lunedì 29 aprile 2019

IROSO, IL MULO 40ENNE DEGLI ALPINI, NON C'È PIÙ. «È ANDATO AVANTI, COME TUTTI I SOLDATI»

«Come tutti i veri Alpini, anche il Generale Iroso non è morto, è semplicemente andato avanti, per restare comunque per sempre nei nostri cuori». Con queste parole il presidente della giunta regionale veneta Luca Zaia ricorda l’epopea del mulo Iroso -l’ultimo equino rimasto in vita tra quelli in dotazione al Corpo degli Alpini, con la matricola 212 ancora stampigliata sullo zoccolo- che oggi, a 40 anni, è “andato avanti”, come usano dire gli Alpini di un loro commilitone che non c’è più. «Tante volte ci siamo incontrati con Iroso – ricorda Zaia – e ogni volta era come ritrovare un vecchio amico, non solo un animale da accarezzare e rispettare. Un amico degli Alpini, di noi grandi come dei tanti bambini che se ne innamorarono incontrandolo, all’adunata di Treviso nel 2017, o in occasione del suo compleanno che festeggiammo a Vittorio Veneto.
In lui c’è stata una fierezza straordinaria, con la quale ha rappresentato tanti valori: l’alpinità, la storia del territorio, l’identità del Veneto e delle genti di montagna. Grazie in particolare, in questo momento di profondo dispiacere, a Toni de Luca, che salvò Iroso e i suoi compagni reduci dalla chiusura del reparto salmerie dell’esercito, alla moglie e alla famiglia di Toni e a tutti gli Alpini che in tanti anni, con amore, lo hanno accudito, curato, seguito come meritava, perché il Generale Iroso ha meritato davvero tutte le attenzioni che ha ricevuto. Oggi – conclude il presidente della Regione – è bello immaginarlo forte e vitale come un tempo, a sfidare di nuovo un sentiero impervio di montagna. Perché Iroso non è morto, è andato avanti su quel sentiero».

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