La consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin mette nel mirino il maxi faro Ramses II: «Ho proceduto ad un accesso agli atti, ovvero una richiesta - come il mio ruolo mi permette di fare - per ottenere i verbali delle riunioni e agli atti attraverso i quali si è autorizzata l'installazione del mega faro a Venezia. Ciò va incontro alle richieste di molte associazioni preoccupate per gli effetti negativi di questa trovata dell'amministrazione Brugnaro».
martedì 30 gennaio 2018
martedì 23 gennaio 2018
ERIKA BALDIN: SPEGNETE IL FARO RAMSES ACCESO A MARGHERA, È INUTILE E DANNOSO
Spegnete Ramses! Lo chiede la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Baldin, che accoglie la richiesta degli astrofili di Mestre: il gruppo ha dato vita a una petizione su change.org per far spegnere il faro che è stato acceso a Marghera nei giorni scorsi. «Abbiamo visto le foto del fascio luminoso scattate dalle Prealpi e ci dicono che si veda perfino dal bellunese – attacca la consigliera – per non parlare dello spreco energetico da decine di migliaia di kilowatt. Basta, spegnete quel faro! Ho deciso di accogliere le richieste degli astrofili di Mestre, che hanno protestato e attivato una petizione online per far chiudere questo obbrobrio. Gli astrofili, che aiutano ragazzi e appassionati ad alzare lo sguardo verso il cielo e a riconoscere le costellazioni, trovano l'installazione assolutamente diseducativa e inappropriata, oltre che in contrasto con le leggi vigenti. Quel faro è inutile e dannoso, viola le norme sull'inquinamento luminoso. Questo è un tema che seguo da tempo nella mia attività nel Consiglio Regionale del Veneto, dove ho portato un progetto di legge ad hoc. Diffonderemo le richieste degli astrofili, è ora di smetterla con queste pagliacciate e iniziare a pensare davvero a far qualcosa per tutti i tipi di inquinamento che devastano il bellissimo Veneto».
lunedì 22 gennaio 2018
LELLA COSTA GIOVEDÌ A CA' SAVIO CON LE LETTERE D'AMORE DI NATALIA ASPESI
Le “lettere del cuore” di Natalia Aspesi sul Venerdì di Repubblica diventano uno spettacolo. Un viaggio attraverso la vita sentimentale e sessuale degli italiani nel corso degli ultimi trent'anni. I tradimenti, le trasgressioni, le paure, i pregiudizi. Migliaia di storie d’amore e passione che, incredibilmente, non cambiano con il passare dei decenni e l’evoluzione del costume. Dalla ragazzina infatuata per un uomo tanto più grande di lei, alla signora che s’innamora di un sacerdote, dalla moglie tradita e abbandonata, al giovane che si scopre gay, fino al maschio orgoglioso della sua mascolinità. Tanti hanno imbracciato la penna (più recentemente la tastiera del pc) per scrivere a Natalia Aspesi chiedendo un consiglio, un parere. E le risposte -argute, comprensive, feroci- spesso sono più gustose delle domande. A dare voce sul palco a questa corrispondenza è l'attrice Lella Costa in un gioco di contrappunti tra botta e risposta che raggiunge tutte le sfumature, i diversi gradi d'intensità e di intimità. Giovedì 25 gennaio alle ore 21 la sala teatro di Ca’ Savio di Cavallino Treporti ospiterà in "Questioni di cuore" una delle più grandi attrici italiane a condurre il pubblico in un viaggio narrativo e umano, profondo nelle sue implicazioni, divertente e piacevole, arguto come la mente della Aspesi.
sabato 20 gennaio 2018
A VENEZIA È SABATO... GRASSO: IL LEADER DI LIBERI E UGUALI PARLA DI EUROPA ALL'ATENEO VENETO
Mattinata veneziana per il presidente del Senato uscente Pietro Grasso, ora leader di Liberi e Uguali, la formazione di sinistra che si presenta alle prossime elezioni del 4 marzo. Grasso è stato ospite del convegno organizzato all'Ateneo Veneto in campo San Fantin dal gruppo europarlamentare S&D, avente a tema le politiche comunitarie. Dopo l'intervento di ieri di Pier Luigi Bersani, la due giorni ha accolto l'ex magistrato con molto calore; Grasso in venti minuti si è mostrato rigoroso nell'affermare che «manca una politica internazionale italiana che guardi oltre la singola crisi del momento». Opinioni chiare anche in materia di fiscal compact: «Non fa crescere, anzi limita il potenziale di crescita di ogni Paese. È stato concepito male, in emergenza. Intervenire sul fiscal compact è un obiettivo nazionale», mentre buona parte del suo discorso ha riguardato le responsabilità dell'Unione Europea in tema di migranti. «La UE - ha detto Grasso - è indifferente rispetto al dovere morale e giuridico di salvare vite in mare e accogliere chi scappa dalla guerra, dalla fame, dalla dittatura. Non sono gesti di generosità. Sono orgoglioso delle italiane e degli italiani che a Lampedusa hanno salvato chi sbarca. Volontari, uomini delle forze armate, medici, cittadini. Coloro che restituiscono a ogni persona la dignità di essere umano sono interpreti di un messaggio di solidarietà che la UE deve fare suo. Basta con la logica dell'emergenza». E proprio il medico di Lampedusa Pietro Bartolo, immortalato dal film "Fuocoammare", sarà candidato da Liberi e Uguali al Senato in Sicilia. «Siamo convintamente europeisti, ma vediamo i problemi che pervadono in questi anni il progetto europeo», ha concluso Grasso.
L'intervento integrale:
L'intervento integrale:
venerdì 19 gennaio 2018
IERI E STAMANE IL CONVEGNO DELLA SINISTRA EUROPEA A VENEZIA
Le politiche comunitarie della sinistra sono al centro della due giorni veneziana in cui il gruppo europarlamentare S&D -Socialisti e Democratici- si incontra all'Ateneo Veneto di Campo San Fantin. Ieri pomeriggio Pier Luigi Bersani ha scaldato il pubblico ricordando i capisaldi («diritti nel lavoro, welfare universalistico, fisco fedele e progressivo») assieme a Flavio Zanonato, a Davide Zoggia e all'eurodeputata italo-belga Maria Arena. Stamane è la volta di Pietro Grasso, reduce dalla presidenza del Senato e ora leader di Liberi e Uguali, che parlerà dopo Roberto Speranza e Maria Cecilia Guerra.
PAOLO QUAGGIO CONFERMATO PRESIDENTE DELLA CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI DI VENEZIA
Paolo Quaggio è stato riconfermato presidente di CIA Venezia. L'elezione è avvenuta oggi, venerdì 19 gennaio, nel corso della settima assemblea elettiva, che si è svolta a Zelarino. Per Quaggio, agricoltore mirese, si tratta del terzo mandato.
Con lui è stato nominato il nuovo direttivo che si preoccuperà nei prossimi giorni di individuare la nuova giunta provinciale.
«Nei prossimi dieci anni - spiega il presidente Paolo Quaggio - l'agricoltura nel territorio veneziano avrà due protagonisti: l'acqua e il vino. Il congresso di oggi è servito a rinnovare il nostro impegno per rafforzare l’agricoltura, tutelando il territorio. Fondamentale rimane la conservazione e il rispetto delle risorse idriche nel contesto dei cambiamenti climatici che condizionano l’agricoltura, risorse che rimangono la linfa vitale per la nostra campagna. Una campagna che nel tempo si è evoluta, anche nella scelta di cosa coltivare. Terre dove prima c’erano prevalentemente cereali e soia, da qualche anno sono ricoperte da vitigni».
Aggiunge Sandro Bravin, contitolare dell'azienda agricola Vintinove di Portogruaro: «In Veneto circa 80mila ettari sono occupati da vitigni. Il 50 per cento è coltivato da due vitigni principali: Prosecco e Pinot grigio. Infatti, negli ultimi anni il vino rosso è stato soppiantato dal vino bianco e, in particolare da questi due vitigni. A fianco di Verona e Treviso che rimangono i protagonisti di questa produzione, oggi c’è anche Venezia, che si sta affermando come terza forza nella produzione di questi due vini».
Nella sua relazione, Quaggio ha puntualizzato gli obiettivi del prossimo mandato: «Abbiamo incontrato numerosi associati con i quali ci siamo confrontati, anche vivacemente, sui problemi che assillano le imprese veneziane, ma anche rispetto al futuro che ci attende. Vogliamo puntare senza indugi ad un nuovo rapporto tra società e agricoltura, mettendo al primo posto la qualità dei prodotti. Attenzione poi per la tutela dell'ambiente e del territorio. Ci impegneremo per una politica agricola comune che sostenga l'innovazione (termine scelto per intitolare l'assemblea di quest'anno). Una nostra battaglia - che dura da molti anni e che ancora richiede molto lavoro - è quella per una pubblica amministrazione semplificata, per regole e controlli più agili: il tempo è denaro per gli agricoltori, ogni ora trascorsa a riempire carte è tempo rubato al lavoro nei campi. Infine, come nel precedente mandato, vogliamo impegnarci per dare un futuro al settore, agevolando l'imprenditoria agricola giovanile».
La CIA Venezia conta più di 4mila aziende agricole associate, più di 13mila iscritti all'associazione pensionati, 6mila fascicoli aziendali. La sede provinciale è a Marghera, mentre le sedi zonali sono sei: Marghera, Camponogara, Mirano, Sottomarina di Chioggia, San Donà di Piave, Portogruaro.
«Nei prossimi dieci anni - spiega il presidente Paolo Quaggio - l'agricoltura nel territorio veneziano avrà due protagonisti: l'acqua e il vino. Il congresso di oggi è servito a rinnovare il nostro impegno per rafforzare l’agricoltura, tutelando il territorio. Fondamentale rimane la conservazione e il rispetto delle risorse idriche nel contesto dei cambiamenti climatici che condizionano l’agricoltura, risorse che rimangono la linfa vitale per la nostra campagna. Una campagna che nel tempo si è evoluta, anche nella scelta di cosa coltivare. Terre dove prima c’erano prevalentemente cereali e soia, da qualche anno sono ricoperte da vitigni».
Aggiunge Sandro Bravin, contitolare dell'azienda agricola Vintinove di Portogruaro: «In Veneto circa 80mila ettari sono occupati da vitigni. Il 50 per cento è coltivato da due vitigni principali: Prosecco e Pinot grigio. Infatti, negli ultimi anni il vino rosso è stato soppiantato dal vino bianco e, in particolare da questi due vitigni. A fianco di Verona e Treviso che rimangono i protagonisti di questa produzione, oggi c’è anche Venezia, che si sta affermando come terza forza nella produzione di questi due vini».
Nella sua relazione, Quaggio ha puntualizzato gli obiettivi del prossimo mandato: «Abbiamo incontrato numerosi associati con i quali ci siamo confrontati, anche vivacemente, sui problemi che assillano le imprese veneziane, ma anche rispetto al futuro che ci attende. Vogliamo puntare senza indugi ad un nuovo rapporto tra società e agricoltura, mettendo al primo posto la qualità dei prodotti. Attenzione poi per la tutela dell'ambiente e del territorio. Ci impegneremo per una politica agricola comune che sostenga l'innovazione (termine scelto per intitolare l'assemblea di quest'anno). Una nostra battaglia - che dura da molti anni e che ancora richiede molto lavoro - è quella per una pubblica amministrazione semplificata, per regole e controlli più agili: il tempo è denaro per gli agricoltori, ogni ora trascorsa a riempire carte è tempo rubato al lavoro nei campi. Infine, come nel precedente mandato, vogliamo impegnarci per dare un futuro al settore, agevolando l'imprenditoria agricola giovanile».
La CIA Venezia conta più di 4mila aziende agricole associate, più di 13mila iscritti all'associazione pensionati, 6mila fascicoli aziendali. La sede provinciale è a Marghera, mentre le sedi zonali sono sei: Marghera, Camponogara, Mirano, Sottomarina di Chioggia, San Donà di Piave, Portogruaro.
mercoledì 17 gennaio 2018
LE POLITICHE DEL LAVORO TRA DIRITTI E MERCATO: SE NE PARLA VENERDÌ A MESTRE
Venerdì 19 gennaio dalle ore 17.30 all’hotel Ambasciatori in corso del Popolo 221 a Mestre si terrà l’incontro “Le politiche del lavoro in Europa e in Italia”, organizzato dall'associazione NordEst SudOvest con la partecipazione di Luca Visentini, segretario generale della Confederazione Europea dei Sindacati con sede a Bruxelles, e di Tommaso Nannicini, economista dell’Università Bocconi di Milano e già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che estensore del programma con cui il Partito Democratico si sta per presentare alle elezioni. L’evento vuole essere un momento di riflessione sui temi che deve affrontare il lavoro nel continente europeo e nel territorio italiano, tra flessibilità, globalizzazione, diritti, precariato, crescita economica e politiche sociali. All’iniziativa saranno presenti anche i tre segretari confederali provinciali di CGIL, CISL e UIL -Enrico Piron, Paolo Bizzotto e Gerardo Colamarco- e altri esponenti dell'economia veneziana.
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