sabato 31 ottobre 2020

LE ETÀ DEI RICOVERATI PER COVID NEGLI OSPEDALI DELL'ULSS 3 SERENISSIMA: AUMENTANO LE PERSONE SOTTO I 50 ANNI

Più ricoverati per Covid sotto i quarant’anni e oltre gli ottant’anni, meno tra i “giovani anziani”. Dimezzati gli under 70, ultranovantenni raddoppiati. L’ULSS 3 Serenissima ha analizzato l’età dei pazienti affetti da Coronavirus nei suoi ospedali, facendo un confronto tra i primi 150 ricoverati della prima ondata epidemica di marzo e i primi 150 ricoverati della seconda ondata d’ottobre.
A registrare una diminuzione di coloro che hanno contratto il virus e hanno avuto, o stanno avendo, necessità di cure ospedaliere, sono soprattutto i pazienti della fascia d’età intermedia che va dai 60 agli 80 anni. Gli under 70 (60-69 anni) sono più che dimezzati: i 25 ricoverati della prima ondata sono scesi a 12 in questa seconda. E una diminuzione è avvenuta anche per gli under 80 (70-79 anni), passati dai 46 di marzo ai 30 di ottobre.
Saliti, ma di soli due, i ricoverati under 40 (fino ai 39 anni), passati dai 5 della prima ondata epidemica ai 7 della seconda. Gli under 50 (40-49 anni), pur parlando di piccoli numeri, sono quasi raddoppiati, aumentando dai 6 ricoverati di marzo agli 11 di ottobre. Salito anche il numero dei ricoveri di pazienti under 60 (50-59 anni), passati da 21 a 25.
La categoria dei ricoverati molto anziani subisce invece una crescita: se gli over 80 (80-89 anni) salgono di 8 pazienti, passando dai 41 della prima ondata ai 49 della seconda, gli ultranovantenni sono più che raddoppiati: a marzo gli ospedali dell’ULSS 3 ne ospitavano 6, a ottobre sono 16.
«I “giovani anziani” sembrano essere al momento meno coinvolti rispetto alla prima ondata epidemica», sottolinea il direttore generale dell’ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben. «La maggior parte di loro, ancora autonomi e in grado di vivere una vita sociale piena, ha sicuramente compreso appieno ciò che l’ULSS raccomanda loro da mesi per evitare il contagio: l’utilizzo della mascherina, la distanza di un metro, l’igienizzazione delle mani, l’evitare assembramenti».

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