Gli ecocentri, ecomobili e sportelli di Veritas rimarranno chiusi al pubblico fino a domenica 3 maggio. Analoga sorte per le sedi temporanee aperte all'interno di alcuni municipi: i cittadini che avessero necessità di sbrigare pratiche burocratiche possono utilizzare lo sportello on line, la mail clienti@gruppoveritas.it o il numero verde 800 466 466, attivo da lunedì a venerdì (dalle ore 8.30 alle 17) anche per l’attivazione e la cessazione di utenze idriche e della Tari/Tarip.
È inoltre sospeso il ricevimento di ogni documentazione da parte del protocollo di Veritas: per l'invio è possibile utilizzare le mail info@gruppoveritas.it o la pec protocollo@cert.gruppoveritas.it. Le consegne dirette sono ammesse solo per esigenze non rinviabili e comprovabili, comunque previo appuntamento ai numeri 347 7134632 e 348 4464707.
Restano attivi comunque tutti i servizi di igiene urbana (compresi la pulizia, il risanamento e il lavaggio delle strade) e di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti, oltre al servizio idrico integrato, compresa la gestione dei guasti e i controlli di laboratorio sulla qualità dell'acqua erogata.
Oggi più che mai, considerata la situazione di emergenza sanitaria, Veritas fa appello al senso civico di tutti i cittadini e li invita a non abbandonare rifiuti e oggetti ingombranti in strada o attorno ai cassonetti. È altresì tassativamente vietato scaricarli davanti all’ingresso degli ecocentri che, anche se chiusi, rimangono comunque videosorvegliati.
giovedì 9 aprile 2020
mercoledì 8 aprile 2020
ACTV NON RIMBORSA GLI ABBONAMENTI NON USUFRUITI DAGLI UTENTI PER VIA DEL VIRUS. ALMENO FINO A NUOVE DISPOSIZIONI POLITICHE
Doccia fredda per gli abbonati al servizio di trasporto pubblico erogato dall'ACTV di Venezia, che si erano rivolti all'azienda per conoscere l'eventuale possibilità di un rimborso delle quote non usufruite per via del Coronavirus. A coloro che hanno scritto, in forza soprattutto di un abbonamento annuali (come nel caso di lavoratori e studenti pendolari), l'impresa ha risposto che «pur comprendendone i presupposti, non sussistono ad oggi le condizioni per accordare alcuna forma di rimborso di titoli di viaggio acquistati e non utilizzati» in seguito alle restrizioni governative «per motivi non ascrivibili alla volontà dell'azienda».
Nel messaggio ricevuto dagli utenti, ACTV fa riferimento «alle condizioni attuali», che "impediscono" anche di sospendere i pagamenti già effettuati, di prolungare la scadenza degli abbonamenti stessi, di posticipare la validità di un abbonamento mensile ai trenta giorni successivi: questo «in attesa di eventuali diverse disposizioni da parte degli organi regionali o nazionali, che saranno prontamente comunicate» nel caso.
Nel messaggio ricevuto dagli utenti, ACTV fa riferimento «alle condizioni attuali», che "impediscono" anche di sospendere i pagamenti già effettuati, di prolungare la scadenza degli abbonamenti stessi, di posticipare la validità di un abbonamento mensile ai trenta giorni successivi: questo «in attesa di eventuali diverse disposizioni da parte degli organi regionali o nazionali, che saranno prontamente comunicate» nel caso.
ALLARME DEI CONSULENTI DEL LAVORO: SE NON CAMBIANO LE REGOLE, IL GOVERNO NON PAGA LE INDENNITÀ AI LAVORATORI ENTRO IL 15 APRILE
«Con queste regole, il governo non riuscirà a pagare le indennità ai lavoratori entro il 15 aprile». Il Consiglio dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Venezia lancia l'allarme: l'eccessiva burocrazia e i blocchi del sito dell'INPS continuano a dare i propri effetti, pertanto i professionisti del settore chiedono che l'acconto sia versato direttamente nei conti correnti dei singoli lavoratori.
«È evidente - scrive la presidente Patrizia Gobat - che, ad oggi, non si può fare più niente per arrivare al 15 aprile con i pagamenti degli ammortizzatori sociali ai lavoratori dipendenti. Centinaia di migliaia di domande di CIGO e FIS si accumulano da due settimane negli archivi delle sedi INPS di tutt’Italia che, ad oggi, non hanno ancora iniziato alcuna istruttoria».
Per quel che riguarda la CIG in deroga, ad oggi, non tutte le Regioni hanno pubblicato il decreto di recepimento delle misure previste dal decreto Cura Italia; per quelle che invece si sono mosse in tempo c’è il problema della frastagliata procedura per l’invio della domanda di accesso, e dei continui intoppi e blocchi nell’invio delle pratiche.
In attesa che lo stato recepisca tutte le semplificazioni richieste dai consulenti del lavoro, l’unica soluzione secondo l'Ordine è dare un acconto di 600-800 euro a tutti i lavoratori dipendenti come è stato fatto per gli autonomi: «L'IBAN dei percipienti potrebbe essere inviato all'INPS attraverso il cassetto previdenziale delle aziende - continua Gobat - facendo in modo che l'ente previdenziale abbia il tempo di istruire le pratiche ed effettuare i conguagli nei flussi Uniemens di aprile e maggio».
I passaggi della procedura attuale, rileva la presidente, sono obbligatori «e quindi non si risolverà niente con l’anticipazione delle banche, anche perché ad ora poche hanno aderito alla convenzione. Perciò i lavoratori non incasseranno un euro almeno fino al mese di maggio! Se l’INPS e il governo non porranno immediatamente rimedio a questa situazione, si scatenerà una drammatica emergenza economica e sociale, perché tantissimi lavoratori non avranno i soldi per fare la spesa!».
«È evidente - scrive la presidente Patrizia Gobat - che, ad oggi, non si può fare più niente per arrivare al 15 aprile con i pagamenti degli ammortizzatori sociali ai lavoratori dipendenti. Centinaia di migliaia di domande di CIGO e FIS si accumulano da due settimane negli archivi delle sedi INPS di tutt’Italia che, ad oggi, non hanno ancora iniziato alcuna istruttoria».
Per quel che riguarda la CIG in deroga, ad oggi, non tutte le Regioni hanno pubblicato il decreto di recepimento delle misure previste dal decreto Cura Italia; per quelle che invece si sono mosse in tempo c’è il problema della frastagliata procedura per l’invio della domanda di accesso, e dei continui intoppi e blocchi nell’invio delle pratiche.
In attesa che lo stato recepisca tutte le semplificazioni richieste dai consulenti del lavoro, l’unica soluzione secondo l'Ordine è dare un acconto di 600-800 euro a tutti i lavoratori dipendenti come è stato fatto per gli autonomi: «L'IBAN dei percipienti potrebbe essere inviato all'INPS attraverso il cassetto previdenziale delle aziende - continua Gobat - facendo in modo che l'ente previdenziale abbia il tempo di istruire le pratiche ed effettuare i conguagli nei flussi Uniemens di aprile e maggio».
I passaggi della procedura attuale, rileva la presidente, sono obbligatori «e quindi non si risolverà niente con l’anticipazione delle banche, anche perché ad ora poche hanno aderito alla convenzione. Perciò i lavoratori non incasseranno un euro almeno fino al mese di maggio! Se l’INPS e il governo non porranno immediatamente rimedio a questa situazione, si scatenerà una drammatica emergenza economica e sociale, perché tantissimi lavoratori non avranno i soldi per fare la spesa!».
martedì 7 aprile 2020
LA REGIONE BOCCIA UN EMENDAMENTO DEL M5S ALLA LEGGE ANTIPLASTICA PER PROMUOVERE PRODOTTI SFUSI: «INSPIEGABILE», DICE BALDIN
La consigliera regionale Erika Baldin trova «inspiegabile» la bocciatura di un suo emendamento al disegno di legge regionale riguardo la riduzione dell'utilizzo di bottiglie di plastica monouso. «Il consiglio lo ha respinto senza alcun motivo valido - sostiene Baldin - nonostante chiedessi che la Regione si faccia carico di allargare la propria azione, promuovendo prodotti sfusi e alla spina anche nella vendita privata e nella distribuzione commerciale, e non solo nelle sedi pubbliche».
Si tratta, afferma Baldin, di incentivare la conversione di esercizi commerciali già esistenti e poterne aprire di nuovi, in linea con la legge di bilancio 2019 che prevedeva un credito d'imposta del 36% ai privati che riducano l'uso di plastica monouso per il biennio 2020 e 2021. Davvero immotivato il no della maggioranza, fa perdere alla collettività un'importante opportunità, considerando che specie lungo il litorale l'inquinamento da plastica è notevole».
Si tratta, afferma Baldin, di incentivare la conversione di esercizi commerciali già esistenti e poterne aprire di nuovi, in linea con la legge di bilancio 2019 che prevedeva un credito d'imposta del 36% ai privati che riducano l'uso di plastica monouso per il biennio 2020 e 2021. Davvero immotivato il no della maggioranza, fa perdere alla collettività un'importante opportunità, considerando che specie lungo il litorale l'inquinamento da plastica è notevole».
lunedì 6 aprile 2020
AMMORTIZZATORI SOCIALI, PROCEDURE SEMPLIFICATE GRAZIE ALLO SPORTELLO DELL'ENTE BILATERALE VENETO-FRIULI
L’Ente Bilaterale Veneto-Friuli Venezia Giulia, che unisce Confesercenti, Filcams CGIL, Fisascat CISL e UIL Tucs regionali, e rappresenta in Veneto oltre 5000 aziende (e quasi 35mila dipendenti iscritti) dei settori del commercio, terziario, servizi e turismo, ha fin da subito attivato uno sportello anti crisi per la gestione dell'emergenza economica legata al Coronavirus, con lo scopo di fornire puntuali informazioni relative agli aggiornamenti, tramite assistenza telefonica e consulenze via email, oltre a predisporre un portale al fine di avviare la procedura di consultazione sindacale per ottenere gli ammortizzatori sociali.
EBVF comunica che, alla data di oggi 6 aprile, ha già raggiunto oltre 9000 lavoratori con oltre 2000 domande ricevute per attivare la cassa integrazione in deroga per 5692 lavoratori e il fondo di integrazione salariale per 3790 lavoratori, per un totale di quasi 3 milioni di ore di sospensione dal lavoro. Dai numeri complessivi di Veneto Lavoro, per tutti i settori della regione, si evince che i lavoratori coinvolti nelle casse integrazioni in deroga sono 31mila, di cui circa il 65% nel turismo e terziario.
Il sito, attivato in soli 10 giorni, è perfettamente funzionale per consentire alle aziende di procedere in maniera telematica alla convocazione, all’informativa, alla consultazione e ad ottenere l’accordo sindacale per poter poi richiedere gli ammortizzatori sociali in soli tre giorni al massimo. Infine l'Ente, che ha a cuore la salute delle aziende e la qualità della vita, in questo periodo di difficoltà economiche continua a sostenere lavoratori e aziende provvedendo a servizi, prestazioni e rimborsi.
EBVF comunica che, alla data di oggi 6 aprile, ha già raggiunto oltre 9000 lavoratori con oltre 2000 domande ricevute per attivare la cassa integrazione in deroga per 5692 lavoratori e il fondo di integrazione salariale per 3790 lavoratori, per un totale di quasi 3 milioni di ore di sospensione dal lavoro. Dai numeri complessivi di Veneto Lavoro, per tutti i settori della regione, si evince che i lavoratori coinvolti nelle casse integrazioni in deroga sono 31mila, di cui circa il 65% nel turismo e terziario.
Il sito, attivato in soli 10 giorni, è perfettamente funzionale per consentire alle aziende di procedere in maniera telematica alla convocazione, all’informativa, alla consultazione e ad ottenere l’accordo sindacale per poter poi richiedere gli ammortizzatori sociali in soli tre giorni al massimo. Infine l'Ente, che ha a cuore la salute delle aziende e la qualità della vita, in questo periodo di difficoltà economiche continua a sostenere lavoratori e aziende provvedendo a servizi, prestazioni e rimborsi.
venerdì 3 aprile 2020
CASE DI RIPOSO, CRESCE L'ATTENZIONE DELL'ULSS 3 SERENISSIMA NELL'EMERGENZA DA CORONAVIRUS
L’ULSS 3 Serenissima continua a monitorare le case di riposo durante l'emergenza da Covid-19, e a compiere interventi specifici in questi luoghi, che ospitano le persone più fragili. Fino ad oggi - ricorda il direttore generale, Giuseppe dal Ben - sono stati effettuati circa mille tamponi, con 24 ospiti positivi e 77 in isolamento preventivo, oltre a 12 ricoveri e tre decessi. «Per quanto riguarda il personale delle strutture - nota il direttore - si registrano ad oggi 38 persone in isolamento preventivo e 23 positive, ma nessun ricovero o decesso.
Nelle ultime ore stiamo tenendo sotto attenzione soprattutto la casa di riposo di Fiesso, dove sono stati individuati 18 ospiti positivi, di cui 2 ricoverati, e 9 operatori in isolamento, di cui 4 positivi». Ma già da subito l'ULSS ha volto il proprio focus sulle case di riposo, riducendo e poi bloccando le visite degli ospiti. Inoltre, era possibile a una struttura di accogliere un nuovo utente solo dopo avergli effettuato il tampone per la verifica della positività o meno. Ogni casa di riposo doveva anche prevedere l’organizzazione di una o più stanze per gestire possibili casi di isolamento.
Contemporaneamente l'ULSS 3 Serenissima ha attivato le USCA, ovvero le unità speciali per trattare a domicilio le persone coinvolte. Queste unità sono pronte a partire la prossima settimana: l’obiettivo è cercare di non far arrivare in ospedale cittadini che possono affrontare la patologia a casa, in totale sicurezza, supportando i medici di medicina generale e i servizi di continuità assistenziale. L’ospedale rimane presente per i casi gravi che manifestano soprattutto un interessamento polmonare serio.
Attualmente l'ULSS 3 ne ha attivate 12: 2 nell’area di Venezia insulare, 4 nell’area di Venezia terraferma, 2 nell’area di Dolo, 3 a Noale e 1 a Chioggia, che lavoreranno tutti i giorni dalle ore 8 alle 20. Nel frattempo è entrato a far parte dell'ULSS nuovo personale che rimarrà a lavorare anche dopo l’emergenza: si tratta di 104 operatori tra medici, infermieri, specialisti tecnici. Rimane ancora costante, senza aumenti, il dato dei ricoveri in terapia intensiva: «Questo ci conforta - continua Dal Ben - perché significa che le misure di contrasto al contagio funzionano. Ma non ci tranquillizza, anzi».
Un raggio di sole viene dai nuovi nati: «Accanto a chi sta soffrendo – conclude il direttore generale – ci sono anche vite che vengono alla luce portando gioia e speranza: dal primo gennaio ad oggi di quest’anno sono nati 1070 bambini, quasi una quarantina in più rispetto al numero dei nati dello stesso periodo nel 2019. Nel dettaglio, a Mestre sono nati finora 505 bambini (453 nel 2019); a Venezia 96 (90 nel 2019); a Dolo 86 (nel 2019 143, ma va ricordato che l’ospedale di Dolo è centro Covid e pertanto è stato trasferito a Mirano il servizio materno infantile); a Mirano 235 (192 nel 2019); infine a Chioggia 148 (154 nel 2019).
Nelle ultime ore stiamo tenendo sotto attenzione soprattutto la casa di riposo di Fiesso, dove sono stati individuati 18 ospiti positivi, di cui 2 ricoverati, e 9 operatori in isolamento, di cui 4 positivi». Ma già da subito l'ULSS ha volto il proprio focus sulle case di riposo, riducendo e poi bloccando le visite degli ospiti. Inoltre, era possibile a una struttura di accogliere un nuovo utente solo dopo avergli effettuato il tampone per la verifica della positività o meno. Ogni casa di riposo doveva anche prevedere l’organizzazione di una o più stanze per gestire possibili casi di isolamento.
Contemporaneamente l'ULSS 3 Serenissima ha attivato le USCA, ovvero le unità speciali per trattare a domicilio le persone coinvolte. Queste unità sono pronte a partire la prossima settimana: l’obiettivo è cercare di non far arrivare in ospedale cittadini che possono affrontare la patologia a casa, in totale sicurezza, supportando i medici di medicina generale e i servizi di continuità assistenziale. L’ospedale rimane presente per i casi gravi che manifestano soprattutto un interessamento polmonare serio.
Attualmente l'ULSS 3 ne ha attivate 12: 2 nell’area di Venezia insulare, 4 nell’area di Venezia terraferma, 2 nell’area di Dolo, 3 a Noale e 1 a Chioggia, che lavoreranno tutti i giorni dalle ore 8 alle 20. Nel frattempo è entrato a far parte dell'ULSS nuovo personale che rimarrà a lavorare anche dopo l’emergenza: si tratta di 104 operatori tra medici, infermieri, specialisti tecnici. Rimane ancora costante, senza aumenti, il dato dei ricoveri in terapia intensiva: «Questo ci conforta - continua Dal Ben - perché significa che le misure di contrasto al contagio funzionano. Ma non ci tranquillizza, anzi».
Un raggio di sole viene dai nuovi nati: «Accanto a chi sta soffrendo – conclude il direttore generale – ci sono anche vite che vengono alla luce portando gioia e speranza: dal primo gennaio ad oggi di quest’anno sono nati 1070 bambini, quasi una quarantina in più rispetto al numero dei nati dello stesso periodo nel 2019. Nel dettaglio, a Mestre sono nati finora 505 bambini (453 nel 2019); a Venezia 96 (90 nel 2019); a Dolo 86 (nel 2019 143, ma va ricordato che l’ospedale di Dolo è centro Covid e pertanto è stato trasferito a Mirano il servizio materno infantile); a Mirano 235 (192 nel 2019); infine a Chioggia 148 (154 nel 2019).
giovedì 2 aprile 2020
ERIKA BALDIN (M5S): «HO CHIESTO AL MINISTERO DELL'AMBIENTE DI FERMARE LA PROCEDURA PER L'INCENERITORE DI FUSINA»
La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin chiede la sospensione dell'iter in corso per la riaccensione dell'inceneritore di Fusina. «Anche in questi giorni, così delicati, la Regione sta portando avanti il nuovo progetto dell'inceneritore di Fusina. Chiedo la sospensione dell'iter in corso, perché i cittadini devono essere messi nelle condizioni di poter esprimere il proprio dissenso», esordisce l'esponente stellata.
Baldin paventa l'ampliamento e aggiornamento tecnologico del polo dei rifiuti: «Sono preoccupata, perché mi sono giunte voci che parlano di una possibile autorizzazione in commissione VIA regionale attesa per il mese di maggio. Per questo ho già contattato il Ministero dell'Ambiente, allo scopo di stabilire lo stop alla procedura».
Le dimensioni del progetto richiedono infatti un'autorizzazione della Commissione di Impatto Ambientale nazionale: «Non basta solo quella regionale se si superano i 50 megawatt», continua Baldin.
«Il sovradimensionamento dell'impianto - prosegue la consigliera dell'opposizione - è una delle questioni principali, inutile che i promotori raccontino le solite favole: con le nuove capacità previste (per la produzione di combustibile solido secondario si passa dalle attuali 258mila tonnellate/anno a 450mila tonnellate/anno), l'impianto sarebbe mezzo vuoto se bruciasse solo le 160mila tonnellate/anno del bacino veneziano, che ha un trend in costante calo.
Quindi che faranno? L'ovvia risposta è che porteranno a bruciare qui, in laguna, in piena zona di interesse ambientale, i rifiuti di altre regioni». Conclude il M5S: «Ho già presentato una mozione in Regione, ma non mollo. I comitati, i cittadini, tutti i Comuni contrari chiedono che non si abbassi la guardia: il nuovo impianto potrà trattare anche fanghi contaminati da PFOA e PFAS, e non possiamo permetterlo. Il futuro è con meno rifiuti prodotti, non con bestioni sotto casa che ne bruciano sempre di più».
Baldin paventa l'ampliamento e aggiornamento tecnologico del polo dei rifiuti: «Sono preoccupata, perché mi sono giunte voci che parlano di una possibile autorizzazione in commissione VIA regionale attesa per il mese di maggio. Per questo ho già contattato il Ministero dell'Ambiente, allo scopo di stabilire lo stop alla procedura».
Le dimensioni del progetto richiedono infatti un'autorizzazione della Commissione di Impatto Ambientale nazionale: «Non basta solo quella regionale se si superano i 50 megawatt», continua Baldin.
«Il sovradimensionamento dell'impianto - prosegue la consigliera dell'opposizione - è una delle questioni principali, inutile che i promotori raccontino le solite favole: con le nuove capacità previste (per la produzione di combustibile solido secondario si passa dalle attuali 258mila tonnellate/anno a 450mila tonnellate/anno), l'impianto sarebbe mezzo vuoto se bruciasse solo le 160mila tonnellate/anno del bacino veneziano, che ha un trend in costante calo.
Quindi che faranno? L'ovvia risposta è che porteranno a bruciare qui, in laguna, in piena zona di interesse ambientale, i rifiuti di altre regioni». Conclude il M5S: «Ho già presentato una mozione in Regione, ma non mollo. I comitati, i cittadini, tutti i Comuni contrari chiedono che non si abbassi la guardia: il nuovo impianto potrà trattare anche fanghi contaminati da PFOA e PFAS, e non possiamo permetterlo. Il futuro è con meno rifiuti prodotti, non con bestioni sotto casa che ne bruciano sempre di più».
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