimangono regolari i lavaggi e i risanamenti stradali, la raccolta dei rifiuti, il servizio idrico, la gestione dei guasti e dei controlli sull'acqua.

lunedì 13 aprile 2020

INTERVENTO COMPLESSO DI CHIRURGIA ALL'OSPEDALE DELL'ANGELO DI MESTRE, AL LAVORO ANCHE OLTRE IL CORONAVIRUS

L'emergenza Covid-19 non ferma i chirurghi dell'ospedale mestrino dell'Angelo. Nei giorni scorsi un’équipe composta per l'occasione da specialisti delle diverse branche ha asportato un tumore maligno dalla mandibola di una paziente, che è stata poi ricostruita utilizzando una parte ossea prelevata dal perone della gamba sinistra.
«L'intervento è durato circa otto ore - sottolinea il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben - e certifica come tutto quanto abbia carattere di urgenza, anche operazioni chirurgiche di particolare complessità, continua ad essere garantito. Le professionalità di alto livello degli ospedali hub, come l'Angelo di Mestre, restano al servizio dell'utenza e all'utenza garantiscono, in condizioni di assoluta sicurezza, la loro capacità di affrontare in sinergia ogni caso urgente e complesso. È un segno di continuità, un segno che sa rassicurare".
Alla giovane paziente, i chirurghi dell'Angelo hanno innanzitutto asportato la grave neoplasia che aveva aggredito la mandibola: «Si è proceduto quindi - spiega il dottor Roberto Spinato, specialista di tumori di testa-collo, che ha guidato l'intervento - proprio in vista della ricostruzione della mandibola, con il prelievo del necessario materiale osseo dal perone, una delle ossa della gamba della paziente stessa. Si tratta di una procedura complessa, che continua a rappresentare una sfida per i chirurghi, e che richiede la partecipazione all'intervento degli otorinolaringoiatri, dei chirurghi maxillo-facciali e i chirurghi plastici».
Hanno infatti operato assieme il dottor Doriano Politi, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria dell'Angelo, il dottor Michele Franzinelli, primario del reparto di Chirurgia maxillo facciale, e il dottor Alessandro Morelli, che guida la Chirurgia plastica mestrina; prezioso il contributo del dottor Luigi Barzan, già primario di Otorinolaringoiatria a Pordenone ed esperto di chirurgia oncologica.
«Dopo l'asportazione della neoplasia mandibolare - continua il dottor Spinato - si è quindi dato seguito alla ricostruzione della stessa, con osso prelevato con paletta cutanea dall’arto inferiore sinistro della paziente. È stato infine necessario realizzare la microanastomosi tra vasi del collo, cioè carotide esterna e giugulare interna, e vasi della gamba»: in altre parole, è stato necessario ricostruire i collegamenti tra i condotti sanguigni, per garantire una vascolarizzazione autonoma della mandibola così ricostruita.
L'intervento è riuscito come da attese. A distanza di poco più di dieci giorni dalla complessa operazione chirurgica la paziente ha già ripreso ad alimentarsi e verrà dimessa prossimamente. «Nonostante da più di quaranta giorni il personale medico ed infermieristico dell'ospedale si trovi ad affrontare la gravissima emergenza sanitaria legata al Covid-19 - conclude il dottor Spinato - il gruppo multidisciplinare del progetto per le chirurgie integrate di testa-collo ha potuto operare in piena efficienza, e ha quindi garantito alla paziente il più elevato standard di cura: non solo l’asportazione radicale del tumore, ma anche il migliore esito quanto alla funzionalità mandibolare e quanto al miglioramento della qualità della vita dal punto di vista estetico, funzionale e psico-relazionale».

domenica 12 aprile 2020

GIOVEDÌ CONVEGNO A DISTANZA DEGLI ALBERGATORI DEL LITORALE PER PENSARE A COME RIPARTIRE NELLA STAGIONE TURISTICA

Il turismo balneare veneto prova a ripartire e a pensare come sarà l'estate nell'anno del Coronavirus. Gli albergatori di tutto il litorale si ritroveranno giovedì pomeriggio dalle ore 15, naturalmente a distanza nella piattaforma GoToMeeting, per fare il punto della situazione e lanciare ipotesi di riavvio di una stagione che sta comunque avvicinandosi, e che già ad aprile avrebbe potuto essere fruttuosa dato il bel tempo.
Il convegno, cui si attendono 250 iscritti, è organizzato dall'Associazione Spiagge Venete e ha per titolo "Turismo: the day after - perché è importante parlarne adesso": e a conferire sono stati chiamati l'assessore regionale Federico Caner, il direttore generale dell'ULSS 4 Veneto Orientale Carlo Bramezza e l'economista Antonio Preiti, che si occupa dell'impatto delle nuove tecnologie nei comportamenti turistici. È attesa anche la partecipazione del presidente della giunta veneta Luca Zaia.

sabato 11 aprile 2020

PROGETTO DI LUNGO PERIODO DELL'ULSS 3 SERENISSIMA PER CONTRASTARE IL DISAGIO PSICOLOGICO DERIVANTE DAL CORONAVIRUS

L'ULSS 3 Serenissima ha approntato un progetto di lungo periodo per contrastare il disagio psicologico nell'emergenza da Coronavirus. «Da oggi - assicura il direttore generale, Giuseppe dal Ben - gli specialisti della salute mentale sono attivi ad ampio spettro per assistere le persone che questo periodo complesso ha reso fragili: non solo i malati e i familiari dei malati, non solo gli operatori sanitari in prima linea, ma anche tutti coloro che dall’emergenza hanno subìto, o subiranno, conseguenze peggiorative per l’equilibrio psicofisico. Il servizio si aggiunge alla consulenza telefonica da subito avviata, e offre un progetto di accompagnamento e di presa in carico, in via continuativa, di tutti coloro che hanno vissuto come un trauma questa fase di crisi, e di tutti coloro che ne porteranno le conseguenze da qui in poi».
Il primario Moreno de Rossi spiega la stretta correlazione che lega recessione economica e salute mentale: «È quindi ragionevole, purtroppo, attendersi anche nelle prossime settimane un diffuso aumento delle richieste ai servizi di salute mentale e un tendenziale aumento della morbilità psichiatrica nel medio e lungo periodo. Quanto alla clinica, i quadri maggiormente rappresentati nelle situazioni di emergenza sono riconducibili a disturbi dell'adattamento, disturbi d’ansia, disturbi depressivi, disturbo acuto da stress e disturbo post traumatico da stress. Attenzione particolare andrà portata alle conseguenze sulla psiche dei cosiddetti "lutti complicati": ci aspettiamo nei prossimi mesi le conseguenze della particolare contingenza restrittiva che ha portato alla sospensione dei normali rituali di congedo, e alla sospensione dei funerali con l’impossibilità di dare un adeguato ultimo saluto al proprio caro».
Sul piano gestionale organizzativo – sottolinea il dottor De Rossi – i servizi di Salute Mentale devono sviluppare azioni proattive e di forte interconnessione con il territorio (medici di base, enti locali etc.), con cui costruire canali aperti e costanti. E appena saranno allentate le restrizioni alla mobilità oggi vigenti, o anche subito in caso di necessità, viene offerto nei centri di salute mentale un percorso dedicato con valutazione medico/psichiatrica preliminare e con l'intervento di gruppi terapeutici. In base ai bisogni che si profilano verrà attivato un intervento in regime di consulenza, oppure l’assunzione in cura o la presa in carico.

Al progetto si accede tramite invio da parte del medico di famiglia, attraverso specifici sportelli telefonici (aziendale, ordini professionali, enti privati, religiosi), ma anche attraverso il Pronto Soccorso, gli ospedali e le unità Covid, il dipartimento di Prevenzione. Si accede al servizi anche direttamente, scrivendo a dsm@aulss3.veneto.it, oppure telefonando per Venezia e Lido al numero 041 5294811, per Mestre e terraferma veneziana allo 041 2608281, per Chioggia, Cavarzere, Cona allo 041 5572140, e infine per l'area di Dolo e Mirano allo 041 5133418.

venerdì 10 aprile 2020

ERIKA BALDIN (M5S) INTERROGA LA REGIONE DOPO L'ESPOSTO DEI MEDICI RELATIVO ALLE MASCHERINE E AI TAMPONI PER IL PERSONALE

La consigliera regionale del M5S Erika Baldin ha interrogato la giunta veneta affinché chiarisca, per quanto di sua competenza, le osservazioni contenute nell'esposto dei medici dell'ANAAO-ASSOMED e relative alle protezioni individuali. «Dobbiamo sapere - scrive l'esponente stellata - se, in questa "guerra" contro il Coronavirus, abbiamo mandato gli operatori sanitari in trincea con le armi adeguate oppure se, come e quando, le abbiano ritrovate spuntate».
L'esposto dei medici era stato indirizzato al Nucleo Anti Sofisticazioni, e ha preceduto l'intervento della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale: «Ho ritenuto opportuno depositare un atto ufficiale in Regione - continua Baldin - anche alla luce dei decessi tra il personale sanitario che stiamo piangendo in questi giorni. Sono rimasta molto colpita dalle 18 pagine dell'esposto dei medici, e ho estrapolato alcuni punti attorno ai quali i cittadini veneti meritano che sia fatta assoluta chiarezza».
Nello specifico la consigliera dell'opposizione pone due questioni: «Ho chiesto quanti dispositivi di protezione individuale erano stoccati nei magazzini regionali quando è stata emessa l'allerta nazionale per il Coronavirus, visto che i protocolli contro le epidemie prescrivevano adeguate scorte e le mascherine con filtro (tipo FFP2 e FFP3) sono cruciali per la protezione di medici, infermieri e operatori sanitari. La Regione si è accontentata delle mascherine chirurgiche (quelle senza filtri che non proteggono l'operatore) quando le norme sono cambiate oppure, con quali tempi e modalità, ha cercato comunque di procurarsi i dispositivi facciali filtranti?»
Inoltre Baldin chiede conto della discrasia, citata nell'esposto, tra la disposizione regionale che prescrive di effettuare il tampone ogni 2 giorni agli operatori sanitari asintomatici e le differenti modalità di alcune ULSS, come Padova e Verona, che li pratichebbero ogni 5 o 7 giorni: «Far trascorrere una settimana di lavoro a un medico in corsia senza controllarlo mi pare una scelta che dovrebbe essere coordinata dall'alto. È una questione di laboratori oberati, di reagenti mancanti o cosa? Perché non c'è una regia unica riguardo i tempi dei controlli al personale?».

NEI GIORNI DEL VIRUS TROPPI SOTTOVALUTANO I SINTOMI DELL'INFARTO: L'ULSS 3, «LA PAURA DELL'OSPEDALE NON È GIUSTIFICATA»

La paura del Covid-19 non deve far abbassare la guardia rispetto al rischio infarto. «Chi ha sintomi da angina instabile – dice il primario del reparto di Cardiologia dell'ospedale di Mirano, dottor Salvatore Saccà – non li trascuri e non corra rischi, e metta da parte il timore del Coronavirus: in ospedale non corre rischi di contagio, e lontano dall’ospedale rischia invece la morte per infarto».
Il primario lancia questo appello poiché, assieme alle altre unità operative di Cardiologia del Veneziano, ha notato in questo periodo di emergenza da Coronavirus una drastica riduzione degli accessi dei cittadini con sintomi da angina instabile, ovvero l’anticamera dell’infarto. «Nel primo trimestre dello scorso anno – ha detto il medico – avevamo registrato in reparto una media di 30 accessi al mese per tali sintomi, mentre nel marzo di quest'anno siamo arrivati addirittura a registrare un numero di accessi dimezzato. Credo che il motivo sia in gran parte imputabile al fatto che la gente temporeggia fino all’ultimo, e non si rivolge alla struttura ospedaliera ai primi sintomi, come invece faceva prima. Questo accade, io credo, per la paura di entrare in ospedale, che non è giustificata».
Nei giorni scorsi è stato trattato un paziente che, pur avendo sintomi, si è rivolto all'ospedale solo dopo tre giorni di malessere: ma l’angina instabile è una patologia pericolosa che può evolvere verso un infarto, oppure essere causa di aritmie cardiache potenzialmente mortali. «Anche se lievi, i sintomi non vanno trascurati – ha continuato il primario – e chi avverte un dolore toracico nelle sue varie forme, oppressione alla bocca dello stomaco, dolore al braccio, restringimento alla mandibola, tachicardia, deve subito di rivolgersi al Pronto Soccorso che lo indirizzerà immediatamente al reparto cardiologico».
Tuttavia, il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima Giuseppe dal Ben chiede agli utenti di non accedere agli ospedali per le questioni rimandabili: «Garantiamo loro che, di fronte alla necessità di un accesso per urgenza, possono stare assolutamente tranquilli: in tutti gli ospedali, già dai Pronto Soccorso, sono stati creati percorsi sicuri per le urgenze, distinti da quelli specifici per i pazienti Covid-19. Come sono assicurati e protetti i percorsi attivi per le signore in gravidanza e per la parte materno-infantile, che non si può certo rimandare, così si accoglie e si opera in sicurezza per ogni altra urgenza: chi ha sintomi che possono fare pensare ad un infarto, quindi, non aspetti e si rivolga al proprio medico curante o al 118 per un accesso alle cure in piena sicurezza».