domenica 31 gennaio 2021

ULSS 3 SERENISSIMA, SUPERATA LA METÀ DELLE INIEZIONI PER IL RICHIAMO VACCINALE ANTI COVID: 9303 DOSI SOMMINISTRATE FINO A OGGI

Richiamo vaccinale anti Covid di sanitari, ospedali e case di riposo al giro di boa per l’ULSS 3 Serenissima. Con 8803 seconde dosi somministrate, ieri è stata superata la metà delle iniezioni inoculate per il richiamo: oggi è stato il turno di altri 500 richiami, che fanno salire le seconde dosi effettuate a 9303.
Si tratta di 15353 tra gli operatori sanitari, i lavoratori che operano in prima linea negli ospedali pubblici e privati e nelle case di riposo, gli ospiti anziani delle case di riposo, i medici di medicina generale e i pediatri.
«Un lavoro senza sosta - fa il punto il direttore generale, Giuseppe dal Ben - che continua a impegnare l'ULSS ogni giorno. In totale, tra prime dosi e richiami, a ieri sera sono state somministrate quindi 24156 dosi vaccinali. Nel totale delle dosi, 18420 sono state inoculate ad operatori sanitari e 2129 ad ospiti delle strutture residenziali per anziani».

RIAPERTURA DEI MUSEI, QUALCOSA SI MUOVE. RIPARTONO ACCADEMIA E M9, SPIRAGLI PER DUCALE E CORRER: I CIVICI ATTENDONO I TURISTI

Di ufficiale c’è ancora poco, almeno a giudicare dalle comunicazioni nei rispettivi siti internet, ma qualcosa sembra muoversi sul fronte delle riaperture delle istituzioni museali a Venezia che, come in tutta Italia, dovranno rimanere comunque chiuse nei weekend fino al 5 marzo. A fare da capofila al segnale di ripresa culturale del capoluogo pensano le sedi del Polo museale veneziano: il museo di Palazzo Grimani aprirà al pubblico dal 3 febbraio, dal mercoledì al venerdì, dalle 10 alle 19, mentre le Gallerie dell’Accademia, che esporranno ancora per qualche settimana la splendida “Sacra conversazione con i Santi Caterina e Tomaso” (1526-1528) di Lorenzo Lotto, saranno pronte ad accogliere i visitatori da lunedì 8 febbraio, il primo giorno fino alle 14 e nei successivi fino alle 19.15.
In terraferma, invece, sarà il Museo del '900 ad aprire per tre giorni la settimana, rispettando tutti i protocolli sanitari nonostante le complicazioni logistiche di un museo “interattivo”, cominciando da mercoledì 3 e giovedì 4 dalle 10 alle 18, mentre venerdì l’M9 sarà visitabile dalle 12 alle 20. Qualche timido segnale di movimento sembra arrivare anche dai Musei Civici veneziani, da settimane al centro della polemica per le dichiarazioni di chiusura preventiva di tutte le sedi fino al primo aprile voluta unilateralmente dal sindaco. È la stessa presidente della Fondazione, Mariacristina Gribaudi, a suggerire l’ipotesi (non ancora confermata) di una riapertura di Palazzo Ducale e del museo Correr per l’11 febbraio, giovedì grasso. Prematuro invece un piano di riaperture per le altre nove realtà della rete dei Musei Civici.
Non cambia invece la logica dietro la differente visione dell’offerta culturale tra Polo museale e Musei Civici: se per il direttore delle Gallerie dell’Accademia Giulio Manieri Elia «la riapertura dei musei potrà aiutare non solo gli appassionati d’arte, ma anche le varie attività commerciali, come i bar e i ristoranti, che hanno faticato parecchio in questi mesi», per la presidente dei Musei Civici Gribaudi, interlocutore privilegiato rimane il settore ricettivo, con l’apertura o meno dei musei soggetta al numero delle prenotazioni alberghiere e non propulsore della ripartenza culturale ed economica veneziana. A mancare nell’equazione, come sempre, i residenti della città, rei di poter accedere gratuitamente ai Musei Civici e pertanto visitatori economicamente irrilevanti. Per i veneziani, la cultura può attendere.

sabato 30 gennaio 2021

ALTA MAREA, PICCO TRA MEZZANOTTE E LE 2: CONFERMATO IL SOLLEVAMENTO DEL MOSE

La prossima notte, tra sabato 30 e domenica 31, le previsioni della marea indicano la possibilità di un livello elevato, che andrebbe inevitabilmente a impattare con il centro storico di Venezia, se non con quello di Chioggia. Mezz'ora dopo la mezzanotte, infatti, il Centro Maree segnala il picco di 120 cm alla Dogana, mentre la sala operativa del MOSE abbassa tale previsione di dieci centimetri e la allontana all'1.50.
I dati dell'ISPRA, infine, stazionano a 114 centimetri sul medio mare, ma sempre alle 0.30; per quanto riguarda Chioggia, invece, quest'ultimo istituto stima 113 centimetri dieci minuti prima. Tuttavia, la Capitaneria di Porto di Venezia è stata attivata per il sollevamento delle 78 barriere del MOSE, che avverrà a partire dalle ore 22.15 di stasera per concludersi alle 3.20 della notte: i canali delle bocche di porto torneranno navigabili alle 5.20.
Anche domani mattina, peraltro, la marea raggiungerà il metro alle 11.55, con possibile rinforzo di 10 cm a Chioggia dovuto al vento: il Baby Mose sarebbe pur sufficiente, anche se le nuove procedure adottate dal Consorzio Venezia Nuova dopo l'8 dicembre paventano sempre 30 cm di precauzione, per cui anche tra le 9.50 e le 15.10 di domani potrebbe essere sollevato il MOSE in tutte e tre le bocche di porto.

BUONI SPESA, BANDO OPERATIVO DAL 1° AL 9 FEBBRAIO: NON NE POTRÀ USUFRUIRE CHI HA IL REDDITO O LA PENSIONE DI CITTADINANZA

Sarà attivo da lunedì 1° febbraio alle 12, fino a martedì 9 febbraio, sempre a mezzogiorno, il secondo bando del Comune di Venezia per richiedere i buoni spesa destinati all’acquisto di beni alimentari e di prima necessità. Le domande per i voucher elettronici -non è prevista una distribuzione in forma cartacea- potranno essere presentate attraverso il portale Dime del Comune, mentre la gestione e l’utilizzo del buono da parte del cittadino avverrà attraverso la piattaforma informatica Welfarex, messa a disposizione gratuitamente da CGMoving.
Venezia è stato l’ultimo ad attivare il bando tra i comuni capoluogo di provincia veneti, alcuni dei quali hanno già provveduto a erogare i buoni spesa nel mese di dicembre 2020. Per la fase 2 della distribuzione degli aiuti ai residenti, in città sono arrivati oltre un milione e 375mila euro, stanziati dal decreto Ristori Ter di fine novembre: un milione andrà a garantire generi e beni di prima necessità alle famiglie in difficoltà sotto forma di buoni spesa, mentre i rimanenti saranno destinati alla distribuzione di kit alimentari attraverso i volontari della Protezione Civile e delle associazioni di volontariato.
Per avviare la procedura di richiesta dei buoni, che avranno un importo da 50 a 400 euro, sarà indispensabile essere provvisti di un indirizzo email per ricevere le 3 comunicazioni di conferma della presa in carico, accettazione della domanda, importo del voucher e come spenderlo. Non sarà più necessario presentare l’ISEE, ma basterà un’autocertificazione nella quale dichiarare di trovarsi nella condizione di bisogno economico direttamente collegato alla crisi pandemica, e di non avere alcun componente del nucleo familiare titolare di reddito o pensione di cittadinanza, requisito che potrebbe escludere però un’ampia platea di veneziani comunque in grande difficoltà economica.

QUALITÀ DELL'ARIA, L'ASSESSORE REGIONALE BOTTACIN RISPONDE ALLA CONSIGLIERA BALDIN: «IL GRANDE ASSENTE È IL GOVERNO CENTRALE»

L'assessore regionale all'Ambiente, Gianpaolo Bottacin, risponde alla consigliera del M5S Erika Baldin riguardo le criticità nel livello di inquinamento dell'aria in Veneto. «Premesso che la Regione ha investito quasi un miliardo negli ultimi quattro anni per la lotta allo smog - commenta l'assessore - e premesso altresì che tutti i principali inquinanti, compreso il Pm10, come evidenziato sia dall'ARPAV che dall'ISPRA, sono in calo da almeno dieci anni, giova ricordare che non più tardi di ieri si è svolta una riunione tra i rappresentanti della presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Esteri, del Ministero dell’Ambiente e le dieci Regioni oggetto di sforamento dei limiti.
In tale seduta è stata discussa la recente condanna che l’Europa ha inflitto allo Stato: ebbene, in quella occasione tutte le Regioni -anche quelle guidate da forze che si trovano al governo nazionale- hanno rimarcato la grave assenza del governo nella lotta allo smog. Le Regioni hanno anche fatto notare come sia di una gravità inaudita che il governo non abbia dedicato a questo tema neppure una riga del Recovery Fund. Cosa per altro ammessa anche da un funzionario del Ministero dell'Ambiente, a guida M5S. È pazzesco che lo Stato promuova un piano di spesa degli oltre 200 miliardi, messi in campo dall’Europa, senza neppure citare la qualità dell’aria, tema sul quale l’Europa ha appena condannato l’Italia. E questo nonostante Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna avessero avanzato congiuntamente una scheda di progetto per diversi miliardi».

venerdì 29 gennaio 2021

RAPPORTO ANNUALE DELL'ARIA, VENEZIA TRA LE CITTÀ PEGGIORI. BALDIN (M5S): «NO AGLI INCENERITORI DI FUSINA E DI PADOVA»

La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Erika Baldin, commenta il report annuale "Mal'aria di città 2021", realizzato da Legambiente, che vede Venezia, Padova, Rovigo e Treviso tra i primi 10 capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili nel 2020. A questi si aggiunge Vicenza, undicesima, e Verona che occupa il 13° posto nella classifica delle 35 città italiane le quali sono andate oltre la soglia dei 35 giorni di superamento dei limiti di legge.
«Una situazione preoccupante - esordisce Baldin - nella quale solo Belluno può dirsi "in regola", mentre tutte le altre centraline poste nei capoluoghi veneti sforano ampiamente il limite normativo. Anche il confronto con le medie annuali è allarmante: nella classifica dei capoluoghi di provincia che l'anno scorso hanno superato il valore medio annuale suggerito dalle linee guida dell'OMS per le polveri sottili (Pm10), ritroviamo addirittura 5 capoluoghi veneti nei primi 10 posti. E il sesto, in questo caso Verona, si colloca all'11^ posizione», osserva Baldin.
«Questi dati allarmanti costituiscono l'ennesima conferma - prosegue la consigliera regionale - che nella pianura padana si respira l'aria più inquinata d'Europa. Siamo di fronte a un problema sanitario e ambientale enorme, che richiede una forte presa di coscienza e azioni ad ampio raggio: dai trasporti all'agricoltura sono tanti gli ambiti nei quali la Regione può svolgere un ruolo centrale».
Conclude Baldin: «Trovo veramente surreale, a fronte di questi dati, la discussione che si sta sviluppando attorno a ben due inceneritori, quello di Fusina e quello di Padova, che vanno a insistere sopra un territorio già gravemente compromesso dal punto di vista dell'inquinamento dell'aria. Porterò avanti la mia battaglia in consiglio regionale per una maggiore attenzione a quest'ultima, nel solco delle politiche europee della transizione ecologica che formano le premesse del Recovery Fund», conclude la consigliera regionale.

VERSO LA ZONA GIALLA: LUNEDÌ APRIRANNO BAR E RISTORANTI, TORNANO LE PRESTAZIONI AMBULATORIALI, IL 50% DEI LICEALI IN CLASSE

Si attende a ore la pronuncia dell'Istituto Superiore della Sanità, che dovrebbe riportare il Veneto in zona gialla. Una volta che i dati saranno vidimati dal Ministero, partirà il decreto firmato da Roberto Speranza che consentirà ai veneti di poter riaprire bar e ristoranti anche al pubblico (e non solo all'asporto) sempre entro le ore 18, e di potersi spostare liberamente all'interno della Regione. Gli effetti del provvedimento partirebbero da lunedì 1° febbraio, con il weekend che vedrebbe ancora in vigore la zona arancione.
Non è la sola novità: da lunedì anche in Veneto gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ovvero i licei e gli istituti tecnici e professionali, potranno fare lezione in aula nella misura del 50% di ogni classe, mentre la rimanente continuerebbe con la didattica a distanza. In attesa di ufficializzare gli sviluppi per i vaccini (le indicazioni dicono che dal 15 febbraio in Veneto verranno contattate le persone fra 75 e 80 anni, la settimana successiva verranno immunizzate le persone nate nel lustro seguente), gli ambulatori ospedalieri tornano a regime.
L'ULSS 3 Serenissima infatti, dal 1° febbraio, recupererà tutte le prestazioni ambulatoriali non urgenti, sospese o non prenotabili negli ospedali durante i mesi scorsi. Tra queste, oltre 15mila erano quelle già prenotate, e 12mila le richieste pervenute ai CUP dopo la sospensione. Tutti verranno ricontattati direttamente dall’ULSS per confermare un nuovo appuntamento in base ai criteri di priorità clinica e temporali.
Intanto, grazie alla diminuzione dei ricoveri, al momento i posti letto attivati nelle terapie intensive dell’ULSS 3 sono scesi da 96 a 86. Negli ospedali di Chioggia e di Mirano, le terapie intensive sono già completamente libere da pazienti positivi al Covid. La riduzione dei letti attivati per i pazienti virali, grazie alla diminuzione dei ricoveri, è avvenuta anche per i posti letto in area non critica, scesi di un terzo.
Anche il CUP, già dalla fine della prima fase, si è rafforzato arrivando anche a triplicare le linee telefoniche, passate in totale da 105 a 270, e aumentando il personale. Le linee telefoniche bidirezionali attive sono passate da 60 a 120 nel distretto di Venezia-Mestre, con 43 operatori disponibili; da 30 a 90 nel distretto di Mirano-Dolo, con 32 operatori in campo; da 15 a 60 nel distretto di Chioggia. Inoltre è possibile prenotare le prestazioni sanitarie anche attraverso le farmacie convenzionate nel territorio: nel distretto veneziano hanno aderito 81 farmacie su 101, 60 su 72 a Mirano-Dolo e tutte le 22 di Chioggia.

A 25 DAL ROGO, IL TEATRO LA FENICE DI VENEZIA COMMEMORA LA PROPRIA STORIA OGGI CON UN EVENTO ISTITUZIONALE E UN CONCERTO ONLINE

Sono trascorsi 25 anni dalla terribile notte del 29 gennaio 1996, quando il teatro La Fenice venne distrutto da un incendio doloso, segnando indelebilmente la storia della città e la memoria dei veneziani. Rimasero in piedi solo i muri perimetrali, ma grazie all’intervento coraggioso e professionale dei vigili del fuoco, che lavorarono incessantemente per ore servendosi anche di un elicottero, alle fiamme fu impedito di estendersi ai palazzi circostanti, scongiurando il rischio che l’incendio potesse intaccare una parte cospicua dell’isola.
Ad appiccare il fuoco, come ricostruito all’epoca dall’allora pubblico ministero Felice Casson, furono Enrico Carella e Massimiliano Marchetti, gli elettricisti che lavoravano in subappalto alla ristrutturazione degli impianti del teatro. I due, che innescarono le fiamme per non pagare le penali relative al ritardo nei lavori, furono arrestati un anno dopo l’incendio e condannati in via definitiva rispettivamente a 7 e 6 anni.
Come per il campanile di San Marco dopo il crollo del 1902, La Fenice fu ricostruita «com’era, dov’era» sette anni dopo, non senza vicissitudini legate ai progetti e all’appalto dei lavori, e venne inaugurata con un concerto la sera del 14 dicembre 2003. Questo pomeriggio, a partire dalle ore 16.30, l’anniversario del rogo verrà commemorato con un evento in diretta streaming nei siti del teatro, dei vigili del fuoco, del Comune, di Venezia Unica, attraverso il documentario “Dal fuoco alla musica” (che racconta l’incendio e la ricostruzione del teatro) condotto da Alberto Toso Fei, con immagini, interviste e contributi. Alle 17.30 avrà luogo un concerto della Banda del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

giovedì 28 gennaio 2021

RIORDINO DELLA GOVERNANCE DEI TRASPORTI, MONTANARIELLO: «ACCOLTO MIO EMENDAMENTO RELATIVO ALLE SPECIFICITÀ TERRITORIALI»

«Notte fonda» per il trasporto pubblico locale veneto. Lo afferma Jonatan Montanariello, vicepresidente della commissione relativa, accusando la giunta in carica: «Già i trasporti pubblici in Veneto sono allo sbando - sostiene Montanariello - se si aggiunge che sul tavolo del consiglio regionale è andato all’esame un progetto di legge, presentato dal consigliere-presidente Zaia, che ha l’unico scopo di demandare alla giunta, dove lui è il capo, l’adozione di un provvedimento di riordino e razionalizzazione del settore». L'intervento a margine della seduta di ieri, che ha licenziato il testo del progetto di legge numero 9, per il riordino della governance regionale del settore.
«Forse sfugge - riprende il consigliere di minoranza - la portata di una riforma che riguarda uno dei settori cruciali per la qualità della vita e per l’economia del Veneto. Non si capisce altrimenti il perchè di un progetto di legge vuoto, che chiede al consiglio di dare carta bianca al presidente. Una sorta di plenipotenziario dei destini del trasporto pubblico, quando invece è sacrosanto che sia il consiglio a tracciare i nuovi indirizzi».
Montanariello ha presentato un emendamento al testo che è stato approvato dalla commissione: «Visto che per primi sosteniamo la necessità di rimettere mano al comparto, ho chiesto ed ottenuto l’importante risultato di aggiungere un passaggio di sostanza, accanto a quello della definizione dei servizi essenziali. Ovvero il riconoscimento delle specificità dei territori. Le vicende veneziane riguardanti ACTV, ad esempio, dimostrano come la specificità rappresenti un criterio da cui non si può prescindere nell’azione di riordino dei trasporti pubblici del Veneto».

SALVAGUARDIA DI PIAZZA SAN MARCO DALL'ACQUA ALTA: PROGETTO APPROVATO, MA NON CI SONO I SOLDI

Il comitato tecnico del Provveditorato alle Opere Pubbliche ha approvato ieri il progetto esecutivo del primo stralcio per la messa in sicurezza di piazza San Marco, ma i lavori non potranno ancora cominciare. Lo stop era arrivato pochi giorni fa, dopo che la Corte dei conti aveva bocciato l’atto del Provveditorato che finanziava questo ed altri interventi, per la mancanza di fondi a disposizione.
Il progetto, al quale sarebbero dedicati 11 dei 39 milioni dell’intero piano di salvaguardia, consentirebbe di bloccare il 60% delle acque alte attraverso una serie di interventi tra i quali la sistemazione dei sottoservizi nell’area delle Procuratie Nuove e l’inserimento di valvole per regolare l’acqua in alcuni luoghi strategici della Piazza.
Il cantiere avrebbe dovuto essere aperto in febbraio, con l’obiettivo di terminare i lavori entro ottobre di quest’anno, in tempo per essere operativo prima della prossima stagione delle acque alte più sostenute, nonostante le maree che superano i 90 cm persistano anche in questo periodo (100 cm sono previsti attorno alle 23 di oggi e domani, addirittura 120 poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica).
Oltre a questo progetto, predisposto dalle imprese Kostruttiva, Mate e Thetis, a breve dovrebbe arrivare anche quello definitivo delle barriere in vetro per la Basilica: anche ni questo caso però, i soldi, contenuti nello stesso atto, per ora non ci sono.

mercoledì 27 gennaio 2021

VERTENZA AVM/ACTV, MOZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI VENEZIANI CONTRO LA DECISIONE DI CANCELLARE GLI ACCORDI DI SECONDO LIVELLO

La crisi di AVM/ACTV approda in Regione, con una dura presa di posizione dei consiglieri veneziani a Palazzo Ferro Fini che hanno presentato una mozione sottoscritta in modo trasversale da rappresentanti di maggioranza e opposizione. «La scelta della direzione di AVM è irresponsabile. Riguardo temi così delicati e in un momento tanto difficile non si può agire in modo unilaterale», denuncia Jonatan Montanariello, vicepresidente della commissione Trasporti e primo firmatario della mozione sottoscritta dalla collega Francesca Zottis e da Erika Baldin (Movimento 5 Stelle), Raffaele Speranzon (Fratelli d'Italia) e Marco Dolfin (Lega).
«La Regione intervenga per aprire un tavolo di confronto tra azienda e sindacati. La crisi legata all’assenza di turisti per la pandemia e -ancor prima- per l’Aqua Granda dell’autunno 2019, non può essere pagata dai lavoratori e dalle loro famiglie. Nessuno nega il momento di difficoltà, ma la risposta è totalmente sbagliata e conferma la necessità di sostenere in modo adeguato il trasporto pubblico locale a prescindere dal turismo, perché è un servizio essenziale.
Quella di AVM - conclude Montanariello - è una decisione senza precedenti, che va condannata sia nel merito che nel metodo. Auspichiamo che l’azienda faccia retromarcia e per questo ci rivolgiamo anche alla Regione: si faccia garante, come accaduto in altre occasioni, affinché ci sia un rapido confronto tra le parti e venga scongiurata la cancellazione degli accordi di secondo livello e di tutti i relativi atti integrativi».

L’ATENEO VENETO A RISCHIO CHIUSURA. SACCÀ (PD): «LA CULTURA NON SIA SOLO UN PRODOTTO CONSUMABILE DAL TURISMO»

La pandemia non risparmia nessuno, nemmeno le istituzioni culturali veneziane più apprezzate dai residenti. È così per l’Ateneo Veneto, che per scelta secolare organizza manifestazioni, conferenze e cicli di lezioni aperte a tutti, a titolo esclusivamente gratuito. E che ora, a 209 anni dalla fondazione, senza aiuti né ristori, rischia la chiusura.
«L’Ateneo chiude il bilancio annuale con una perdita di 120mila euro - dichiara il presidente dell’istituzione, Giampaolo Scarante - mentre gli anni precedenti della mia presidenza erano stati sempre in pareggio». È l’effetto della pandemia, che ha portato al rinvio di manifestazioni come la Biennale Arte e Architettura grazie alle quali, attraverso l’affitto di parte della propria sede, l’Ateneo accantonava risorse indispensabili per assicurare l’organizzazione degli oltre cento eventi gratuiti annuali.
Ora, senza quelle entrate extra, le quote dei 600 soci e i modesti contributi di Comune, Regione e Ministero dei Beni Culturali non bastano: «Resistiamo fino a maggio - conclude Scarante - poi entriamo in una terra incognita, aperta anche alle opzioni più estreme». Ma ad essere in crisi a Venezia è tutto il sistema cultura, non solo a causa dell’emergenza sanitaria: «Nella città storica - sottolinea il consigliere comunale del PD Giuseppe Saccà - tutto viene banalizzato in grandi eventi destinati al turismo di massa. Se non vogliamo far morire del tutto le istituzioni veneziane, bisogna ripensare a un modello di sviluppo in cui al centro ci sia la cultura, intesa non come prodotto consumabile dal turismo, ma quale servizio per i residenti e leva per attivare processi di rigenerazione».

martedì 26 gennaio 2021

DISDETTI ACCORDI INTEGRATIVI PER IL PERSONALE DI AVM/ACTV, MONTANARIELLO E ZOTTIS: «DECISIONE GRAVISSIMA»

I consiglieri regionali Jonatan Montanariello e Francesca Zottis stigmatizzano la decisione di AVM Holding di disdire tutti gli accordi integrativi di secondo livello per i lavoratori dipendenti. «È gravissima, perché mette tutti i lavoratori del gruppo (che comprende ACTV e Vela) in pesanti difficoltà economiche, in questo tempo segnato già da pesanti disagi sociali.
Non si capisce - continuano i due esponenti dell'opposizione - perché la dirigenza che gestisce una realtà di cruciale importanza nel panorama del trasporto pubblico locale veneto operi una scelta che non trova precedenti a livello regionale. La crisi del turismo a Venezia e gli eventi calamitosi legati all'acqua alta, benché di portata drammatica, non giustificano questa svolta. Soprattutto perché in questi mesi non sono mancati gli aiuti economici di fonte nazionale ed europei. Vanno dunque valutate fino in fondo, facendo piena chiarezza, le logiche che hanno portato a questo esito allarmante».
Montanariello e Zottis chiedono la convocazione urgente di un tavolo di confronto regionale, per approfondire la situazione e per intervenire concretamente al fine di scongiurare un taglio sciagurato. Le responsabilità della Regione Veneto nel non garantire stanziamenti propri a favore del trasporto pubblico locale (che da lungo tempo denunciamo) vanno ora e definitivamente sanate con un finanziamento straordinario, in grado di garantire ai lavoratori un livello salariale adeguato. La vicenda di queste ore dimostra che il trasporto pubblico va garantito a priori, al netto del turismo».

OLTRE 200 SET CINEMATOGRAFICI A VENEZIA. MATILDE DE ANGELIS E LIEV SCHREIBER SUL PONTE DI RIALTO RACCONTANO HEMINGWAY

Venezia si conferma città del cinema, anche durante la pandemia. Oltre 200 (205 per la precisione) le produzioni arrivate in laguna da tutto il mondo nell'ultimo anno: una parziale boccata di ossigeno per l’economia fortemente in crisi della città.

Se i veneziani sono ormai quasi abituati a dribblare i set diffusi per l’isola, tra un’acrobazia di Tom Cruise per “Mission: Impossible” e un’indagine di Vittoria Puccini nei panni della vicequestore Elena Zonin, non c’è dubbio che l’industria cinematografica possa rappresentare sempre di più un’alternativa alla monocoltura turistica che domina(va) Venezia.
Dagli spot di Sony Playstation 5, Maserati, Sky e Che Banca ai programmi televisivi “La grande bellezza” e “Sapiens”, dalle fiction nostrane come “Non mi lasciare” alle serie tv americane come “A discovery of witches”, Venezia senza visitatori rimane una location ineguagliabile.
Lo conferma la lunga permanenza in laguna di Matilde de Angelis, star emergente di casa nostra, reduce dall’avventura sul set hollywoodiano con Nicole Kidman e Hugh Grant per “Undoing”, e che a breve affiancherà Amadeus sul palco del teatro Ariston per una serata del Festival di Sanremo, e di Liev Schreiber, il fixer della serie “Ray Donovan”.
I due attori sono stati protagonisti proprio ieri, sopra il ponte di Rialto, di una lunga scena relativa a “Di là dal fiume e tra gli alberi”, della regista spagnola Paula Ortiz: un set unico, con il canal Grande quasi sgombro e lo scenario di una Venezia al tramonto pronta a rievocare con le immagini la storia d’amore, narrata da Ernest Hemingway nell’omonimo romanzo, tra l’ufficiale americano Catwell e la veneziana Renata.

lunedì 25 gennaio 2021

«LUNEDÌ RIAPRIRANNO LE SCUOLE SUPERIORI»: L'ANNUNCIO DI ZAIA, MA DIPENDERÀ DAI TRASPORTI PUBBLICI

Durante la consueta conferenza stampa quotidiana, dagli uffici della Protezione Civile regionale a Marghera, il presidente della giunta veneta Luca Zaia ha annunciato oggi a mezzogiorno la probabile riapertura delle scuole secondarie di secondo grado già da lunedì 1° febbraio.

Fino a tale data, per gli istituti superiori tecnici, professionali e per i licei, rimane in vigore l'ordinanza firmata dallo stesso Zaia lo scorso 4 gennaio: la riapertura dovrà passare necessariamente dalla rimodulazione dei mezzi di trasporto pubblici, questione che il presidente ha chiesto venga affrontata dall'assessora regionale Elisa de Berti.
«Se non ci saranno cambiamenti repentini», sono parole del presidente Zaia, la riapertura di tutte le scuole andrà di pari passo con la speranza che il Veneto torni zona gialla e che quindi bar e ristoranti possano aprire almeno fino alle ore 18: al momento i parametri sorridono alla regione, con la diminuzione sensibile del numero dei positivi in ogni città. Venerdì a Roma, in tal senso, la nuova riunione dell'Istituto Superiore di Sanità, chiamato a decidere i "colori" delle Regioni.

GIORNATE DELLA MEMORIA: STAMANE IN GHETTO LA POSA DI NUOVE PIETRE D'INCIAMPO PER 15 DEPORTATI, VITTIME NEI LAGER NAZISTI

Questa mattina, dalle ore 9.30, nel Ghetto di Venezia ha avuto luogo la cerimonia della collocazione di 15 nuove Pietre d'Inciampo in memoria di altrettante persone di religione ebraica deportate dai nazisti nei campi di sterminio e non più tornate dai lager.

Date le particolari condizioni legate all'emergenza sanitaria, la cerimonia promossa dall'IVESER e dalla Comunità Ebraica è stata organizzata in tono minore, quanto alla partecipazione limitata e contingentata degli interessati: il Comune -in cui rappresentanza ha partecipato la presidente del consiglio comunale, Linda Damiano- ha allestito una diretta streaming nella propria pagina facebook, e lo stesso artista tedesco Gunter Demnig (artefice delle Pietre d'Inciampo) quest'anno ha rinunciato al suo consueto tour europeo.
L'iniziativa itinerante ha ricordato, quest'anno, Eugenio Todesco, Ida Dina Todesco, Bruno Todesco, Emilio Todesco, Mario Todesco, Sergio Todesco, Arrigo Jesurum, Eugenia Franco Pitteri, Susanna Calimani Nacamulli, Adele Almansi, Fernanda Ascoli, Giuseppe Todesco, Emilio Scarpa, Regina Abolaffio e Rosa de Leon. Queste ultime erano residenti nella casa di riposo israelitica, davanti la quale sono state messe a dimora le Pietre, come da intento ideale del loro creatore.
Con la deposizione delle quindici nuove Stolpersteine, sale a 105 il numero delle Pietre installate a Venezia negli ultimi anni. Anche Padova ha già dato corso all'appuntamento annuale, mentre Chioggia ha deciso di rinviare al 24 aprile per poter favorire la partecipazione della cittadinanza, delle scolaresche, delle associazioni e dei familiari degli onorati.