venerdì 27 novembre 2020

ZAIA: «I NEGOZI DI MEDIE DIMENSIONI APERTI ANCHE DI SABATO». A CHIOGGIA DUE MEDICI DI BASE DECIDONO DI NON PRATICARE TAMPONI

Il presidente della giunta regionale veneta, Luca Zaia, ha emanato oggi una nuova ordinanza che consente già da domani l'apertura nei giorni prefestivi (quindi il sabato) dei negozi di medie e grandi dimensioni, mantenendo i limiti di compresenza all'interno delle strutture. Rimangono invece chiusi i centri commerciali, così come la domenica e nei giorni festivi. L'ordinanza rimarrà in vigore fino al 3 dicembre, poi la questione verrà probabilmente disciplinata da un nuovo decreto governativo e quindi da una nuova ordinanza. Il presidente Zaia ha specificato di riferirsi a esercizi di misura superiore a 250 metri quadrati di superficie di vendita, in specie negozi di abbigliamento e arredamento, le cui condizioni di vendita niente abbiano a che vedere con i centri e i parchi commerciali.

Intanto stamane il direttore generale dell'ULSS 3 Serenissima, Giuseppe dal Ben, ha tenuto la consueta conferenza stampa nella quale ha sciorinato i dati utili a comprendere la portata attuale del fenomeno Coronavirus nel Veneziano. Se i casi di positività dall'inizio dell'epidemia hanno raggiunto quota 15mila nella zona, sono invece metà (ovvero 7540) le persone attualmente positive nel territorio amministrato dall'ULSS 3; quasi 9500 le persone in isolamento, 503 decessi da febbraio e poco meno di 7mila pazienti negativizzati e quindi guariti. A oggi i ricoverati negli ospedali metropolitani sono 362, dei quali 321 in reparto e 41 in terapia intensiva; il 4.3% dei positivi testati ha avuto bisogno del ricovero in area non critica, lo 0.5% in rianimazione. Lo scorso maggio la cifra si attestava attorno al 47% di coloro che erano risultati positivi.
«C'è stato un momento di speranza - spiega Dal Ben - tra il 21 e il 24 novembre, quando il numero dei casi era diminuito, per poi risalire. Confermo che rispetto alla prima fase del contagio ci sono più ricoveri nei reparti, e meno in terapia intensiva. Per quanto riguarda quest'ultima, gli ospedali dispongono attualmente di 93 posti letto, dei quali 49 occupati da pazienti affetti da Covid, con 20 posti ancora liberi. Siamo perciò relativamente tranquilli, potendo arrivare ad allestire fino a 112 posti per le rianimazioni. In ogni caso i posti letto ci sono per chiunque necessiti di un ricovero, non vi è alcuna sofferenza in questo».
Quanto alla realtà locale di Chioggia, sono 6 le persone ricoverate nei reparti dell'ospedale (segnatamente in Geriatria), e una in terapia intensiva. Al Covid hospital di Dolo invece sono 149 i ricoveri in atto per Covid, 15 dei quali in rianimazione. Abbastanza giovane è l'età media di coloro che sono in stato di isolamento domiciliare, ovvero 49 anni. Focus sulle case di riposo: «Non stanno pesando particolarmente nei ricoveri - ha detto il direttore Dal Ben - almeno rispetto alla prima fase. Anzi, alcune delle residenze che erano state colpite particolarmente nella prima fase oggi hanno meno problemi, e viceversa». Inoltre 50 tra infermieri e operatori sanitari si sono detti disponibile a rafforzare l'organico delle case di riposo in sofferenza.
Infine, per quanto concerne le scuole, sono 110 gli allievi positivi e 59 i docenti. Maggiormente interessate le scuole primarie, a Chioggia sono due le classi coinvolte. Al direttore Dal Ben è stata chiesta anche l'incidenza del numero dei positivi rispetto alla mole di tamponi molecolari processata, ed essa ammonta al 26%, in ribasso rispetto alla settimana precedente. Pare intanto affermarsi il modello "diffuso" per la sistemazione dei pazienti di Covid post ospedale, anziché ricorrere a un unico hotel, e si attende tra il weekend e i primi giorni della prossima settimana l'arrivo di 20mila dosi del vaccino anti-influenzale da distribuire ai medici di base. A proposito di questi ultimi, sono due nel Distretto sanitario di Chioggia a non aver aderito all'invito dell'ULSS a praticare i tamponi.

Nessun commento:

Posta un commento